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PROGETTI CRA

Frutta e ortaggi da oscar, dal laboratorio ai campi

Pera Falstaff  e uva apirene, mele mignon e caglio vegetale: viaggio nell'ortofrutta di generazione 3.0 realizzata dalle Unità del Centro per la ricerca Agricola - Alonzo: al servizio dell'economia reale
Varietà di Pere Falstaff

La ricerca del Cra è legata all'economia reale.
La pera Falstaff da Oscar e la mela Forlady perfettamente conservabili per lunghi periodi in frigorifero, il cavolfiore Violetto ricco particolarmente di polifenoli e Vitamina C, il kit per allevare bachi da seta, il Barbera a basso contenuto di etanolo per ridurne l'alcolicità, i cereali gluten-free per la produzione di alimenti con prebiotici per l'industria alimentare e mangimistica, l'uva da tavola senza semi. Sono alcuni dei prodotti innovativi usciti dai laboratori del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (Cra), l'ente del ministero delle Politiche agricole, che li ha voluti illustrare in un incontro intitolato "La ricerca che migliora le vita" alla presenza del ministro Mario Catania, per farli conoscere al grande pubblico.
Si tratta di un sistema di ricerca in agricoltura che non solo risulta al passo coi tempi, ma rende più competitiva la produzione made in Italy sui mercati internazionali e autofinanzia quei gruppi che hanno brevettato la cosiddetta 'frutta di generazione 3.0'. Insomma una ricerca con evidenti ricadute sul mercato, che lavora con e per le imprese italiane; tutti i prodotti illustrati sono infatti il risultato di anni di ricerca finanziata per lo più da privati.
Nei laboratori del Cra si spazia dalla frutta, alla verdura, dai formaggi, a vini e cereali, con una ricerca proiettata, come ha detto il presidente del Cra Giuseppe Alonzo, verso l'economia reale. Con l'obiettivo di arrivare, e spesso questo è stato possibile, a veri e propri brevetti che rendono royalties in grado di far sopravvivere l'ente, come spiegano gli stessi ricercatori. Tutto questo con una ricerca che non si avvale di ogm ma di incroci genetici.
Così a Padova, l'unità di ricerca di apicoltura e bachicoltura ha messo a punto una delle banche del germoplasma più importanti su scala mondiale, dove sono conservati 50 varietà di gelsi e 200 bachi da seta. Qui è stato brevettato un kit didattico già commercializzato che racconta la metamorfosi del lepidottero nelle classi per far capire anche l'origine delle fibre naturali.

 
Semi di grano monococco

La pera Falstaff dell'Unità di ricerca per la frutticoltura di Forlì, di tipica colorazione rossa, premiata con l'Oscar 212 al Macfrut di quest'anno, ha un sapore che migliora con il prolungarsi della conservazione in frigorifero e vanta quindi tutti i requisiti per vincere la competizione sui mercati più lontani; è stata brevettata in 23 Paesi fino a risultare la pera più venduta al mondo. E sempre a Forlì, dopo aver messo a punto, attraverso vari incroci, la mela Golden Orange che richiede 25 trattamenti in meno ed è biologica e la Forlady, si sta lavorando a mele di taglio medio piccole per incentivare il consumo tra i piccoli consumatori. A scuola entreranno infatti nelle cartelle dei bambini e avranno la polpa rossa, per rendere questo frutto più attraente, elevandone il valore nutraceutico.
Potrebbe poi arrivare presto sul mercato dall'Unità di Ricerca per la zootecnia estensiva di Bella (Pz) il nuovo formaggio 'Carciocacio', con caglio vegetale al 100% a pasta molle, pronto al consumo dopo 25-30 giorni di maturazione. L'Unità di ricerca per l'orticoltura Monsampolo del Tronto (Ap) si è concentrata, invece, sul cavolfiore, essendo la pianta più coltivata al mondo dopo il pomodoro. In questi si studiano anche antiche varietà su cui fare dei miglioramenti genetici, con l'obiettivo di creare ibridi innovativi da diffondere nel mondo. Al momento, hanno grandi potenzialità le linee selettive derivate dall'incrocio tra cavolo broccolo Violetto di Catania e il Cavolfiore verde di Macerata, il Romanesco e il Noviese.
A Roma, infine, l'Unità di ricerca per la valorizzazione qualitativa dei cereali sta lavorando su cereali che 'fanno bene all'intestino'. I fruttoligosaccaridi (Fos), polisaccaridi a base di fruttosio contenuti nei cerali (fonte naturale di queste sostanze) hanno riconosciute proprietà prebotiche in grado di svolgere un'azione regolatrice sulle funzionalità intestinali: è sufficiente assumere regolarmente nella dieta una quantità di 80 grammi di prodotto a base di cereali con un livello minimo di 5-6% di Fos, per assicurare la quantità minima di questa sostanza utile per gli effetti benefici sull'organismo.

 
 
 
 

Sabina Licci

 
 
 

PianetaPSR numero 16 - dicembre 2012