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Tutela del territorio

Agricoltori custodi della valle del Serchio

In Toscana una rete di 29 aziende per l'alert e manutenzione - Un modello multifunzionale illustrato in una study visit organizzata dalla Rete Rurale nazionale e dai colleghi francesi
 
foto uomo col trattore

L'abbandono delle attività agricole nelle aree montane, e soprattutto nelle aree più marginali, espone il territorio a fenomeni che nel breve o lungo periodo si ripercuoteranno sull'assetto idraulico e idrogeologico.
La politica di sviluppo rurale cerca di rispondere a questa emergenza compensando gli agricoltori dei costi aggiuntivi e dei minori redditi dovuti agli svantaggi naturali che ostacolano la produzione agricola in queste zone.
È seguendo lo stesso principio che l'Unione dei Comuni  Media Valle del Serchio, in qualità di Ente Gestore della Bonifica per il Comprensorio n. 4 "Valle del Serchio", sta portando avanti il progetto "Custodia del Territorio", con l'intenzione di valorizzare il ruolo delle aziende agricole nella tutela idraulica e idrogeologica dei territori montani.
Il progetto, attivo dal 2006, è stato presentato il 27 gennaio presso l'azienda agricola Il Butale a San Marcello Pistoiese, (PT),  nell'ambito della study visit organizzata dalla Rete rurale francese con il supporto delle Rete rurale italiana.

 

L'Ente gestore, grazie alle opportunità offerte dal DLgs 228/2001, e della Legge 97/1994 - Art. 17, ha attivato, tramite il progetto, convenzioni con alcune aziende agricole del territorio, affidando a queste l'attività di sorveglianza, monitoraggio e primo intervento su una parte del reticolo idraulico.
Gli obiettivi specifici sono di aumentare l'efficacia delle attività di bonifica da parte dell'Unione dei Comuni ottimizzando i costi e al tempo stesso garantire una corretta gestione di prevenzione e primo intervento anche nelle aree di minore accessibilità, attraverso il coinvolgimento e la responsabilizzazione di chi vive quei luoghi, incentivando gli operatori agricoli a rimanere sul territorio.
Lo schema di attivazione del progetto prevede che alla pubblicazione del bando segua la manifestazione di interesse da parte degli agricoltori e la selezione degli stessi in base a criteri tra cui, primo fra tutti, la vicinanza dell'azienda agricola alla zona di intervento.
Il compito delle aziende agricole coinvolte è principalmente svolgere attività di monitoraggio e controllo dello stato dei luoghi a loro assegnati per mezzo di sopralluoghi e trasmettere le situazioni rilevate agli uffici competenti, tramite l'invio di appositi report.
In seguito alle segnalazioni effettuate, alle aziende agricole possono essere affidati lavori di manutenzione idraulica sul territorio, limitatamente a interventi di entità proporzionata all'azienda e nel rispetto dell'attività programmatoria e pianificatoria dell'Ente.
Il Progetto "Custodia del Territorio", innovativo nella sua semplicità, riesce in questo modo a conciliare l'efficienza nel risparmio di risorse da parte dell'Ente e l'opportunità di un beneficio economico per gli agricoltori.
Dalla sua attivazione "Custodia del territorio" è in continua evoluzione, e dal 2010 ha creato il sistema di segnalazioni on-line tramite il sito web del Comprensorio di bonifica, che mette a disposizione degli utenti/attori del progetto il GIS "IDRA map". Attualmente sono inoltre previsti tavoli di discussione tra i "custodi del territorio" e vari stakeholder, per suscitare in altri enti la volontà di usufruire di questo metodo di lavoro anche estendendolo ad altri servizi ambientali.

Le norme di riferimento
 
Legge 97/1994 - Art. 17. Incentivi alle pluriattività
(comma 1) I coltivatori diretti, singoli od associati, i quali conducono aziende agricole ubicate nei comuni montani, in deroga alle vigenti disposizioni di legge possono assumere in appalto sia da enti pubblici che da privati, impiegando esclusivamente il lavoro proprio e dei familiari di cui all'art. 230-bis del codice civile, nonché utilizzando esclusivamente macchine ed attrezzature di loro proprietà, lavori relativi alla sistemazione e manutenzione del territorio montano, quali lavori di forestazione, di costruzione di piste forestali, di arginature, di sistemazione idraulica, di difesa dalle avversità atmosferiche e dagli incendi boschivi, per importi non superiori a lire 30.000.000 per ogni anno.
 
D.lgs. n. 228/2001 - Art. 15. Convenzioni con le pubbliche amministrazioni "Al fine di favorire lo svolgimento di attività funzionali alla sistemazione ed alla manutenzione del territorio, alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale, alla cura ed al mantenimento dell'assetto idrogeologico e di promuovere prestazioni a favore della tutela delle vocazioni produttive del territorio, le pubbliche amministrazioni possono stipulare convenzioni con gli imprenditori agricoli."

È inoltre in stampa da parte dell'Ente un manualetto destinato ad ogni "custode", che illustra le modalità di comportamento nelle varie casistiche che possono verificarsi, mettendo così a disposizione dell'agricoltore una sorta di vademecum del "custode".
Guardando in sintesi ai numeri relativi al progetto, sono state recepite dall'Ente, annualmente, una media di 150 segnalazioni. A questo si sono aggiunti dal 2009 alcuni  progetti di ripulitura vegetazionale dei torrenti che sono stati realizzati, da due aziende, grazie alla misura 226 del PSR.
Per l'anno 2011 sono stati 29 gli agricoltori "custodi". Di questi, 25 sono imprenditori agricoli professionali e 4 cooperative, arrivando a coprire circa 500 Km di reticolo, ovvero il 30% del reticolo di pertinenza dell'Ente e il 40% della superficie comprensoriale. Il bacino montano del fiume Serchio si sviluppa infatti su oltre 1.500 km di reticolo idraulico con più di 2.000 opere idrauliche (briglie, argini, etc.). Per le attività di monitoraggio gli agricoltori custodi hanno percepito nel 2011 un importo complessivo di  44.000 euro, mentre per i lavori corrispondenti alle segnalazioni l'importo corrisposto è stato di 250.000 euro. Il progetto consente quindi alle aziende agricole coinvolte di ampliare il ventaglio delle attività multifunzionali svolte, rappresentando un opportunità di integrazione al reddito. Si tratta cioè di remunerare l'agricoltura per alcune delle esternalità positive di manutenzione del territorio che storicamente ha da sempre svolto, attraverso la coltivazione del fondo, il taglio del bosco, l'attività di pastorizia e il mantenimento delle sistemazioni agrarie.

 

Il dialogo instaurato tra tecnici dell'Ente e agricoltori, contestualmente alle attività del progetto, rappresenta inoltre un importante opportunità per migliorare la consapevolezza dello status loci e la responsabilità di ciascuno.
Per quanto riguarda la replicabilità del progetto, "Custode del territorio" può rappresentare un modello anche per altri contesti.
È possibile infatti assicurare una maggiore efficacia nella gestione dei beni comuni da parte del decisore pubblico attraverso modalità pubblico-private di gestione del territorio come quella messa in atto dal progetto, garantendo al tempo stesso  opportunità di diversificazione per le aziende agricole che operano in contesti svantaggiati e la loro vitale permanenza sul territorio.

 

 
  
Giulio Cardini - Pamela Giani

 
 
 
 

PianetaPSR numero 7 - febbraio 2012