Home > Il punto sui PSR > Ambiente e clima > L'Europa delle agroenergie viaggia a due velocità
REPORT UE

L'Europa delle agroenergie viaggia a due velocità

Il peso delle rinnovabili da biomasse agricole è del 10,5%, ma oltre il 90% è  concentrato nella vecchia Europa a 15, anche se è buono il trend dei nuovi partner - In Italia quota agricola al 4,5%.
fonte : EurObserER (fonte primaria EEB e EBIO)

Le discussioni sulle proposte della Commissione per la politica agricola comune verso il 2020 sono ormai in uno stato avanzato in seno al Consiglio e al Parlamento europeo. Una volta adottato, il nuovo regolamento sul sostegno allo sviluppo rurale costituirà la base giuridica per i programmi di sviluppo rurale dal 2014 in poi. In questo contesto, è in fase di sviluppo una nuova serie di indicatori che riflettono i cambiamenti politici previsti. 
Tra questi indicatori, trovano ampio spazio quelli dedicati ai cambiamenti climatici, fra cui risultano particolarmente interessanti quelli applicati alla produzione di energia dall'agricoltura e dalle foreste. In Europa, infatti, l'agricoltura e la silvicoltura svolgono un ruolo sempre più importante nella fornitura di energie rinnovabili, con un contributo molto più alto dalle fonti forestali. 
Utile per fare il punto sulla situazione attuale, e ancora fresco di stampa, è il "Rural Development in the EU Statistical and Economic Information Report 2012". Un report dedicato allo sviluppo rurale, molto ricco di informazioni e statistiche in termini economici, sociali e scientifici.
Il campo, è bene precisarlo, è quello della produzione di energia rinnovabile da biomasse agricole e forestali (quindi non si parla di altre energie, quali fotovoltaico, idroelettrico o eolico, anch'esse rinnovabili che possono essere prodotte nelle aziende agricole), che nell'UE-27 ha raggiunto rispettivamente 17,5 e 80,8 milioni di tonnellate di petrolio equivalente nel 2010. L'agricoltura "pesa" per il 10,5% nella produzione di energia rinnovabile, mentre la silvicoltura per il 48,5%. Tuttavia, se dai valori assoluti si passa a esaminare il trend, è importante notare che la produzione di energia rinnovabile è aumentata più rapidamente nel settore agricolo che nel settore forestale.
Nel 2010, la quantità di energia rinnovabile da agricoltura era quasi sei volte più alto rispetto al 2004, mentre la produzione da forestale è aumentata del 54% tra il 2000 e il 2010 ad un tasso di crescita medio annuo del 4,4%. Inoltre, l'importanza dell'agricoltura nella produzione di energia rinnovabile è cresciuta negli ultimi anni (dal 3,6% del 2005 al 10,5% nel 2010), mentre la quota delle foreste è in lieve calo (dal 54,5% del 2005 al 48,5% nel 2010) nell'UE-27.
Ma la grande differenza che si può notare è nella distribuzione attuale. La produzione di energia rinnovabile differisce notevolmente tra l'UE-15 e l'UE-12. Il 91,6% dell'energia rinnovabile prodotta nel settore agricolo Ue viene dalla "vecchia" Europa a 15, mentre la produzione nei 12 Paesi cosiddetti Peco, entrati nell'Unione europea più di recente, rappresenta solo  l'8,4%. Stesso discorso nel settore forestale, dove la produzione di energie rinnovabili nell'UE-15 e nell'UE-N12 si attesta, rispettivamente, intorno al 76% e al 24% sulla produzione totale dell'UE-27.
Inoltre, nell'UE-15 la quota dell'agricoltura nella produzione totale di energia rinnovabile è superiore (11,4%) rispetto all'UE-N12 (5,8%). D'altra parte, il peso del settore forestale nella produzione totale di energia rinnovabile è molto più grande nella UE-12 (75,0%) rispetto a quello dell'UE-15 (43,6%).
Certo, è impossibile non notare l'incremento percentuale della "quota agricola" nelle rinnovabili  (a partire da una produzione comunque bassa) di alcuni Paesi della nuova Europa tra il 2009 e il 2010: è il caso della Romania (+261%), della Slovenia (+107,6%), ma anche della Repubblica ceca (+23,4%) e della Bulgaria (+20%).
Guardando alla distribuzione fra i Paesi, è la Germania a fare la parte del leone, con il 51% delle rinnovabili prodotte dal settore agricolo. Seguono la Francia (13%) e la Spagna (6%). Gli altri Stati membri producono quantità molto inferiori. D'altra parte, l'importanza del settore agricolo nella produzione totale di energia rinnovabile è più elevata in Belgio (30,8%) e più bassa in Estonia (0,3%).
A livello generale la produzione di energia rinnovabile è cresciuta del 24,4% tra il 2009 e il 2010 a livello dell'UE-27 e questo aumento è stato superiore nella UE-15 (25%) rispetto all'UE-12 (11,8%).
Per quanto riguarda l'Italia, nel 2010 la produzione di rinnovabili da agricoltura si è attestata intorno alle 740 Kton contribuendo per il 4,5% al totale della produzione di energia da fonti rinnovabili in leggera flessione (-1,6%) rispetto al 2009. Analizzando il settore forestale, sempre sulla base di dati relativi all'Italia, la produzione di rinnovabili dal settore forestale nel 2010 è stata di circa 3.350 Kton con un contributo all'intero settore delle energie rinnovabili del  20,5% e un incremento medio annuo (dal 2000 al 2010) dell'11% .

 
 
 
 

Federico Chiani
f.chiani@ismea.it


 
 
 

PianetaPSR numero 18 - febbraio 2013