Il 30 aprile a Sassari, presso il Dipartimento di medicina veterinaria, si è tenuto il primo di una lunga serie di incontri divulgativi previsti dal progetto denominato Ichnusa Bubula finanziato attraverso la Misura 124 del Programma di Sviluppo Rurale della Sardegna 2007-2013 che nasce per incentivare la cooperazione fra aziende agricole e imprese di trasformazione o commercializzazione di prodotti agroalimentari.
Il progetto, attraverso un contributo concesso di oltre 300 mila euro, si pone l'ambizioso obiettivo di sviluppare una filiera della produzione di carne bovina in Sardegna attraverso la creazione di una rete strutturata di imprese agricole e di altri segmenti coinvolti nella filiera, attraverso l'introduzione di un innovativo processo di produzione che valorizzi e integri le risorse e le competenze già presenti nel territorio regionale ma mai messe a sistema.
L'idea nasce da un'analisi dell'attuale modello produttivo della carne bovina in Sardegna basato sulla linea vacca-vitello in piccoli allevamenti al pascolo. La Gallura rappresenta una delle zone maggiormente vocate per la produzione di vitelli da ristallo, che in gran parte vengono, però, destinati all'ingrasso in ambito nazionale o all'estero, con conseguente perdita della possibilità di valorizzare questo patrimonio nel contesto dello sviluppo rurale regionale.
Attraverso l'impegno e le strutture messe in essere dalla cooperativa produttori Arborea, capofila del progetto e una delle più importati realtà cooperativistiche nell'agroalimentare isolano, si sta cercando di creare una filiera interamente sarda di bovini da carne allevati nei pascoli della Gallura o del Montiferru per poi essere ingrassati e lavorati nel centro specializzato di Arborea e venduti attraverso un marchio specifico e riconoscibile in tutta l'Isola.
I vantaggi del progetto sono evidenti. La chiusura di una filiera della carne bovina della Sardegna basata prevalentemente su risorse locali potrà portare evidenti benefici di carattere economico e ambientale alla regione. Il valore aggiunto, fino ad ora perso, verrebbe completamente internalizzato nel sistema regionale attraverso la vendita di un prodotto finito di indiscusse qualità organolettiche e facilmente riconoscibile dal consumatore grazie ad un proprio marchio commerciale.
Non meno importante sembra essere la generazione di nuovi spazi di interazione e nuove sinergie tra la realtà produttiva della Cooperativa Produttori Arborea, caratterizzata da elevata professionalità e tecnologia, con quella dei sistemi pastorali estensivi della Sardegna, che oggi soffrono di scarsa competitività per la frammentazione del sistema produttivo. Le interazioni riguardano non solo aspetti di mercato, ma anche possibili sinergie per lo sviluppo di un sistema di allevamento brado competitivo, che coniughi produttività e tutela della biodiversità vegetale e delle risorse ambientali.
Infine, l'integrazione di conoscenza scientifica e conoscenza tecnica locale, costituisce un prerequisito a supporto del processo di attivazione della filiera della carne bovina della Sardegna. Il supporto scientifico, previsto obbligatoriamente dal bando della Misura 124, viene garantito dall'Università degli Studi di Sassari attraverso il Nucleo di Ricerca Desertificazione, un centro interdipartimentale dell'Ateneo Sassarese in grado di supportare le imprese coinvolte nel progetto attraverso una molteplicità di ambiti scientifici come il profilo sanitario-veterinario, botanico, agronomico ed economico.
Il partenariato beneficiario degli interventi include anche quattro aziende agricole specializzate nella produzione di vitelli da carne in purezza o in incrocio con razze a duplice attitudine.
Ichnusa Bubula è solo uno degli undici progetti ammessi ai finanziamenti del I bando. Recentemente è stato ammesso a finanziamento un ulteriore progetto riferito al comparto vitivinicolo, inizialmente escluso, portando il finanziamento complessivamente erogato a oltre 4 milioni di euro. Il comparto più rappresentato è quello zootecnico con 4 progetti su 12, seguito dal comparto ortofrutticolo con progetti rivolti alla sperimentazione di innovazioni di prodotto sulle principali varietà di carciofo sardo da destinare alla trasformazione e all'export.
Due progetti sono rivolti alla realizzazione di pasta pronta ad alto valore aggiunto attraverso l'impiego di grano biologico di esclusiva provenienza regionale. Altri due progetti hanno l'obiettivo di migliorare i processi di produzione di oli essenziali estratti da piante officinali autoctone Infine un progetto interessa il settore forestale con l'obiettivo di produrre pellet commerciale ottenuti dai residui di lavorazione degli eucaliptus.
Il più recente secondo bando della Misura 124 ha visto moltiplicarsi il numero di adesioni e di progetti presentati segnando un successo inaspettato. Allo stato attuale sono infatti 35 i progetti in istruttoria negli uffici regionali. L'alta adesione alla Misura 124 insieme alla qualità di alcuni partenariati ormai consolidati e in grado di garantire proposte progettuali di qualità, fanno ben sperare in vista del prossimo periodo di programmazione. Nel programma di sviluppo rurale 2014-2020 la ricerca agricola e il trasferimento dell'innovazione nel mondo agroalimentare rappresenteranno una delle priorità in linea con le indicazioni contenute nel recente Accordo di Partenariato che riconosce a tale priorità un peso considerevole in termini di risorse finanziarie del FEASR da impiegare prevalentemente attraverso l'importante strumento dei Gruppi Operativi dei PEI (Partenariato Europeo per l'innovazione).
Francesco Piras
PianetaPSR numero 32 - maggio 2014