Il 3 aprile 2014 la Regione Toscana ha presentato il protocollo d'intesa sulla "Semplificazione delle procedure amministrative in agricoltura", finalizzato a ridurre gli oneri amministrativi a carico delle aziende beneficiarie del PSR 2014-2020, nonché e a rendere più spedita l'azione della pubblica amministrazione. L'intesa è firmata dall'assessore regionale all'agricoltura della Regione e dai rappresentanti di organizzazioni di categoria agricole ed enti locali (Anci, Upi, Uncem, Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Fedagri-Confcooperative Toscana e Legacoop Agroalimentare Toscana).
Il protocollo nasce dall'attività di misurazione e riduzione degli oneri amministrativi gravanti sulle imprese beneficiarie del PSR 2007-2013, che è stata svolta dal gruppo di coordinamento istituzionale dello sviluppo rurale, composto da autorità di gestione (AdG), responsabili di misura, organismo pagatore (ARTEA), UPI e UNCEM.
La semplificazione delle norme di attuazione delle politiche di sviluppo rurale e degli strumenti di intervento utilizzati vengono perseguite attraverso la condivisione di una serie di azioni di governance con gli Enti locali e con le organizzazioni di categoria.
Rispetto all'attuale programmazione, viene definita una governance semplificata riferita a due livelli di responsabilità, AdG e ARTEA, e fondata su alcuni principi:
In linea generale, il protocollo caldeggia una concentrazione dei finanziamenti su un numero inferiore di interventi rispetto alla presente programmazione, prevedendo misure che rispondano pienamente al principio di verificabilità e controllabilità, e delineando criteri di selezione facilmente applicabili che facciano prevalente riferimento ad informazioni desumibili dall'Anagrafe delle Aziende Agricole.
La gestione unitaria di tutti i procedimenti all'interno dell'Anagrafe Regionale e la piena applicazione del registro unico dei controlli (RUC) sono fra i capisaldi del nuovo sistema di governance.
La prima contiene una pluralità di informazioni relative alle aziende agricole e a tutti gli operatori che possono accedere al PSR (aspetti collegati alla gestione dei fondi comunitari, situazione anagrafica, aziendale e territoriale, certificazioni, attività connesse): il ricorso massiccio ad essa ha l'obiettivo di sollevare il soggetto dalla consegna di documentazione già presente a sistema o precedentemente fornita all'amministrazione.
Il RUC è un registro unico di tutti i controlli svolti dalla pubblica amministrazione e delle loro risultanze, che consentirà agli istruttori di verificare le attività di controllo svolte da diversi soggetti con finalità analoghe, concorrendo ad accrescere la base informativa regionale e ad evitare duplicazioni di controlli in loco presso una stessa impresa.
Il protocollo prevede che i bandi siano prevalentemente unici o multimisura (es. investimenti aziende agricole, servizi, premi/indennità agroambientali) o per progetti integrati, evitando accavallamenti. I criteri di selezione saranno predefiniti con punteggi automatici in base alle zone, alle colture effettuate, alle certificazioni di qualità, all'età e al genere del richiedente, alla tipologia di impresa e di investimento.
La nuova "governance" assegna un ruolo fondamentale al sistema informativo di ARTEA, che accoglierà tutti i passaggi relativi alle diverse fasi del procedimento, e che sarà implementato anche attraverso il collegamento alle banche dati di organismi esterni. A tal fine, risulta incisivo il ruolo dei CAA per la corretta tenuta del fascicolo aziendale.
Un ruolo di supporto per gli aspetti interpretativi e applicativi, è inoltre previsto, nella fase di gestione dei bandi, da parte del gruppo di coordinamento istituzionale.
Il nuovo sistema di governance punta ad ottenere significativi vantaggi: rispetto al PSR 2007-2013, si stima una riduzione delle linee finanziarie da 71 a non più di 20-25, mentre il numero di bandi e di graduatorie dovrebbe ridursi da 1.553 a 120.
I tempi di istruttoria di una pratica, dalla scadenza del bando all'assegnazione del finanziamento, dovrebbero ridursi da una media di circa 300 giorni a 90, mentre la media dei documenti da presentare, sempre secondo le stime, dovrebbe passare da 23 a 10. Contemporaneamente si attende una sensibile riduzione di documentazione cartacea (dal 65% al 10%) e un aumento di quella veicolata per via informatica(dal 35% al 90%).
Complessivamente, la riduzione dei costi a carico delle imprese finanziate è stimata intorno al 32%, con un effetto significativo in termini di riduzione delle rinunce e delle revoche.
Patrizia Proietti
PianetaPSR numero 32 - maggio 2014