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Riforma Pac

Foreste, leva dello sviluppo sostenibile

Le proposte della Commissione puntano a rafforzare il ruolo di attività economicaaccanto alla tradizionale leva nella lotta ai cambiamenti climatici - Ecco le nuove misure.

Il contributo delle risorse forestali per il raggiungimento degli obiettivi di competitività, gestione sostenibile e sviluppo socioeconomico delle aree rurali, per il prossimo periodo di programmazione non sembra essere stato messo in discussione, anzi appare rafforzato. Rispetto alla precedente e attuale programmazione, viene inoltre data molta enfasi al ruolo che le foreste e la selvicoltura svolgono nella lotta al cambiamento climatico. Per la prima volta viene, infatti, esplicitata a questo scopo l'importanza dello sviluppo delle aree forestali e della loro gestione sostenibile.
Almeno in linea teorica, gli interventi previsti rappresentano a tutti gli effetti gli strumenti a supporto della strategia europea di lotta ai cambiamenti climatici, offrendo inoltre un contributo diretto alle strategie di mitigazione e adattamento degli Stati membri. Ma l'elemento strategico e di novità proposto sul tema foreste non riguarda tanto l'ovvio riconoscimento delle funzioni ambientali, quanto la riscoperta funzione economica della risorsa forestale e dei settori produttivi a essa collegati per lo sviluppo socioeconomico e occupazionale delle aree rurali. La proposta di regolamento, infatti, ricerca e sottolinea in più punti la necessità di convivenza e coordinamento fra esigenze ambientali e interessi produttivi.
Le forestale e la selvicoltura vengono strategicamente richiamati già nelle sei priorità, formando parte integrante e operativa della politica rurale. A parte piccole modifiche, gli interventi e le misure forestali previste (tab. 1), rimango quelli già in essere nell'attuale programmazione, ma risultano più organicamente inseriti nella struttura programmatica diventando, di conseguenza, indispensabili per il raggiungimento delle priorità e degli obiettivi di crescita intelligente, sostenibile e inclusiva promossi dalla strategia Europa 2020. Il ruolo dei gestori forestali viene esplicitamente affiancato a quello degli agricoltori nella fornitura di beni pubblici, proponendo al sostegno concesso non più la sola motivazione del mancato reddito, ma anche quella di incentivo per favorire l'adozione e il mantenimento di sistemi di produzione e di pratiche di gestione che contribuiscano al raggiungimento degli obiettivi ambientali e di contenimento dei cambiamenti climatici.
Nel principio che ogni misura di sviluppo rurale debba essere programmata per contribuire in maniera specifica al raggiungimento di una o più priorità, la più importante novità per gli interventi forestali è la Misura Investimenti nello sviluppo della superficie forestale e miglioramento della produttività delle foreste. Tale misura si declina in cinque differenti interventi di investimento e gestione, confermando e accorpando misure già previste nell'attuale programmazione. L'istituzione di questo set di misure, promette di favorire la semplificazione e l'implementazione di progetti integrati a più alto valore aggiunto e contribuire all'implementazione della Strategia Forestale dell'Unione (Aggiornamento previsto per il 2013).
Nel set troviamo: Imboschimento e creazione di aree boscate sia su suoli agricoli che non agricoli, che vede l'accorpamento delle attuali misure 221 e 223 e non prevede più, per i terreni agricoli, il premio di compensazione dei mancati redditi, ma la copertura dei costi di impianto e un premio annuale per ettaro di 10 anni (attualmente 15), per i costi di mantenimento. Rimane implicita la possibilità di un beneficio economico di lungo termine dall'impianto. Si conferma il Primo impianto di sistemi agroforestali con un sostegno che non copre più solo i costi di impianto ma per 3 anni anche quelli di mantenimento. Viene confermato l'insieme delle azioni di Prevenzione e ripristino dei danni causati alle foreste dagli incendi boschivi e dalle calamità naturali, includendo attacchi parassitari, patologie, eventi catastrofici e minacce correlate al cambiamento climatico. Vi è una interessante apertura in favore degli interventi preventivi per attacchi parassitari e malattie che abbiano distrutto almeno il 30% del potenziale forestale. Nell'intervento Investimenti finalizzati a migliorare la resilienza ed il valore ambientale degli ecosistemi forestali vengono ripresi gli attuali investimenti non produttivi, ampliando il benefici anche ai gestori di proprietà dello Stato.
Pur essendo interventi storicamente a valenza ambientale, non viene esclusa la possibilità di avere benefici economici derivanti dalla commercializzazione dei prodotti (legnosi e non legnosi) e dalla fornitura di servizi derivanti dal miglioramento degli ecosistemi forestali. Viene confermato il sostegno agli investimenti in nuove tecnologie, trasformazione e commercializzazione dei prodotti e le imprese coinvolte non sono più solo micro ma anche Pmi. Viene richiamata indirettamente la possibilità di effettuare investimenti per l'uso e la produzione di materiale legnoso da destinare a scopi energetici, anche se il sostegno è limitato alle operazioni precedenti la trasformazione industriale. Per tutti questi interventi previsti dal set, il sostegno rimane subordinato alla presentazione di un Piano di gestione forestale o strumento equivalente, in linea con i criteri internazionali di Gestione forestale sostenibile.
Tra le altre misure, ritroviamo i pagamenti compensativi per le aree Natura 2000 a cui si aggiungono le aree sottoposte alla Direttiva 2000/60 (Direttiva acque). Vengono confermati i pagamenti silvoambientali con espliciti obiettivi di conservazione e lotta al cambiamento climatico. A questi pagamenti si aggiunge un contributo per la conservazione e valorizzazione del patrimonio genetico forestale. Contrariamente a quanto atteso, per la gestione forestale non vengono previste specifiche misure dedicate all'associazionismo, anche se la misura per la costituzione di gruppi di produttori risulta aperta al settore forestale.
Il tema foreste viene introdotto nelle azioni di trasferimento tecnologico, innovazione e servizi di consulenza, al fine di poter sviluppare nuove competenze anche nel settore forestale. Con gli investimenti per migliorare la performance dell'azienda, la trasformazione, commercializzazione e/o sviluppo dei prodotti, vengono finanziati anche per il settore forestale infrastrutture legate allo sviluppo aziendale e delle superfici, investimenti non produttivi per il raggiungimento di impegni ambientali o per l'accrescimento del valore di pubblica utilità dei siti Natura 2000 o di altre aree ad alto valore naturale.
Con la Misura per i servizi di base e rinnovamento dei villaggi si prevede la definizione e l'aggiornamento dei piani per la protezione e la gestione, riferiti ai Siti Natura 2000 e altri luoghi ad alto valore naturale. Interessanti prospettive si aprono nell'ambito della Misura Cooperazione, in particolare per le azioni di sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie e per la realizzazione di piani di gestione e indirizzo di area vasta. Inoltre, con la possibilità di includere nei Psr dei sottoprogrammi tematici che rispondano a specifiche esigenze in zone di particolare importanza, gli interventi forestali possono massimizzare la loro efficacia verso obiettivi specifici. Nessun chiarimento è invece presente sull'attuale problematica inerente la necessaria notifica ai sensi della normativa sugli Aiuti di stato per le misure forestali. Il negoziato rimane comunque ancora aperto e molte cose potranno cambiare ma le aspettative del settore forestale italiano rimangono sempre alte.

 

 
Raul Romano

PianetaPSR numero 4 - novembre 2011