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Qualità, tanti fondi ma difficili da spendere

L'Italia ha impegnato un budget importante su certificazione e promozione ma lungaggini e pratiche costose hanno frenato l'adesione - E la riforma Ue non promette semplificazioni.

All'interno degli obiettivi prioritari dell'attuale programmazione individuati a livello europeo per la Politica di sostegno allo sviluppo del settore agricolo viene posto in primo piano quello della competitività del settore agricolo. Non si tratta certo di un obiettivo nuovo, ma innovativo è l'approccio al suo raggiungimento che vede l'inserimento di un "pacchetto" di misure volte a promuovere produzioni agricole di qualità anche tra gli strumenti di sostegno allo Sviluppo rurale. L'obiettivo è duplice e fa riferimento da una parte alla valorizzazione del patrimonio europeo  di prodotti tradizionali fortemente legati al territorio finalizzata a mantenere  nelle zone rurali maggiori ricchezze e, dall'altra, al  miglioramento dell'immagine dei prodotti europei oltre i confini dell'Europa.
Con il Regolamento 1698/2005 e suoi applicativi viene introdotta, quindi, negli strumenti della politica per le aree rurali una chiara definizione di "qualità" e di conseguenza di "sistema di qualità" che ne garantisce la veridicità, le modalità di riconoscimento europeo e/o dello Stato membro e la possibilità di incentivare le produzioni che corrispondono a tali requisiti attraverso il finanziamento dei costi incrementali che gli agricoltori devono sostenere per partecipare ai sistemi di qualità e della loro promozione.

Le produzioni di qualità alimentare  previste dal regolamento sono quelle garantite da:
a)  sistemi di qualità alimentare comunitari riconosciuti attraverso specifici regolamenti e precisamente quelli che riguardano:
Si tratta quindi di due misure con elevate potenzialità rispetto alle politiche di qualità: l'Italia infatti è uno dei Paesi che ha mostrato maggiore interesse per queste misure, con una spesa pubblica programmata che rappresenta rispettivamente (con 70 Meuro) il 23% per la misura 132 e (con 208 Meuro) il 38% per la misura 133 dell'intera spesa programmata nella Ue. A livello comunitario nel periodo 2007-2013 tale spesa ammonta a oltre 500 milioni di euro.
Le due misure sono state introdotte nei Psr da tutte le regioni, eccezione del Trentino. Le misure a disposizioni, in termini di spesa pubblica, sono piuttosto diversificate sia all'interno della stessa misura sia come rapporto tra le due misure (vedi figura 1).

Importi di spesa pubblica programmati nei PSR regionali per il periodo 2007-2013

Grafico 1
 
  • i prodotti che provengono da agricoltura biologica
  • i prodotti protetti da indicazioni geografiche e denominazioni di origine protetta
  • le specialità tradizionali
  • i vini di qualità prodotti in regione determinate (Vqprd)

a)  prodotti la sui specificità deriva da obblighi tassativi concernenti i metodi di ottenimento, che devono garantire caratteristiche specifiche, compresi i processi di produzione, o una qualità del prodotto finale significativamente superiore alle norme commerciali correnti in termini di sanità pubblica, salute delle piante e degli animali, benessere degli animali o tutela ambientale. I sistemi di qualità che li garantiscono devono prevedere disciplinari di produzione vincolanti, la presenza di un organismo di controllo indipendente e assicurare una tracciabilità completa dei prodotti.
L'Italia è il paese con il maggior numero di produzioni Igp e Dop riconosciute a livello europeo 229 (a settembre 2011) di cui 143 DOP e 86 IGP,  con la maggiore superficie di coltivata con metodi biologici e a questo si aggiungono le produzioni vitivinicole di qualità riconosciuta  a livello europeo. Solo di recente invece è stato riconosciuto un "sistema di qualità nazionale" e precisamente il Sistema di qualità nazionale di produzione integrata SQNPI.
Sono due le misure per la qualità previste all'interno dell'Asse tematico 1 "Miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale":

