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STRATEGIE
 

Innovazione, un "jolly" che aiuta la competitività

Il punto su una delle principali novità della nuova programmazione per la  produttività e sostenibilità dell'agricoltura: gli obiettivi del Pei, il ruolo dei Gruppi operativi e le misure del Psr

Il periodo di programmazione 2014 -2020 è stato annunciato come la fase delle politiche europee che darà uno dei più significativi impulsi alla diffusione delle innovazioni nel settore agricolo e forestale. In effetti  gli obiettivi dichiarati e gli strumenti messi in campo sono di alto profilo e di particolare efficacia:
- da un lato il finanziamento alla ricerca è stato potenziato assegnando risorse aggiuntive al Programma Quadro Horizon 2020 e provvedendo a collegare più strettamente i temi di studio  con le esigenze dei sistemi produttivi e dei territori;
- dall'altro sono state previste, nell'ambito del regolamento per lo sviluppo rurale,  diverse tipologie di azione utili all'adozione delle innovazioni da parte delle imprese quali: la formazione professionale e l'informazione, il sistema di consulenza aziendale, la cooperazione e il Partenariato Europeo per l'Innovazione (PEI).   

 

Nella gran parte dei casi si tratta di interventi già previsti  negli anni scorsi (7° PQ, formazione, consulenza) che tuttavia vedono ampliarsi gli ambiti di operatività, gli strumenti utilizzabili, le spese riconosciute e i soggetti coinvolti (per dettagli si veda Pianeta PSR n.4/2011). E' finalmente maturata la consapevolezza che l'innovazione e i servizi possono essere "acceleratori" molto efficaci dei principali indirizzi di politica.
Grande attenzione e aspettativa sono rivolte alle attività concernenti il Partenariato Europeo per l'Innovazione (Pei) in materia di produttività e sostenibilità dell'agricoltura, un'iniziativa lanciata dalla Comunicazione della Commissione europea "Iniziativa faro Europa 2020 - Unione dell'innovazione" 2010)[1] che prevede tali Partnership con l'obiettivo di promuovere un nuovo approccio per ricerca e innovazione agendo su tre leve:  la finalizzazione verso specifiche problematiche, il coinvolgimento di tutti i soggetti della catena della ricerca e dell'innovazione con particolare riferimento alle imprese, il coordinamento e la razionalizzazione di iniziative e strumenti esistenti.
Due sono gli strumenti previsti dal regolamento per lo sviluppo rurale (reg. CE 1305/2013) per dare operatività al PEI: la rete europea (art.53) e i gruppi operativi (art.56).
La prima ha il compito di favorire scambi di esperienze/buone prassi e di stabilire un dialogo fra ricerca e imprese agricole promuovendo la partecipazione di tutti i portatori di interesse al processo di scambio delle conoscenze. E' gestita a livello europeo dalla Commissione.

 

L'OPERATIVITA'  DEL PARTENARIATO PER L'INNOVAZIONE

 

