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INDICE ISMEA

I prezzi agricoli archiviano il 2012 con +2,1%

Bilancio deludente dopo l'impennata dell'anno precedente che aveva registrato una crescita media dell'11% - Resta una grande volatilità: il vino fa un balzo del 32,7%, crolla il Parmigiano

Nonostante la fiammata di dicembre, che ha fatto registrare un aumento dei prezzi agricoli all'origine del 4% rispetto al mese precedente,  l'indice annuale Ismea segnala per l'intero 2012 una modesta rivalutazione del 2,1%. Nulla a che vedere con il balzo dell'11% che le quotazioni agricole avevano registrato in media nel 2011. Una conferma in più, semmai ce ne fosse stato bisogno, della volatilità dei mercati agricoli che continua a premiare più il trading e le operazioni speculative, rispetto al passo più rigido degli agricoltori che, costretti sempre più spesso a vendere dall'esigenza di far cassa per tirare avanti la gestione aziendale, non sono nelle condizioni di cogliere i momenti più propizi che il mercato a tratti offre.
A soffrire di più è stato il settore dei prodotti zootecnici, che hanno archiviato il 2012 con un ancora più modesto + 1,1%, mentre l'aggregato dei prodotti vegetali ha sfiorato il +3 per cento.
Analizzando le principali voci, per le colture vegetali emerge un andamento al rialzo per la frutta (+4,7%), con incrementi superiori alla media per le varietà estive (+12,9%) e per le mele (+5,1%). Positivo il bilancio anche per gli ortaggi, che hanno spuntato in media prezzi superiori del 5,2% rispetto al 2011. Ma è soprattutto il vino ad avere messo a segno, nell'anno appena trascorso, con un'impennata del 32,7%, anche in conseguenza della ridotta produzione delle ultime due campagne e del favorevole andamento delle esportazioni.
Per il comparto dei cereali, nonostante la bolla delle quotazioni internazionali registrata nela seconda metà dell'anno, le quotazioni hanno registrato in media un calo del 2,5% su base annua: il grano duro ha perso il 2,9%, più stabile il mais (-1,2%)  mentre il risone ha accusato un crollo di poco inferiore al 15 per cento.
Le recenti turbolenze sui mercati internazionali delle commodity agricole hanno invece influenzato il prezzo della soia che ha chiuso l'anno con un rialzo del 21,1%.  Negativo il confronto su base annua per l'olio d'oliva (-19,1%) per effetto di un primo semestre decisamente sfavorevole.
Nel settore zootecnico le rilevazioni dell'Istituto indicano una discreta tenuta per i diversi tipi di allevamento da carne, mentre ha subito una pesante flessione il variegato paniere dei prodotti lattiero caseari: - 6% il ribasso medio annuo rispetto ai livelli del 2011, mentre spicca il crollo del burro (-22,8%), latte (-4,8%) e del Parmigiano reggiano (-11,8%).

 
 
 

Andrea Festuccia
a.festuccia@ismea.it

 
 
 

PianetaPSR numero 17 - gennaio 2013