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Premio De@ Terra

La svolta sociale delle aziende agricole in "rosa"

Nell'annuale premio riservato dal Mipaaf alle donne imprenditrici spiccano i progetti che puntano a rafforzare la rete della solidarietà  - Spazio anche alla valorizzazione dei prodotti tipici
De@Terra - foto di gruppo per le premiate

Nell'ampio panorama della diversificazione aziendale, in continua evoluzione, la "svolta sociale" intrapresa da molte aziende negli ultimi anni, con funzione di reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati o di cura nei confronti di soggetti con disagi psico-fisici ha assunto una posizione che merita di essere considerata e valorizzata.
Ecco perché l'edizione annuale del Premio De@Terra 2012 , sembra aver colto ancora una volta nel segno, poiché ha saputo individuare delle aziende che, oltre a costituire un esempio di gestione economica intelligente, pur in un periodo di crisi come quello attuale, invece di chiudersi a riccio, come spesso accade in queste circostanze, hanno saputo aprirsi al territorio, puntare con coraggio sugli aspetti sociali, e fare di antiche tradizioni e colture il segreto anche del successo commerciale. 
Come ha ricordato, nel corso della premiazione avvenuta al Mipaaf, la responsabile del premio, Veronica Navarra, puntare sulle donne significa puntare sulla riqualificazione delle aree rurali in genere, in grado di giocare un ruolo da protagoniste nel rafforzare le reti (familiari, sociali) senza le quali il rischio-spopolamento è sempre in agguato, con un importante impatto anche sui livelli occupazionali. Quest'anno inoltre, l'organizzazione del premio ha voluto rimarcare come molti passi avanti si debbano fare ancora nel settore sicurezza, dove, solo per citare uno degli aspetti più evidenti, nel campo delle macchine agricole è necessario un coinvolgimento più fattivo della componente e dell'esperienza femminili per superare quelle "barriere" con le quali molte agricoltrici oggi continuano a confrontarsi e che nuove strumentazioni informatizzate possono contribuire ad abbattere.
Il sociale, si diceva. Partiamo dalla prima delle premiate, Stefania Corrocher dell' "Oasi agrituristica di Baugiano". Cuore del progetto la "Latteria dei ragazzi" di cui fanno parte una ventina di ragazzi dagli 11 ai 18 anni che, imparando come si gestisce una fattoria nella sua totalità, apprendono l'importanza di un'agricoltura etica e sostenibile. Situata nel Parco naturale di Montalbano, in Toscana, l'Oasi prevede inoltre 27 attività didattiche differenti e aree tematiche ad hoc, costituendo un vero e proprio "Parco rurale". Inoltre è Fattoria sociale, con 6 disabili impiegati  tra allevamento, orto e animazione, con anneaa attività di agriturismo.
L'utilità delle attività agricole e del contatto col mondo animale per i disagi o le disabilità è esaltato anche dalla seconda classificata, Cinzia Dutto dell'azienda agrituristica "L'impronta" di Moiola (CN). Fra le attività svolte in azienda vi sono l'agriturismo, i percorsi didattici, la coltivazione e la raccolta di erbe officinali ed aromatiche e l'allevamento di asini da compagnia. Grazie alla passione di Cinzia per il sociale, da due anni viene portato avanti il progetto Erbe per la mente destinato al benessere psicofisico delle persone, in particolare quelle con disagio psichico e sociale.. Gli asini sono "compagni di cammino" con il loro aiuto nel portare le erbe raccolte, mentre il lavoro della terra aiuta chi è fragile a ritrovare se stesso e affrontare le difficoltà della vita. Hanno 9 disabili con disagio psichico e da 2 anni a questa parte lavorano anche con ragazze afflitte da problemi di anoressia/bulimia.
La terza azienda, l'Agriturismo "San Giovannello" di Villarosa (EN), ha un'estensione di 75 ettari  a biologico fra zafferano, mandorli, viti e olivi, ma soprattutto è da rilevare la coltivazione di semi in via di estinzione. L'Istituto di Granicoltura di Caltagirone ha infatti affidato all'azienda piccole quantità di lenticchie nere di Enna, di grano duro varietà Timilia e cicerchie siciliane, per la salvaguardia di queste cultivar.
Anche Ilaria Marino  di Proceno (Viterbo) coltiva prodotti d'elite ricavati da un seme in via d'estinzione, come l'Aglio Rosso di Proceno e il Tarlo (fiore) dell'Aglio Rosso di Proceno. Coltiva inoltre (tutti prodotti biologici) il fagiolo del Purgatorio, Fagiolo Secondo, Lenticchia Alta Tuscia, Ceci del solco Dritto, Farina di ceci, Cicerchia, Scalogno, prodotti poi utilizzati nell'agriturismo. Anche Ilaria dimostra di avere sempre un occhio attento ai problemi degli altri, pensando anche a chi ha delle intolleranze alimentari, con la coltivazione del grano duro varietà Senatore Cappelli, adatto ad alcune di queste. 
Giulia Pitrelli conduce, assieme alla sorella Paola e alla mamma Rosalba, un'azienda agricola a frutteto e oliveto a Nova Siri in provincia di Matera. In azienda si producono Susine, albicocche, pere, ciliegie, pesche, nettarine, limoni, cachi, fichi d'india e fichi neri. Con le varie cultivar degli Olivi (leccino, coratina, ogliarola, ascolana, frantoio e nucellare messinese)  viene prodotto, tramite spremitura a freddo,l un olio extravergine di oliva fruttato con un bassissimo grado di acidità. Una Biofattoria didattica completa il quadro.
Anche fra le "encomiate", torna l'aspetto sociale: Elena Comollo fa parte dell'"Agricoopecetto", una cooperativa agricola multifunzionale in provincia di Torino, che conta 20 produttori di eccellenze gastronomiche piemontesi fra cui diversi Prodotti tipici del paniere della provincia di Torino. La filosofia della cooperativa è quella della filiera corta e dell'associare solo produttori del territorio dediti ad agricoltura eco-compatibile, e che trasformano direttamente in azienda  quanto prodotto. L'aspetto sociale è costituito dalla presenza di tre ragazzi in condizioni disagiate e dal loro inserimento lavorativo nel Farmer's market.
Completano il quadro le altre due "encomiate", Donatella Manetti di Offagna (AN), con un vigneto coltivato con vitigno di Montepulciano che è alla base del Rosso Conero, una DOC di antichissima tradizione, coltivato a basso impatto ambientale. Le strutture del vigneto sono realizzate infatti in materiali riciclabili in acciaio e legno. Altri prodotti aziendali sono quelli ottenuti dalla trasformazione della lavandula.
Infine, Lauretta Polidori, dell'azienda agricola "Colle del Sole"- Umbertide (PG), che ha creduto nella coltivazione e vinificazione biologica e nel recupero dei vitigni umbri. Ex insegnante di enologia in un istituto agrario, ha rilevato l'azienda paterna: prima si esportava vino in Germania, ora lei punta a portare in Italia i turisti tedeschi, attraverso un agriturismo costituito da un antico casale del 1500.

 
 
 
 

Andrea Festuccia
a.festuccia@ismea.it

 
 
 

PianetaPSR numero 16 - dicembre 2012

 
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