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Tagliata del 25% la bolletta agroalimentare del 2012

Buone le performance dell'export (+5,4%) trainato da vino e pasta made in Italy (+7%) - Nonostante il calo dell'import, resta pesante il deficit accumulato dalle materie prime agricole.

Da molto tempo, la crescita delle esportazioni sui mercati esteri è considerata come l'unica strada percorribile per cercare di controbilanciare la frenata dei consumi alimentari interni. Per questo, i numeri positivi che contrassegnano il bilancio 2012 dell'export dei prodotti agricoli e alimentari  made in Italy è stato salutato dagli operatori del settore con particolare soddisfazione.
Secondo le rilevazioni Istat, infatti, il totale dell'export ha raggiunto quasi i 32 miliardi di euro, con una performance del +5,4%. Considerato che le importazioni
sono scese a 39,5 miliardi, con un calo del 2,4% nei confronti dell'anno precedente, il saldo negativo della bolletta agroalimentare italiana in termini valutari passa da 10,29 miliardi a 7,77 miliardi, riducendo così il disavanzo di oltre il 25 per cento.
Scomponendo però l'aggregato agrolimentare nelle sue due componenti di base, agricoltura e prodotti alimentari trasformati, il quadro risulta più complesso.
Il settore agricolo, infatti, ha registrato una lieve flessione delle esportazioni pari a 0,2%, mentre più drastico è stato il ridimensionamento dei flussi di importazione, con una riduzione del 5,6%. Quest'ultimo dato ha consentito un all'alleggerimento del deficit valutario di quasi il 10 per cento. Nonostante questo, i conti in rosso della bilancia agroalimentare segnano un confronto negativo import-export di 6,5 miliardi di euro.
Molto più dinamico, invece, l'aggregato dei prodotti alimentari trasformati, il cui exsport è cresciuto del 6,7%, superando di poco i 26 miliardi di euro. Più modesta, rispetto al settore primario, la flessione delle importazioni di poco inferiore all'1 per cento. L'effetto combinato di export e import ha comunque permesso di ridurre del 66% il deficit di settore, sceso a 1,2 miliardi di euro.
 Tra i prodotti simboli del made in Italy alimentare, le migliori performance hanno interessato il settore del vino, le cui spedizioni veleggia ormai a 4,5 miliardi di euro (+7%); analoga crescita per la pasta, con 2,1 miliardi (+7%). Sostanzialmente stabile invece il capitolo dei prodotti ortofrutticoli freschi, che hanno chiuso il 2012 a quota 3,9 miliardi di euro e l'olio d'oliva con 1,2 miliardi.

 
 
 

Redazione PianetaPsr

 
 
 
 
 
 

PianetaPSR numero 18 - febbraio 2013