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ANALISI  ISMEA

Agroalimentare: in rosso i conti del bilancio 2012

Raccolti in calo, mentre l'aumento dei costi di produzione ha annullato il contenuto rialzo dei prezzi - La crisi affonda anche i consumi alimentari, a girare resta solo il motore dell'export.
mercato

Raccolti agricoli in flessione e costi produttivi che crescono del 2,8% a ritmo più sostenuto dei prezzi in agricoltura (+2,1%). Problemi anche sul fronte della trasformazione industriale a causa della forte debolezza della domanda interna solo parzialmente compensata dal buon andamento delle esportazioni (+6%) comunque   inferiore all'anno precedente.
Si presenta così il 2012 agroalimentare italiano nel bilancio tracciato dall'Ismea, che prende in analisi ogni singolo settore della filiera, dall'agricolo alle vendite al dettaglio. Un'annata con il segno meno, a partire dalla campagna vitivinicola tra le più scarse degli ultimi decenni (-8%), ma anche per olio di oliva (-11,7%), frutta (-9,7%) e ortaggi (-7%). Stesso andamento per mais e soia: secondo gli ultimi dati Istat, la produzione 2012 ha accusato una flessione, rispettivamente, del 16% e del 4,4%; in controtendenza, si sono mossi frumento duro e tenero, che hanno guadgnato importanti posizioni, rispettivamente del 12,4% e del 22,9%.
Andamento a forbice anche per la zozotecnia: secondo Ismea, calano le macellazioni bovine (-2,9%), ma non le suine (+4%) e così anche le consegne di latte (circa +1%).
Sul fronte dei prezzi, i listini alla produzione dei prodotti agricoli  registrano un incremento non compensato da quello registrato dai prezzi dei fattori produttivi impiegati dagli agricoltori. Una situazione su cui sono determinanti i forti rincari dei prodotti energetici (+7,9%), degli animali di allevamento (+6,6%), dei mangimi (+5%) e dei concimi (+4,1%).
Proseguendo a valle lungo la filiera, l'aumento dei prezzi al dettaglio e il calo del potere d'acquisto delle famiglie hanno avuto un forte impatto sui consumi alimentari, con una spesa ferma e volumi diminuiti. In particolare, calano bevande alcoliche e analcoliche (-0,4% esclusi vini e spumanti), derivati dei cereali (-0,6%), prodotti ittici (-2,1%) e soprattutto oli e grassi vegetali (-8,5%); a crescere, anche se di poco sono prodotti lattiero-caseari (+0,6%), ortofrutta (+0,7%), carne e derivati (+0,8%), vini e spumanti (+1,3%).
Di fronte alla debolezza della domanda interna, unico motore di crescita, conclude l'Ismea, resta l'export che, seppure in decelerazione rispetto al biennio 2011-2010, mette a segno +6% in valore grazie al contributo dei prodotti dell'industria alimentare (+7,7%); un comparto dove  le migliori performance si registrano da preparati dolciari a base di cacao, prodotti di panetteria, biscotteria e pasticceria; bene anche vini, spumanti, aceti, vermouth, pasta, preparazioni di ortaggi, legumi e frutta, salumi.

 
 
 
 

Sabina Licci

 
 
 

PianetaPSR numero 18 - febbraio 2013