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Agrofarmaci, la nuova carta per un uso sostenibile

Firmato il decreto che dà attuazione alle norme Ue - Formazione, informazione e revisione delle macchine tra le tante novità, che incrociano anche i nuovi Psr - La difesa integrata è  già obbligatoria

E' in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale il decreto interministeriale che dispone l'approvazione del PAN, il Piano d'Azione Nazionale sull'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, in attuazione della direttiva 2009/128/CE. Il decreto è stato firmato dai Ministri delle Politiche Agricole, dell'Ambiente e della Salute, a seguito dell'intesa sancita dalla Conferenza Stato-Regioni lo scorso 19 dicembre 2013.
Il PAN ha avuto una lunga e complessa gestazione che ha visto il coinvolgimento delle Amministrazioni Centrali competenti e le Regioni e Province autonome. Come è noto, una prima bozza di testo era stata meesa in consultazione pubblica a cavallo tra la fine del 2012 e l'inizio del 2013, durante la quale furono raccolte circa 2.000 proposte di modifica da parte dei portatori di interesse. Le proposte di modifica sono state esaminate dal Consiglio Tecnico Scientifico, un organismo collegiale i cui componenti sono stati nominati dalle Amministrazione Centrali e dalla Conferenza Stato-Regioni che, ai sensi dell'articolo 6 del decreto legislativo n. 150 del 14 agosto 2012, di recepimento della direttiva, ha avuto l'incarico di elaborare la proposta di PAN ai fini della successiva approvazione. Il Consiglio ha effettuato una serie di riunioni dal 13 settembre al 20 novembre 2013, che hanno consentito in tempi rapidi di pervenire alla stesura del testo definitivo che ha trovato poi semaforo verde nei successivi passaggi istituzionali.
Il PAN si inserisce in un quadro normativo riguardante il settore agricolo che sta per essere profondamente rinnovato e che impegna le Amministrazioni pubbliche, sia centrali che periferiche, a compiere un lavoro di sinergia ed integrazione organica delle norme per mettere gli operatori agricoli nelle condizioni più idonee per poter rispettare gli impegni previsti e per usufruire, al contempo, delle opportunità che le stesse norme mettono a disposizione. Il riferimento è alla nuova Politica Agricola Comunitaria che prevede, tra l'altro, l'elaborazione dei nuovi Piani di Sviluppo Rurale che dovranno delineare le strategie delle politiche agricole fino al 2020, nonché alla imminente revisione dei Piani di gestione dei Distretti Idrografici, istituiti ai sensi della direttiva quadro sulle acque ( 2000/60/CE), il cui primo ciclo scade nel 2015.
E' la stessa direttiva 2009/128/CE che prevede che le disposizioni del PAN siano  armonizzate con le politiche di sviluppo rurale predisposte dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, e dei regimi di sostegno, nonché con la condizionalità ed i provvedimenti relativi all'organizzazione comune dei mercati, e tengano conto altresì  di altre disposizioni comunitarie, come ad esempio le misure pianificate nel quadro della direttiva 2000/60/CE. Il Piano d'Azione Nazionale individua, in dettaglio, una serie di azioni ed iniziative che nel loro complesso dovranno condurre ad un uso sostenibile dei prodotti fitosanitari con l'obiettivo di ridurre i rischi e gli impatti sulla salute umana, sull'ambiente e sulla biodiversità, anche promuovendo l'applicazione della difesa integrata delle colture e di approcci alternativi o metodi non chimici.

 

Si analizzano, di seguito, sinteticamente i principali settori per i quali il PAN dispone  misure di intervento, conformemente a quanto previsto dalla direttiva 2009/128/CE e dal decreto legislativo 150/2012.