  1. La Misura 132 "Partecipazione degli agricoltori a schemi di qualità" che prevede un  sostegno agli agricoltori per partecipare a sistemi comunitari o nazionali di qualità riguardanti esclusivamente  prodotti agricoli destinati al consumo umano.  Il sostegno è finalizzato a promuovere la partecipazione degli agricoltori a tali sistemi che assicurano i consumatori circa la qualità del prodotto o del metodo di produzione impiegato ed è connesso ai costi aggiuntivi e vincoli  non interamente remunerati dal mercato che l'agricoltore deve sostenere per la partecipazione a tali sistemi. L'erogazione è annuale  per un  massimo di 5 anni e per un importo massimo di 3.000 euro per azienda.
  2. La Misura 133 "Sostegno alle Associazioni di produttori per le attività di promozione informazione riguardanti i prodotti che rientrano nei sistemi di qualità alimentare" che sovvenziona attività di informazione, promozione  e pubblicità sul mercato interno dei prodotti di qualità di cui alla misura 132 finalizzate a mettere in luce  le caratteristiche o i vantaggi specifici dei prodotti in questione, in particolare la qualità,  e  peculiari metodi di produzione. Possono essere finanziate l'organizzazione di fiere ed esposizioni e/o la partecipazione alle stesse, campagne di pubbliche relazioni e pubblicità attraverso i vari canali di comunicazione o presso i punti di vendita. Possono beneficiare della misura solo  produttori in forma associata ed in particolare nel nostro paese le domande sono state avanzate da Consorzi di tutela dei prodotti Dop, Igp, vini di qualità e da altre forme associative consolidate per la promozione e commercializzazione dei prodotti di qualità. La misura prevede un contributo fino al 70% dei costi ammissibili.
 

Tuttavia, a differenza delle aspettative, le due misure hanno incontrato alcune difficoltà, legate a modalità di applicazione troppo vincolanti e amministrativamente costose come  (a titolo di esempio, l'obbligo di una domanda annuale e da effettuare singolarmente nel caso della misura 132), e la tempistica dei bandi rispetto alle manifestazioni fieristiche per la 133 ne hanno reso poco conveniente per l'agricoltore l'adesione o che hanno portato a ritardi nella spesa nonostante la loro attivazione sia stata piuttosto veloce da parte delle regioni (i bandi sono partiti in maggioranza entro il 2009).
Nel complesso si tratta quindi di misure importanti per la competitività del settore, in particolare la misura per l'informazione e la promozione che finanzia attività e beneficiari che non possono accedere agli altri  strumenti comunitari per la promozione che sono finalizzati a grandi progetti (con importi  di cofinanziamento elevati) per i mercati nazionali ed esteri. Nei Psr, viceversa, hanno trovato finanziamento principalmente azioni volte al mercato locale e nazionale anche per produzioni di nuovo riconoscimento e con un limitato numero di produttori.
Non sembra quindi giustificata l'assenza nella nuova proposta di regolamento della Commissione per il periodo 2014-2020 della misura 133.

La qualità nei Pif e nel pacchetto giovani

grafico2
 

La proposta introduce infatti notevoli cambiamenti rispetto all'attuale programmazione, a partire dal fatto che viene mantenuta uno sola misura volta ad incentivare gli agricoltori alla partecipazione a sistemi di qualità che vengono indicati come strumenti di miglioramento dell'integrazione dei produttori primari nella catena alimentare/filiera piuttosto che rassicurare i consumatori sulla qualità delle produzioni agroalimentari europee.  
All'interno di questa misura le novità più rilevanti sono l'estensione del sostegno a prodotti agricoli non destinati alla sola alimentazione umana, ad esempio i mangimi che erano esclusi anche nel caso di produzioni biologiche dall'attuale regolamento e l'introduzione accanto ai sistemi di qualità europei e riconosciuti a livello nazionale di Schemi di certificazione volontaria per i quali gli Stati membri abbiano riconosciuto la conformità alle linee guida sulle best practices per gli schemi di certificazione volontaria relativi ai prodotti agricoli e agli alimenti.
La Comunicazione contiene le linee guida per Certificazione volontaria di prodotti agricoli, anche non destinati al consumo umano, inclusi i prodotti per l'alimentazione animale relativi alla certificazione volontaria dei prodotti alimentari ed alla certificazione volontaria dei processi e dei sistemi di gestione della  produzione e della trasformazione dei prodotti agricoli e degli alimenti.  Da una ricerca effettuata dalla stessa Commissione europea risulta che gli schemi volontari per prodotti agricoli ed alimentari nella Ue sono oltre 441, di cui oltre 60 in Italia. Un numero così elevato senza una giusta informazione rischia di confondere il consumatore e non di rendere più competitiva l'agricoltura e l'agroalimentare europeo.  Non vi sono invece novità nella proposta di regolamento rispetto ad una auspicata gestione "collettiva" e cioè tramite organismi associativi quali i Consorzi di tutela e le Organizzazioni produttori riconosciute, dei premi destinati a coprire i costi fissi aggiuntivi e di certificazione per gli agricoltori derivanti dall'adesione ai sistemi di qualità. Modifica questa che porterebbe ad una reale semplificazione amministrativa, incrementando l'interesse dei beneficiari e quindi l'efficacia oltre che l'efficienza della misura.
 
 
Flaminia Ventura

 
 
 
 

PianetaPSR numero 5 - dicembre 2011