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Umbria
 
MISURE 132-133

Così il Psr incentiva il sistema qualità

Certificazione e promozione per valorizzare i prodotti locali, ma le piccole dimensioni aziendali frenano l'uso dei fondi  - La riforma Pac occasione per rendere fruibili le misure

Il consolidamento e lo sviluppo della qualità delle produzioni agricole e agroalimentari è affidato alle misure 132 "Sostegno agli agricoltori che partecipano ai sistemi di qualità alimentare" e 133 "Sostegno alle associazioni di produttori per attività di informazione e promozione riguardo ai prodotti che rientrano nei sistemi di qualità alimentare". La misura 133 ha lo scopo di accompagnare con adeguate azioni di promozione e informazione i prodotti agricoli di qualità, al fine di diffonderne il consumo, accrescerne il valore aggiunto, espanderne il mercato; essa sostiene interventi, a completamento di quelli previsti dalla 132, volti a incentivare la conoscenza dei prodotti di qualità e a far emergere la loro differenziazione rispetto alle produzioni convenzionali.
L'azione di promozione svolta dalla misura 133 e da altre tipologie d'intervento per la promozione agroalimentare (Ocm nazionali) è di fondamentale importanza per aumentare anche l'attrattività della misura 132 che, solo in presenza di un aumentato valore aggiunto conferito dalla promozione, convincerà molti produttori ad aderire ai sistemi di qualità riconosciuta.
Il sostegno agli agricoltori fornito dalla misura 132 trova la sua ratio nel fatto che la partecipazione a sistemi di qualità alimentare genera costi addizionali e obblighi che non trovano piena remunerazione nel mercato; il sostegno previsto dalla misura, a titolo di incentivo, si pone l'obiettivo di incoraggiare gli agricoltori a partecipare ai sistemi di qualità per produzioni tipiche e sostenibili, di incentivare la diffusione dell'agricoltura biologica, di diversificare le produzioni attraverso la qualificazione e la certificazione. L'implementazione della misura concorre alla finalità di incrementare il valore aggiunto delle produzioni di qualità e, quindi, la competitività dell'intero sistema.
Le finalità della misura sono perseguite attraverso l'aiuto agli agricoltori a compenso dei maggiori costi sostenuti per la partecipazione a sistemi di qualità riconosciuti a livello comunitario (agricoltura e zootecnia biologica; protezione di denominazioni di origine, DOP, e delle indicazioni geografiche, IG; specialità tradizionali e garantite dei prodotti agricoli e alimentari, STG; vini DOC e DOCG) e a livello nazionale (vini IGT;)
Sono ammissibili al sostegno della 132 i costi fissi sostenuti dal produttore agricolo per l'accesso ad almeno uno dei sistemi di qualità alimentare, che riguardino il contributo annuale di partecipazione al sistema di qualità stesso. Le tipologie di costi fissi ammissibili sono riconducibili a costi di iscrizione ed eventuale contributo annuo di partecipazione al sistema di qualità alimentare e costi sostenuti per controlli e analisi intesi a verificare il rispetto delle condizioni prescritte dal sistema. L'incentivo è erogato annualmente, per un massimo di 5 anni, fino a 3.000 euro ad azienda all'anno.
Le iniziative di informazione sul tema della qualità alimentare sono state numerose e abbastanza capillari in Umbria (l'ultima su "Sviluppo rurale e qualità", a Torgiano (Perugia), ha proiettato il dibattito nel prossimo periodo di programmazione), ma non hanno prodotto i risultati attesi per diversi elementi di criticità  emersi nel corso dell'attuazione della misura che ne hanno limitato l'impatto.
Un primo elemento di criticità è riconducibile alla dimensione piuttosto contenuta delle dimensioni  aziendali che, a fronte di costi non trascurabili per l'ottenimento della certificazione del prodotto, non consente l'ottenimento di una massa critica atta a spuntare nel mercato un significativo valore aggiunto. A tale riguardo il caso emblematico è costituito dall'olio DOP Umbria che, pur essendo una produzione piuttosto significative a livello regionale,  raggiunge livelli di certificazione di appena il 7/8 % dell'intera produzione regionale.
Un altro elemento di criticità è costituito dalla non ammissibilità dei costi variabili inerenti la certificazione  la cui ammissibilità all'aiuto, almeno entro un tetto massimo di spesa, consentirebbe di aumentare considerevolmente l'attrattività della misura.
Per quanto sopra evidenziato è auspicabile che il prossimo programma preveda una misura analoga alla attuale 132 che però aumenti la tipologia delle spese eleggibili ed ampli il raggio di azione, definendo regole di accesso, magari differenziate rispetto alle DO o IG, anche per produzioni tipiche o di qualità riconosciuta a livello nazionale e regionale ovvero a norma delle nuove tipologie che potrebbero essere introdotte dal "Pacchetto Qualità" attualmente allo studio dei Servizi della Commissione (Prodotto di montagna, ecc).

 

Augusto Buldrini

 

 
 
 

PianetaPSR numero 5 - dicembre 2011

 
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