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ENERGIE RINNOVABILI

Mini-eolico, ok se le pale girano col vento giusto

Con due piccole torri da 15 Fabio Duchini nel Parco della Maremma illumina l'agriturismo e vende i chilowatt eccedenti - Un progetto targato Ecolabel, con coltivazioni bio e fattoria didattica

Una storia antica quella dello sfruttamento dell'energia eolica, anche se solo da pochi decenni utilizzata per la produzione di energia elettrica attraverso gli aerogeneratori. Certo, quei giganti con le smisurate eliche che svettano sulla dorsale appenninica per chilometri e chilometri non sono il massimo per il paesaggio. Ma c'è anche l'alternativa soft, il cosiddetto minieolico, dove anche le piccole pale girano per garantire il fabbisogno di energia elettrica dell'azienda. E proprio su questa tecnologia meno invasiva,  a misura di agricoltura e di paesaggio, ha deciso di puntare un agricoltore che ha la sua azienda in Toscana, nel Parco della Maremma.
 "Negli anni 30, qui in Maremma era pieno di Pale Vivarelli" ci racconta Fabio Duchini, 48 anni, titolare dell'azienda agricola e agrituristica "Il Duchesco" di Alberese in provincia di Grosseto. "Sfruttando il vento, pompavano l'acqua laddove non c'era energia elettrica, ancora se ne vedono in giro. Bene, io in fondo ho anche recuperato una tradizione paesaggistica esistente, utilizzandola per fini diversi, la produzione di energia elettrica"
Fabio ha infatti installato nella sua azienda, che è anche agriturismo e fattoria didattica, nel 2006, un mini impianto eolico costituito da due  "torri" di 15 metri d'altezza (per il minieolico si arriva a 25 metri massimo, mentre il range assoluto varia da 10 metri a un massimo di 115 metri) e da 20Kw ciascuna.  Fra i parametri da tenere in considerazione per verificare la possibilità di installare un impianto eolico ci sono naturalmente quelli legati alla velocità  e costanza del vento. poi bisogna fare i conti con l'eventuale interferenza con altre strutture, la  lunghezza del percorso elettrico o vincoli ecologici o storico-archeologici.
 "L'investimento, nel 2006 - ci racconta Fabio - è stato di circa 90.000 euro, coperti per il 40% grazie a un contributo a fondo perduto della Regione Toscana. Tutto nacque dal riconoscimento nel 2004 alla nostra azienda agrituristica, tra le prime in Europa, della certificazione Ecolabel (L'Ecolabel europeo per il servizio di ricettività turistica, è il marchio di qualità ecologica creato per incoraggiare le strutture ricettive ed i turisti al rispetto dell'ambiente). Il rispetto dei parametri legati alla produzione e all'autoproduzione da energie rinnovabili, oltre alla verifica della presenza e costanza del vento in questa zona,  è stata la spinta per il progetto-minieolico. Lo giudicai più remunerativo rispetto al fotovoltaico, e  in assoluto ha costi di investimento iniziali minori rispetto ai pannelli solari. Oggi, con il variare della normativa e guardando a tutta una serie di aspetti anche fiscali (la produzione di energia da fonti eoliche, come quella da risorse idriche, rimane attualmente esclusa dall'ambito agricolo) bisognerebbe fare un computo generale, ma sono assolutamente convinto dell'investimento fatto".  

 

Attualmente, l'energia prodotta grazie ai due aerogeneratori copre il 40% del fabbisogno dell'azienda agricola, che si estende su 10 ettari di terreno, è biologica (ha usufruito dei relativi finanziamenti Psr) a prevalente indirizzo vitivinicolo; ma produce anche in piccola parte olio e frutta, vendendo in azienda anche una serie di formaggi prodotti da altre aziende della zona certificate biologiche. Col fotovoltaico (20 kw installati) si arriva in media a coprire il 75% del fabbisogno. Quando l'energia invece supera l'autosufficienza dell'azienda viene immessa sul mercato. 

"Quella dell'energia rinnovabile per noi è una vera e propria mission", afferma Fabio Duchini. "Tant'è che, coerentemente con questo concetto, abbiamo pensato di dar vita insieme a Legambiente ad un progetto per gli studenti. L'azienda è inserita nel circuito delle Fattorie didattiche biologiche e proponiamo un percorso che dà ai ragazzi la possibilità di partecipare al processo produttivo, con sessioni dedicate alla preparazione del pane, della pasta fatta in casa, e comprendere l'importanza delle fonti rinnovabili.
 Tutto all'interno di un parco splendido come quello della Maremma. Per i più grandi sono previsti corsi di cucina  con i prodotti del territorio, tutti rigorosamente "bio". Fabio ci lascia con un suggerimento per i più giovani: "Volete installare un impianto minieolico e vi chiedete se la vostra zona è adatta? Lasciate stare le costose rilevazioni sul campo e tutto il resto. Andate su internet, sul sito dell'aeronautica, o sull'atlante eolico, verificate le mappe storiche, vi basterà per capire tutto".

 
 
UN BOOM ALL'OMBRA DI INCENTIVI E CONTRIBUTI

In Italia sono interessanti i numeri dell'eolico. Sul territorio nazionale sono ad oggi distribuiti 5.463 aerogeneratori di varia taglia per un totale di potenza installata pari a 6.878 MW. Sicilia, Puglia e Campania le regioni con più impianti, rispettivamente 1.398, 1.042 e 928. La quota di energia prodotta nel 2011 da fonte eolica si è attestata a circa 10 TWh, pari al fabbisogno di circa 10 milioni di persone.
L'eolico rappresenta oggi il 12,1% dell'energia prodotta da fonti rinnovabili in Italia (era appena il 2,1% nel 2001). Obiettivo, da parte del Piano di azione Nazionale (PAN), è quello di portarlo, al 2020, al 20,2%. Più in generale, l'impegno dell'Italia è quello di portare la quota prodotta di energie rinnovabili dall'attuale 12% circa al 17% nel 2020.
Un settore, quello dell'eolico,  che ha registrato una crescita esponenziale con l'introduzione della "tariffa onnicomprensiva", una incentivazione garantita per 15 anni, che remunera con 0,30 euro ogni kWh di energia prodotto (per gli impianti eolici di potenza nominale annua non superiore a 0,2 MW). La novità è il via libera definitivo, lo scorso 6 luglio, ai due decreti ministeriali che definiscono i nuovi incentivi per l'energia fotovoltaica (cd. Quinto Conto Energia) e per le rinnovabili elettriche non fotovoltaiche (idroelettrico, geotermico, eolico, biomasse, biogas). I Decreti pongono le basi per uno sviluppo ordinato e sostenibile delle energie rinnovabili, allineando gli incentivi ai livelli europei e adeguandoli agli andamenti dei costi di mercato delle tecnologie (calati radicalmente nel corso degli ultimi anni). Si introduce inoltre un sistema di controllo e governo dei volumi installati e della relativa spesa complessiva (aste per impianti grandi e registri per impianti di taglia media).
 
 
 

Andrea Festuccia
a.festuccia@ismea.it

 
 
 

PianetaPSR numero 12 -luglio e agosto 2012