I secondi sono gruppi di soggetti che a vario titolo possono efficacemente concorrere alla diffusione dell'innovazione in determinati contesti. Si tratta di agricoltori, ricercatori, consulenti, imprenditori del settore agroalimentare ed eventuali altri soggetti i quali si mettono insieme per realizzare un progetto con due finalità principali: risolvere, mediante l'innovazione, alcune problematiche tecniche, economiche e/o organizzative di specifici sistemi agricoli e promuovere una collaborazione continua e interattiva fra i componenti del partenariato. I Gruppi Operativi vengono finanziati nell'ambito dei PSR e, quindi, in Italia, saranno selezionati e promossi dalle Regioni.
Lo stato dell'arte
La Rete europea del PEI in materia di produttività e sostenibilità in agricoltura è stata attivata già da un anno. E' stato istituito un Service point che sta mettendo a disposizione una serie di piattaforme di comunicazione e di supporto per i soggetti interessati a vario titolo all'innovazione, promuovendo condivisione della conoscenza, luoghi di approfondimento su temi rilevanti, collegamenti fra persone.
Sono stati attivati i primi 6 focus group[2] su temi ritenuti di particolare rilevanza per i sistemi agricoli nell'ambito dei quali lavorano, per 12-18 mesi,  esperti della materia che si occupano di definire le problematiche e individuare le soluzioni innovative disponibili per metterle a disposizione dei Gruppi operativi attivi nei diversi territori agricoli europei. Di recente è stata pubblicata la call per la costituzione di altri 4 focus group su: la redditività dell'agricoltura nelle aree ad alto valore naturale, l'agricoltura di precisione, la redditività dei prati permanenti, l'efficienza dei fertilizzanti nell'orticoltura di pieno campo.
In ambito regionale sono in corso di definizione i testi dei Programmi di Sviluppo Rurale e contestualmente è in fase di impostazione il percorso per la promozione e diffusione dei Gruppi Operativi. Pertanto non è ancora possibile fornire un quadro specifico delle scelte di contenuto e procedurali effettuate dalle Regioni. Tuttavia, la Commissione europea negli ultimi due anni ha investito molto su attività di approfondimento, confronto e riflessione relative all'implementazione del PEI agricolo e ha diffuso Comunicazioni e Linee guida che consentono di individuare le caratteristiche fondamentali del processo di costituzione e di operatività di un Gruppo Operativo.
La fase che prelude la creazione dei GO è la realizzazione dell'analisi del fabbisogno di innovazione e l'individuazione dei conseguenti indirizzi strategici che ciascun PSR deve esplicitare con riferimento all'art. 8 comma c del regolamento per lo sviluppo rurale. Tale attività preventiva, oltre ad essere prevista dalla norma, è indispensabile per  impostare i GO in coerenza all'approccio problem solving e di comunicazione interattiva che la Commissione europea ha scelto sin dall'avvio dell'iniziativa e per rendere effettivamente protagonisti della diffusione dell'innovazione il sistema delle imprese e i contesti territoriali.
Si dovrebbe quindi avviare un'azione di animazione e supporto alla costituzione dei Gruppi Operativi che può essere realizzata dalle istituzioni regionali o da soggetti da esse delegati o dalla Rete rurale nazionale (art. 54). Una figura professionale che potrebbe svolgere questo ruolo è l'innovation broker; si tratta di un profilo non consueto per il panorama italiano, che dovrebbe avere il compito di collegare fra loro soggetti diversi (ricercatori e imprenditori ad esempio) e aiutare ad individuare problematiche e proposte innovative di soluzione.  Non è previsto nel testo regolamentare, ma la Commissione europea lo ha citato e descritto in numerosi documenti di indirizzo e lo ritiene utile ad accelerare i processi.
 I Gruppi Operativi non sono stati pensati quali nuovi organismi per il trasferimento dell'innovazione, ma come partenariati che esistono per il tempo di realizzazione dei progetti che propongono. Pertanto, le Regioni dovranno pubblicare appositi bandi nell'ambito dei quali selezionare, secondo criteri autonomamente definiti, i progetti di innovazione ritenuti più consoni a rispondere alle esigenze del contesto rurale. Non è prevista una composizione standard dei GO, né la Commissione europea ne ha individuato componenti imprescindibili, certo essi sono il luogo nel quale ricerca, consulenza e impresa cercano di fare sintesi e di individuare risposte innovative a problemi produttivi e gestionali.
Il finanziamento dei progetti dei GO può essere addebitato alla Misura 16 (Cooperazione) per il funzionamento, alle Misure 1 (Formazione e informazione) e 2 (Consulenza aziendale) per garantire l'attività di trasferimento dell'innovazione e ad altre misure come quelle relative agli investimenti o all'imprenditoria giovanile se sono coerenti con i contenuti delle attività. E' comunque possibile optare per il finanziamento dell'intero progetto a valere della Misura Cooperazione addebitandole anche le attività di diffusione dell'innovazione.
Un altro aspetto molto chiaro dell'operatività dei GO è la necessità che essi debbano curare le relazioni interne, ma anche quelle esterne. La Commissione auspica che presso ogni stato membro si promuova la creazione di una rete nazionale dei GO per condividere risultati dei progetti e scambi di esperienze e ha previsto che i GO possano essere protagonisti anche nell'ambito di Horizon 2020, entrando nei partenariati di due tipologie di progetti, i multiactor-project e i thematic network.   I primi prevedono la realizzazione di attività di ricerca gestite da gruppi compositi di soggetti che concorrano alla soluzione di problemi operativi dei sistemi agroforestali; i secondi riguardano la creazione di reti fra partner della ricerca e del sistema delle imprese con riferimento ad un settore produttivo o ad un ambito specifico. 

 
 
 

Anna Vagnozzi
 vagnozzi@inea.it

 
 
 
 
 
 
[1] COM(2010) 546 definitivo
[2] Agricoltura biologica, proteine vegetali, risorse genetiche, sostanza organica nei suoli, lotta integrata per le Brassicacee
 
 
 

PianetaPSR numero 32 - maggio 2014