FORMAZIONE

E' uno dei punti chiave della norma comunitaria. In conformità a quanto indicato dalla direttiva, il PAN prevede che la formazione sia determinante ai fini dell'applicazione dei principi in essa riportati.
Ad integrazione del sistema formativo già presente in Italia da 45 anni (D.P.R.  n. 1255/68, poi modificato con il più recente D.P.R. 23 aprile 2001, n. 290), è previsto che debbano acquisire uno specifico certificato di abilitazione: gli utilizzatori professionali, i rivenditori ed i consulenti.
Il certificato di abilitazione è rilasciato dalla Regione o Provincia autonoma competente ai soggetti interessati, previa frequenza a specifici corsi di formazione di base e all'ottenimento di una valutazione positiva sulle materie elencate nell'Allegato I del decreto legislativo n. 150/ 2012.
Le abilitazioni devono essere obbligatoriamente possedute entro il 26 novembre 2015 e per il loro conseguimento è prevista la frequenza a specifici corsi la cui durata è di 20 ore per gli utilizzatori professionali e di 25 ore per distributori e consulenti.
Rispetto all'attuale sistema va evidenziato che l'abilitazione che interessa gli utilizzatori professionali (anche in relazione ad usi extragricoli) è relativa sia all'acquisto che all'utilizzo. Pertanto va sottolineato che, successivamente alla data del 26 novembre 2015, il certificato di abilitazione costituisce requisito obbligatorio per chiunque intenda acquistare o distribuire prodotti fitosanitari destinati ad utilizzatori professionali, pena la sanzione prevista all'articolo 24, comma 1 del decreto legislativo n. 150/2012.
Un riferimento particolare va rivolto alla figura del consulente che per la prima volta assume un ruolo determinate all'interno del processo di gestione dei prodotti fitosanitari. Il PAN individua per essa le incompatibilità rispetto a determinate figure professionali  e l'esonero dalla partecipazione ai corsi ed all'esame per taluni tecnici ai quali le Regioni e Province autonome possono riconoscere le necessarie competenze per svolgere l'attività di consulente.

INFORMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE
A tale argomento viene dedicato uno specifico capitolo del PAN nel quale vengono indicate tutte le azioni da porre in essere in materia di informazione, sia da parte degli utilizzatori professionali che delle istituzioni.  
Nel merito, le Regioni e le Province autonome dovranno prevedere l'obbligo di segnalazione del trattamento  nei casi in cui vengono utilizzati prodotti fitosanitari in ambiti agricoli (in prossimità di aree potenzialmente frequentate da persone) e in ambiti extra-agricoli.
La segnalazione è finalizzata alla tutela di quanti potrebbero essere esposte ad un rischio derivante dall'applicazione dei prodotti fitosanitari. Essi, pertanto, devono essere informati dell'esecuzione del trattamento, con l'apposizione di specifiche indicazioni ai bordi delle zone interessate che riportino idonee avvertenze.
E' previsto, inoltre, che le Autorità competenti definiscano programmi di informazione e sensibilizzazione sugli eventuali rischi derivanti dall'uso dei prodotti fitosanitari, nonché sui benefici dell'utilizzo di metodi a basso apporto di prodotti fitosanitari, con particolare riferimento alla produzione integrata e a quella biologica. Per tale finalità sarà realizzato un unico sito web nazionale di informazione rivolto sia agli  utilizzatori che alla popolazione in generale e ai consumatori.

CONTROLLI DELLE ATTREZZATURE
Entro il 26 novembre 2016, tutte le attrezzature per uso professionale, utilizzate sia in ambito agricolo che extra-agricolo per la distribuzione dei prodotti fitosanitari, devono essere sottoposte a controllo funzionale presso un centro prova autorizzato dalla Regione o Provincia autonoma. Il PAN riporta un elenco dettagliato delle attrezzature, fatto salvo quanto verrà indicato in un successivo decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, in merito ad attrezzature per le quali sarà individuata una scadenza diversa.
Il cattivo funzionamento delle attrezzature viene individuato dagli esperti del settore come una delle principali cause che determinano un eccessivo impatto sull'ambiente ed una perdita consistente di prodotto utilizzato che non raggiunge la coltura da trattare. La previsione del controllo funzionale obbligatorio, benché rappresenti un onere per l'azienda agricola, è da considerare anche come una possibile fonte di risparmio, conseguente ad un più razionale impiego del prodotto fitosanitario.
Una riflessione va svolta in considerazione del consistente numero di attrezzature da sottoporre a controllo funzionale, stimato in circa 600.000, a fronte del quale le Regioni e le Province autonome dovranno mettere in campo tutte le energie possibili per garantire agli operatori agricoli di poter rispettare le scadenze previste.
Un ulteriore impegno per le aziende agricole riguarda la regolazione o taratura della macchina irroratrice, definita direttamente dalla direttiva, che dovrà essere effettuata in azienda e per la quale dovrà essere data evidenza in un'apposita scheda da allegare al registro dei trattamenti.

