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SERVIZI ALLE IMPRESE

La nuova consulenza gioca a tutto campo

Dopo le difficoltà dell'attuale programma la Ue aggiusta il tiro: ampliato il ventaglio degli interventi e semplificate le procedure - Più spazio per l'innovazione
 

Le politiche europee post 2013 assegnano al tema del trasferimento della conoscenza e della diffusione dell'innovazione in agricoltura una rinnovata importanza prevedendo sia tipologie diversificate di interventi sia accresciute disponibilità finanziarie. La sede principale di tale impegno è la proposta di regolamento sullo sviluppo rurale nell'ambito del quale il trasferimento della conoscenza è la prima delle sei priorità perseguite che prevede una particolare attenzione alla promozione del capitale umano e dell'innovazione e alla creazione di relazioni più stabili fra imprese, servizi di consulenza e ricerca.
L'attuale programmazione
Nell'attuale fase di programmazione le politiche di sviluppo rurale hanno già avviato alcuni importanti interventi in tal senso in quanto l'Asse I, relativo alla competitività dell'agricoltura, comprende il sostegno finanziario all'istituzione del sistema di consulenza aziendale (Farm Advisory System) presso ogni Stato membro dell'Unione europea, sia rimborsando le imprese agricole che ne utilizzano le competenze (Misura 114), sia finanziando i soggetti che intendono avviare un'attività di consulenza alle imprese (Misura 115).
Inoltre, viene incentivato il trasferimento della conoscenza e delle innovazioni mediante la promozione di attività di formazione e informazione rivolte agli imprenditori (Misura 111) e il rimborso delle spese sostenute per costituire partenariati fra istituzioni di ricerca e imprese (o loro forme organizzative) con l'obiettivo di collaudare innovazioni rilevanti (Misura 124).
Tuttavia, nonostante tali interventi abbiano avuto il merito di riprendere un processo di sostegno ai temi della conoscenza lasciato in ombra nel periodo 2000-  2006, essi non hanno provocato gli effetti di trasferimento dell'innovazione auspicati a causa dei seguenti limiti:

  • la frammentazione delle azioni e la loro mancata aggregazione intorno ad obiettivi comuni hanno fatto sì che le attività di formazione e informazione, di consulenza e di collaudo dell'innovazione, siano state rivolte a finalità diverse depotenziandone l'impatto,
  • l'imposizione da parte degli uffici della Commissione a concentrare in via primaria i contenuti del sistema di consulenza al supporto alle imprese sui temi della condizionalità,
  • il complesso e costoso iter procedurale relativo all'assegnazione del rimborso alle imprese che usufruiscono della consulenza (bando di accreditamento dei soggetti erogatori della consulenza e bando per la richiesta di consulenza da parte delle imprese) a fronte di un contributo piuttosto esiguo (max 1.500 €),
  • un percorso di avvio delle Misure rallentato da numerosi ricorsi da parte degli  Albi professionali dei periti e dei dottori agronomi che hanno chiesto di essere considerati gli unici interlocutori delle Misure della consulenza,

Ad oggi quindi le Misure 111, 114, 115 e 124 sono state attivate da tutte le Regioni che le hanno previste nei propri PSR, ma rilevano un basso livello di attuazione e un basso importo di spesa.
Un aspetto positivo riguardante l'attuale fase di programmazione attiene ai processi di governance messi in atto sia dalle istituzioni più direttamente coinvolte, le Regioni, sia dal Ministero delle politiche agricole che ha i rapporti con la Commissione europea. Infatti, sin dalle fasi di  avvio del sistema della consulenza aziendale, è stata creata una rete di confronto e discussione fra le Regioni e il Ministero per il tramite della Rete rurale nazionale che ha monitorato l'attuazione delle Misure relative al trasferimento della conoscenza, evidenziato le problematiche, proposto i possibili interventi correttivi e, soprattutto, individuato miglioramenti auspicabili nella successiva fase di programmazione. 
In questa ottica va inquadrato anche lo studio Inea "Verso la consulenza attraverso la Rica".
Tale bagaglio di analisi e proposte è stato poi veicolato in sede ufficiale presso la Commissione europea tramite alcune note del Ministero e in sede informale e di approfondimento nell'ambito di meeting europei volti a verificare l'attuazione del Farm Advisory System e delle altre Misure ad esso connesse (Barcellona 2010, Varsavia 2011). L'Italia è così diventata un interlocutore privilegiato della Commissione europea su questi temi anche in sede tecnica.
Gli interventi proposti per la Pac post 2013
Nel periodo di programmazione 2013-2020 la promozione della conoscenza e dell'innovazione in agricoltura riguarda almeno tre iniziative distinte, ma connesse fra loro:

