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IL PESO DEGLI AIUTI UE SUL BILANCIO DELLE AZIENDE AGRICOLE

GRANO TENERO

GRAFICO 1
°MOL = Ricavi vendite - Costi + Aiuti comunitari. Costi = Costi materie prime, altri costi diretti e comuni, costi del personale inclusi oneri sociali familiari (esclusi ammortamenti, interessi e imposte)
*Azienda grande: 157 ha; Azienda media: 45 ha; Azienda piccola: 11 ha

L'indagine ismea sull'impatto della riforma della PAC per il settore del frumento tenero mette in evidenza come le aziende del settore, caratterizzate da una elevata diversificazione colturale, dipendano in modo significativo dai contributi comunitari. Così come osservato per il settore del mais, anche in questo caso le aziende si stanno orientando verso una maggiore diversificazione produttiva, con rotazioni che da una parte permettono uno sfruttamento più razionale e agronomicamente corretto dei terreni e dall'altro permettono di limitare i rischi derivanti dalle fluttuazioni dei mercati, particolarmente evidenti negli ultimi anni per i cereali. Si hanno quindi piani colturali che tendono ad inserire colture come la barbabietola, il mais e la soia nella bassa pianura lombarda e veneta, ed il sorgo, il frumento duro e la medica nel bolognese. Nelle zone del centro Italia (Umbria), al grano tenero si trovano affiancate anche le colture foraggere, il girasole e o il tabacco.Non mancano inoltre i casi di diversificazione più spinta, con destinazione di parte dei terreni alla forestazione o con la coltivazione di colture meno convenzionali (p.e. coriandolo, aneto) o la produzione di semente per il comparto orticolo (p.e. carote da seme, ravanello da seme).

 
GRAFICO 2
°MOL = Ricavi vendite - Costi + Aiuti comunitari. Costi = Costi materie prime, altri costi diretti e comuni, costi del personale inclusi oneri sociali familiari (esclusi ammortamenti, interessi e imposte)
*Azienda di 157 ha

In tutti casi, tuttavia, il grano tenero, per la sua buona produttività ed i costi di produzione relativamente bassi, rimane una delle colture più importanti tra quelle praticate. Una caratteristica comune a tutte le aziende analizzate è rappresentata dalla significativa incidenza degli aiuti PAC sui bilanci. Nel grafico sono riportati i dati relativi a tre aziende campione, una di piccole dimensioni situata nella provincia di Rovigo (Polesine), una di medie dimensioni della collina umbra ed una di grandi dimensioni nella bassa pianura mantovanaPer queste tre realtà produttive, l'incidenza dei contributi comunitari sulle entrate annuali è consistente ed è pari al 20% per l'azienda di grandi dimensioni, al 26% per la media e al 31% per la piccola. Ancora maggiore è l'incidenza dei contributi PAC sul margine operativo lordo (MOL), pari rispettivamente al 44%, 52% e 63%. In termini di tipologia di contributi ricevuti emerge ancora una volta il ruolo fondamentale del pagamento unico disaccoppiato, con importi che nel caso delle aziende padane possono anche superare i 400 euro per ettaro. Anche i pagamenti di tipo accoppiato, come ad esempio quelli relativi alla barbabietola da zucchero o altri derivanti dall'articolo 68,

 

rivestono una certa importanza, così come i pagamenti dello sviluppo rurale, provenienti da misure come la forestazione, l'agroambiente (produzione integrata o altri tipi di pratiche ecocompatibili) o l'indennità compensative nelle zone più interne. Dal secondo grafico, relativo all'andamento del triennio per l'azienda di grandi dimensioni, emerge in modo chiaro l'importanza dell'andamento dei mercati per la definizione del bilancio aziendale, e quindi dell'incidenza del contributo PAC (vedi anno 2011, caratterizzato da prezzi più alti) che comunque rimane un fattore fondamentale per garantire un minimo di redditività aziendale anche negli anni più difficili, come ad esempio il 2009.In definitiva, i dati raccolti nel corso dell'indagine e qui brevemente presentati hanno permesso di evidenziare la forte sensibilità delle aziende considerate rispetto al processo di riforma della politica agricola comune. Prendendo in considerazione l'incidenza dei contributi PAC sul MOL prima indicata, infatti, è possibile constatare come in mancanza di aiuti pubblici le aziende in questione vedrebbero drasticamente ridimensionate le loro capacità di garantire una adeguata redditività all'imprenditore e alla propria famiglia, soprattutto in presenza delle notevoli fluttuazioni di mercato manifestatisi negli ultimi anni.

 
 
 

PianetaPSR numero 4 - novembre 2011

 
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