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CLIMA ED ENERGIA

Bruxelles alza l'asticella nella lotta ai gas serra

I nuovi obiettivi puntano a rafforzare le energie rinnovabili fino a una quota del 27% entro il 2030: a beneficio dell'ambiente, riducendo anche la dipendenza energetica dell'Unione europea dall'import.

Occuparsi della qualità dell'aria significa molte cose. Elencare e combattere l'eccesso di emissioni di "gas nocivi" nell'aria ha ancora più significati. E di tutti questi significati, o di gran parte di essi, si sta occupando l'Unione Europea in quest'ultimo periodo. Forse per descrivere al meglio le ultime novità può tornare utile affidarsi ad una scala geografica, partendo dalle misure per combattere fenomeni "locali" arrivando a descrivere quelle invece dedicate a fenomeni "globali" (sebbene la demarcazione tra locale e globale sia tutt'altro che netta).
Un primo pacchetto di misure, adottato il 18 dicembre 2013, è dedicato alla qualità dell'aria intesa come aria che respiriamo. Quindi è mirato a combattere e regolamentare in modo più stringente tutti i fenomeni (industria, traffico, ecc.)  che peggiorano la qualità dell'aria causando danni diretti alla salute umana. Azioni che hanno una ricaduta di carattere locale sebbene, come già detto, sia difficile definire i confini di tale accezione. Infatti se da una parte è vero che queste misure potrebbero migliorare l'aria che respiriamo nelle nostre città, è anche vero che sono programmate per combattere anche fenomeni di più ampia scala come ad esempio l'acidificazione delle acque, problema molto noto in ambito agricolo.
Parallelamente, con un comunicato stampa del 22 gennaio, la Commissione Europea ha annunciato i nuovi obiettivi in materia di clima ed energia, definendoli obiettivi per un'economia a basse emissioni di carbonio. Ed è questo il secondo fronte, dalla portata geograficamente più ampia, sul quale si è mossa l'Europa. I gas serra non causano danni diretti all'uomo (ad esempio, non è dannoso respirare anidride carbonica) ma l'accumulo di gas serra nell'atmosfera genera fenomeni di portata globale che indirettamente danneggiano gli ecosistemi e quindi l'uomo.
Un particolare interesse, tenuto conto delle ricadute che può avere sull'agricoltura, riveste questo secondo pacchetto di misure indicato da Bruxelles, il cui obiettivo è sintetizzato nel titolo del documento: "Clima ed energia, obiettivi UE per un'economia competitiva, sicura e a basse emissioni di carbonio entro il 2030".
In un comunicato stampa del 22 gennaio la Commissione europea ha dichiarato i nuovi obietti delle politiche climatiche per i prossimi 15 anni: riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (GHG) del 40% rispetto al 1990; energie rinnovabili almeno al 27%.
Sono state anche fortemente auspicate politiche più ambiziose in materia di efficienza energetica, un nuovo sistema di governance e una serie di nuovi indicatori per assicurare un sistema energetico competitivo e sicuro: questi i pilastri del nuovo quadro UE in materia di clima ed energia per il 2030.
Sostenuto da un'analisi dettagliata dei costi e dei prezzi dell'energia, il quadro 2030 garantirà certezza normativa per gli investitori e un approccio coordinato fra gli Stati membri per sviluppare nuove tecnologie. Il quadro si propone come stimolo costante per progredire verso un'economia a basse emissioni di carbonio. La comunicazione che stabilisce il quadro 2030 sarà discussa ai massimi livelli, in particolare in seno al Consiglio europeo e al Parlamento europeo. Il testo sarà accompagnato da una proposta legislativa per una riserva di stabilità del mercato per il sistema di scambio di quote di emissioni dell'UE (UE ETS, Emission Trading Scheme), da attivare a partire dal 2021.
Una relazione sui costi e sui prezzi dell'energia in Europa, pubblicata contemporaneamente alla comunicazione, suggerisce che l'aumento dei prezzi può essere contenuto attuando politiche efficaci sotto il profilo economico, creando mercati energetici competitivi e con una migliore efficienza energetica.
Il comunicato stampa riporta una significativa dichiarazione del Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso: "Se l'azione per il clima rappresenta una chiave di volta per il futuro del nostro pianeta, una politica energetica veramente europea lo è per la nostra competitività. Il pacchetto presentato oggi ci dimostra che agire contemporaneamente su questi due fronti non è in contraddizione ma, al contrario, contribuisce a vantaggi reciproci. È nell'interesse dell'UE creare un'economia che offra sempre maggiori opportunità di occupazione e dipenda sempre meno da energia importata, grazie a una maggiore efficienza e al ricorso crescente a energia pulita prodotta internamente. Un taglio del 40% nelle emissioni di gas a effetto serra rappresenta un obiettivo particolarmente ambizioso ma è la pietra miliare più efficace in termini di costi nel nostro percorso verso un'economia a basse emissioni. Anche l'obiettivo di raggiungere almeno il 27% di energie rinnovabili è un segnale importante: rappresenta stabilità per gli investitori, stimola l'occupazione verde e rende più sicure le nostre forniture energetiche".
Entrando un po' nel dettaglio si possono così riassumere brevemente gli elementi chiave.

 
 

Federico Chiani

 
 
 
 

PianetaPSR numero 28 - gennaio 2014