TUTELA DELL'AMBIENTE ACQUATICO E DELL'ACQUA POTABILE
La tutela dell'ambiente acquatico, come già accennato in precedenza, deve tener conto delle politiche che ciascuna Regione e ciascun Distretto Idrografico pongono in essere per il raggiungimento degli standard qualitativi previsti dalla direttiva quadro acque. In considerazione di ciò, il PAN prevede che siano le stesse Regioni e Province autonome ad individuare a livello locale le misure più idonee che possano concorrere al raggiungimento degli obiettivi prefissati, da inserire nei Piani di gestione di bacino idrografico e, ove possibile, nei Piani di Sviluppo Rurale.
Tali misure, volontarie e/o obbligatorie, dovranno essere conformi alle linee guida predisposte dalle Amministrazioni centrali competenti, con il supporto del Consiglio Tecnico Scientifico, e terranno conto delle specifiche esigenze del territorio, nonché dell'esito del monitoraggio che viene effettuato dalle istituzioni per verificare la qualità delle acque, con riferimento ai residui di sostanze attive ivi rinvenute.
Per le stesse finalità, le Amministrazioni centrali, inoltre, sono impegnate a mettere a disposizione delle Regioni e Province autonome le informazioni più rilevanti sulla tossicità, l'ecotossicità, il destino ambientale e gli aspetti fitosanitari  relativi ai prodotti in commercio, a supporto della scelta delle misure da adottare.
Il PAN prevede che dette misure debbano tener conto dell'eventuale limitazione dei prodotti fitosanitari pericolosi per l'ambiente acquatico e, laddove possibile, della loro sostituzione con prodotti fitosanitari meno pericolosi, oppure con misure basate su pratiche agronomiche per la prevenzione e/o soppressione di organismi nocivi,  secondo i principi di cui all'allegato III del decreto legislativo n. 150/2012.

TUTELA DEI SITI NATURA 2000 E DELLE AREE NATURALI PROTETTE
Anche per quanto riguarda la tutela dei siti Natura 2000  e delle aree naturali protette la scelta delle misure da applicare è demandata alle Regioni sulla base di linee guida predisposte dalle Amministrazioni centrali, con il supporto del Consiglio Tecnico Scientifico. 
Dette misure dovranno tener conto delle caratteristiche di pericolo e di rischio delle sostanze attive e dei prodotti fitosanitari, nonché delle attività agricole ivi presenti, in funzione di specifici target da salvaguardare quali, ad esempio, habitat e specie di interesse comunitario legate agli ecosistemi acquatici o terrestri,  habitat in cui vi è la necessità di tutelare le api e gli altri impollinatori.
Ciascuna misura deve essere integrata nel Piano di gestione del sito (o altro piano equivalente) o con le misure di conservazione, sulla base delle specifiche esigenze connesse alle specie e/o agli habitat da tutelare. Anche in questo caso si terrà conto dell'esito del monitoraggio che viene effettuato dalle istituzioni per verificare la qualità delle acque.
Per le aziende agricole che ricadono all'interno di dette aree, le Regioni avranno cura di inserire nei propri Piani di Sviluppo Rurale tutte quelle tipologie di intervento inerenti gli habitat e/o le specie da tutelare.

MANIPOLAZIONE E STOCCAGGIO DEI PRODOTTI FITOSANITARI 
In conformità alle disposizioni della direttiva, il PAN si occupa anche delle corrette modalità per la manipolazione e lo stoccaggio dei prodotti fitosanitari, nonché della gestione degli imballaggi e delle rimanenze. Al riguardo nell'allegato VI sono individuate misure che riguardano le caratteristiche del deposito dei prodotti fitosanitari, la diluizione e la miscelazione, il recupero o riutilizzo della miscela fitoiatrica residua nell'irroratrice e la pulizia esterna ed interna della stessa.

DIFESA INTEGRATA OBBLIGATORIA
A decorrere dal 1 gennaio 2014, come previsto dal decreto legislativo n. 150/2012, tutti gli utilizzatori professionali di prodotti fitosanitari applicano i principi generali della difesa integrata obbligatoria, di cui all'allegato III.
Per tale finalità  essi devono conoscere, disporre direttamente o avere accesso a:

 
  1. dati meteorologici dettagliati per il territorio di interesse;
  2. dati fenologici e fitosanitari forniti da una rete di monitoraggio e, ove disponibili, dai sistemi di previsione e avvertimento descritti nei paragrafi;
  3. bollettini territoriali di difesa integrata per le principali colture;
  4. materiale informativo e/o manuali per l'applicazione della difesa integrata, predisposti e divulgati anche per via informatica dalle autorità competenti.

Resta a carico delle Regioni e Province autonome l'onere della messa a disposizione delle informazioni sopra indicate. Il PAN prevede, inoltre, che nel caso in cui non sia presente alcuna rete di monitoraggio, l'utilizzatore professionale per assolvere a tale compito può ricorrere al servizio di consulenza messo a disposizione dalla Regione.

 
 
 
 
 

Pasquale Falzarano

 
 
 

PianetaPSR numero 28 - gennaio 2014