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 AGRICOLTURA & CULTURA

Benvenuti all'Ortica, dove si pratica "pet therapy"

Manuela Pagani (premio De@Terra) ripercorre la sua storia aziendale nel Piacentino legata all'interazione uomo-animale-ambiente: biologico ed erbe selvatiche, fattoria didattica e una rete "pro lupo"  

Il centro di interazione uomo-animale-ambiente nasce con le attività di educazione ambientale e di etologia applicata. Fin da tempi dell'università avevo l'idea di sensibilizzare le famiglie, gli enti e  le organizzazioni ad assumere comportamenti sostenibili: la ricerca continua di buone pratiche "nel" "su" e " per" ambiente, le azioni di tutela e prevenzione degli animali d'affezione e da reddito, ma anche di animali selvatici mi ha spinto ad ampliare i propri servizi. Gli animali domestici sono preziosi compagni di vita che aiutano le famiglie a riscoprire un valore autentico  con la terra e la natura; aiutano a comprendere da diversi punti di vista la necessità di vivere in ambienti sani e ricchi di biodiversità. Gli animali di un tempo aiutavano gli uomini a superare le avversità  e le difficoltà degli ambienti di lavoro e di vita, oggi possono essere considerati per nuove coniugazioni alla riscoperta della natura e dell'ambiente.
Nel 2004 scelgo di acquistare una piccola azienda agricola e alcuni terreni marginali che nell'agricoltura intensiva vengono considerati come aree improduttive perchè poco accessibili con  mezzi di dimensioni notevoli. I prodotti orticoli diventano per me un'importante integrazione del reddito e al tempo stesso rappresentano "una palestra" per attuare tecniche e strategie produttive  a basso impatto. Da subito l'azienda intraprende il percorso di certificazione biologica.
L'antica tradizione contadina di questo lembo di campagna emiliana traspare nelle ricchezze e nelle tenuità dei prodotti della terra: verdure, frutta, erbe aromatiche e le trasformazioni di questi frutti sono il risultato di un profondo legame con la natura e la terra.
Queste terre erano paludose, con acque basse e lente, derivate dalle frequenti alluvioni del fiume. La sua bonifica iniziò con i romani e successivamente nei secoli vennero prosciugati i terreni paludosi e disboscati. Il territorio che ne è risultato è particolarmente fertile. Ma la sua vicinanza al fiume Po rende queste aree speciali perché sono l'ultimo lembo in contiguità con i boschetti ripariali e rappresentano un importante serbatoio di biodiversità del territorio.
L'esigua dimensione e la collocazione limitrofa alla città di Cremona e al paese di Castelvetro Piacentino rende questo un luogo interessante per consentire di fare la spesa direttamente al campo, ma anche  per svolgere attività ludiche ed educative,  sia in ambito ambientale che nel rapporto con gli animali.
Nel 2006 l'azienda diventa una fattoria didattica e si forma un'equipè di attività assistite da animali per svolgere le attività di "pet as therapy".
Per i più giovani è importante fare esperienza pratica : vedere, ascoltare, toccare, annusare dal vivo gli stimoli. Le scuole chiedono di fare esperienze concrete all'aperto, a contatto con ambienti naturali , gli animali e gli alberi, imparando a  conoscere gli animali senza maltrattamento. Solo così si comprende il profondo legame tra la realtà e il lavoro svolto in classe.
I programmi proposti sviluppano il senso critico, l'area affettiva, la capacità relazionale, la manualità e l'uso dei sensi. I percorsi considerano oltre alla scuola anche "l'utenza ampliata", che nella progettazione degli spazi verdi richiede di considerare un ampio ventaglio di utenti (persone che si evolvono dal bambino all'anziano, che nell'arco della propria vita può incontrare dei cambiamenti temporanei o permanenti , comportando diverse esigenze e modalità di relazionarsi  con l'ambiente esterno).
In questo spazio si vuole offrire l'informazione necessaria sull'accessibilità degli spazi, come elemento per poter scegliere la visita che meglio corrisponde alle esigenze ed aspettative dei diversi utenti.
Particolarmente attento alle diverse esigenze dei fruitori la fattoria ha organizzato il progetto "La fattoria per tutti": una serie di attività ludico-ricreative- educative pensate per persone con disabilità o con difficoltà temporanee.
 Inoltre vengono organizzati escursioni di trekking naturalistico in tutte le stagioni, accompagnati da simpatici quattro zampe, ma anche birdwatching e fotografia naturalistica senza disturbare la fauna, imparando a godere della presenza di un animale selvatico senza toccare  e vedere da vicino.
La diversità biologica presente nelle aree antropizzate ha un interesse non solo ecologico, ma anche culturale e sociale. Non è un caso che le scelte di incrementare la diversità biologica si associano a didattica ambientale e processi partecipati. La biodiversità degli ambienti fortemente antropizzati ha la potenzialità di diventare un punto di forza della politica ambientale e gestionale del territorio con grande risvolto popolare. Disporre di una flora , ma anche di fauna, tipica di uno specifico ambiente vuole diventare il simbolo di una identità, oltre  ad assumere interesse scientifico per il ruolo e il valore ecologico che ha.
Negli anni si organizza la consegna dei prodotti a domicilio e a gruppi di quartiere, così da abbattere gli impatti ambientali dovuti al trasporto merci e si promuove anche il consumo delle erbe selvatiche e spontanee, da qui la scelta del nome dell'azienda "L'Ortica".
In particolare si apre il capitolo della raccolta e consumo delle erbe selvatiche, motivato dalle seguenti ragioni:

 
  • le erbe spontanee a livello macroscopico si sviluppano da sole ed è sufficiente che l'uomo abbandoni o non faccia nulla perché queste attecchiscano e si incrementino;
  • le erbe spontanee sono sempre state viste come erbe "cattive" perché spesso pioniere e resistenti a condizioni critiche e queste ragioni le rendono fortemente competitive con le colture specializzate che ha creato l'uomo;
  • le erbe spontanee sono tante ed organizzate in modo armonico per tutto l'anno, favorendo la vita a molti altri viventi.

Se apparentemente l'idea di convivere con le erbacce può sembrare una sorta di tortura, perché ti costringe a lavorare intensamente per la loro eradicazione, la realtà dei fatti è che le erbe spontanee sono belle, utili e favoriscono lo sviluppo di molte vite, forse anche la nostra. Anticamente le erbe spontanee erano una fonte alimentare importante, soprattutto nei periodi più rigidi. L'uomo ha selezionato molte di queste magnifiche piante per elaborarne il gusto e le proprietà, ma spesso la selezione ha portato anche a costruire piante più deboli e delicate dell'originaria.
Le erbe selvatiche ci possono forse aiutare a vedere il mondo da un altro punto di vista: le ritroviamo  ai margini delle città, nelle periferie ("browfield" degli anglosassoni); mentre nei giardini privati o nelle aree verdi pubbliche si assiste alla tendenza più diffusa di optare per schemi artificiali con piante alloctone, che talvolta potrebbero diventare un vero e proprio danno per l'ambiente.
La riabilitazione culturale delle erbacce parte anche dalla visione estetica della questione: un campo incolto è rappresentato nell'immaginario collettivo come morte, degrado, incuria. In realtà è un punto di vista esclusivamente antropocentrico: è abbandonato dall'uomo, ma riabitato da tanti altri viventi.
Attualmente l'azienda sta progettando una rete di aziende agricole e zootecniche che possano supportare la conservazione del lupo, attuando azioni di sostegno agli allevatori di montagna. La mia azienda si impegna a dare sostegno attraverso diverse azioni: supporto nella vendita di prodotti delle aziende che subiscono la predazione del lupo, ma anche attraverso attività di educazione ambientale e di prevenzione attraverso dissuasori, recinzioni e cani da guardiania. Il valore aggiunto dei prodotti della rete "pro lupo" è proprio quello di mettere in pratica delle strategie per conservare gli ambienti dove vive il lupo, favorendo la vendita dei prodotti di quelle realtà che lavorano per la conservazione.

 
 
 

Manuela Pagani

 
 
 
 

PianetaPSR numero 32 -  maggio 2014