  • il regolamento sul finanziamento, la gestione e il monitoraggio delle politiche agricole  comunitarie conferma la necessità che gli Stati membri si dotino di un sistema di consulenza aziendale che abbia come scopo fondamentale il supporto alle imprese per l'implementazione dei nuovi indirizzi di politica agricola, ma ne allarga gli obiettivi e i contenuti che spaziano dalla condizionalità alle pratiche agricole necessarie per avere accesso ad una quota dei pagamenti diretti (greening), alle nuove sfide previste nel Health check fino allo sviluppo sostenibile delle piccole aziende agricole,
  • il bilancio comunitario prevede una posta specifica aggiuntiva per la ricerca agricola pari a 4,5 miliardi di euro che saranno gestiti secondo le regole dei Programmi Quadro della ricerca,
  • il regolamento sullo sviluppo rurale, ponendo il trasferimento della conoscenza fra le priorità generali, ne individua un ruolo trasversale a tutti gli obiettivi dello sviluppo rurale stesso e consente una aggregazione sistemica delle Misure che riguardano la consulenza, i servizi e l'innovazione in modo che possano rispondere ad obiettivi comuni.

Un'importante novità del regolamento sullo sviluppo rurale riguarda l'istituzione della European Innovation Partnership (EIP) una nuova istituzione comunitaria che ha i seguenti obiettivi:

  • promuovere un settore agricolo efficiente, produttivo e a basso impatto,
  • contribuire a fornire una costante fornitura di alimenti, mangimi e biomateriali,
  • promuovere processi che preservano l'ambiente e adattano e mitigano il clima,
  • costruire rapporti fra ricerca, conoscenza,  tecnologia e imprese e servizi di consulenza

Per perseguire tali obiettivi l'EIP si avvarrà di una Rete europea (che affiancherà la Rete europea per lo sviluppo rurale) e di gruppi operativi che saranno costituiti presso gli Stati membri con esponenti delle imprese, della consulenza e della ricerca.
Relativamente alle modalità operative con cui dovranno essere attuate le Misure di intervento previste dal nuovo regolamento, è possibile evidenziare numerose novità rispetto all'attuale fase di programmazione molte delle quali coerenti con le richieste delle Regioni italiane e del Ministero.
Le più importanti riguardano:

  1. il target: vengono aumentati e diversificati gli utenti degli interventi; si fa riferimento agli imprenditori agricoli, agli imprenditori forestali, alle piccole e medie imprese impegnate nei territori rurali, ai gestori del territorio
  2. i beneficiari: i percettori dei finanziamenti sono i soggetti che erogano il trasferimento o la consulenza alle imprese e non gli imprenditori, semplificandosi così le procedure amministrative;
  3. gli strumenti: per l'attuazione degli interventi sono previsti molti più strumenti rispetto al precedente periodo di programmazione; infatti ai corsi di formazione sono affiancati workshop e stage, prove dimostrative, scambi sulla gestione aziendale e visite aziendali, attività di informazione; inoltre, la consulenza può essere erogata anche da gruppi di imprese;
  4. i soggetti erogatori di servizi: il regolamento ripete più volte che i soggetti che erogano servizi devono dimostrare di avere un'adeguata qualificazione e risorse umane e strumentali idonee;
  5. ruolo della Commissione:  la Commissione si riserva il potere di emanare atti successivi relativi alle spese eleggibili e alle caratteristiche dei soggetti erogatori di servizi;
  6. la misura 124 relativa alla cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti ecc.: viene inserita fra gli obiettivi della cooperazione in generale a cui viene dato un ruolo di supporto finanziario rispetto alla Partnership europea per l'innovazione.

 
Anna Vagnozzi

PianetaPSR numero 4 - novembre 2011