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INDICE ISMEA

Prezzi agricoli: a giugno aumento record del 5,8%

Continua la corsa dei prodotti vegetali trainata dall'impennata degli ortaggi (+ 20% in un solo mese), stazionari i prodotti zootecnici - E su base annua la media delle quotazioni sale del 13,3%

Toccano uno dei valori più alti degli ultimi anni i prezzi agricoli a giugno che segnano +5,8% sul mese precedente e +13,3% sullo stesso periodo dello scorso anno. Lo evidenzia l'Ismea, sottolineando che l'aumento è trainato dai forti rincari delle coltivazioni (+8,4% sul mese e +22,2% sull'anno).
Rispetto a maggio, aumentano di quasi il 20% gli ortaggi da ascrivere prevalentemente al cambiamento di stagione del paniere dei prodotti monitorati dall'Istituto, con l'entrata in produzione delle principali ortive a pieno campo. Quotazioni in lieve aumento anche per oli di oliva (+1%), mentre frutta, cereali e vini chiudono con un adeguamento al ribasso rispettivamente del 2%, dello 0,3%, e dell'1,2%.
Su base annua presentano prezzi più elevati di oltre il 30% olio di oliva e frutta; a trainare i rincari di questi ultimi, sono i listini delle varietà estive, in primis albicocche e nettarine che, complice una produzione in forte calo, stanno beneficiando di aumenti anche del 70%. In salita anche ortaggi (+23,6%), vini (+22,5%), cereali (+12,4%) e sementi (+8,6%).
Nel comparto zootecnico i prezzi risultano complessivamente allineati ai valori di maggio, mentre segnano +2,3% su base annua. Tra i lattiero-caseari che cedono in un mese lo 0,7%, mantengono un trend al ribasso Parmigiano reggiano e Grana padano, in controtendenza il Pecorino romano. Per il bestiame si registrano rialzi mensili per suini (+4,5%), avicoli (+2,3%) e ovi-caprini (+1,7%) e flessioni per bovini (-0,4%) e uova (-0,5%).
L'andamento tendenziale dell'indice evidenzia +3% per i lattiero-caseari con punte di +55% per il burro, dato che riflette le dinamiche internazionali tra cui la riduzione degli stock globali di materie grasse e +17,3% per il Pecorino romano che sta vivendo da inizio anno una fase positiva grazie soprattutto alla spinta della domanda estera. Bene anche il bestiame vivo, con +12,7% per gli avicoli, +2,5% per i bovini e +1,2% per i suini. Segnano il passo, invece, uova (-6,1%), ovi-caprini e conigli entrambi in calo del 6,7%.

 
 
 

Sabina Licci

 
 
 

PianetaPSR numero 23 - luglio/agosto 2013