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BILANCIO ENRD

Reti europee dinamiche, ma il "tiro" va calibrato

I dati al 2012 registrano 500mila partecipanti ai meeting e 3,5 milioni  di copie di materiale informativo, avanzano siti web e social network - Agricoltori e donne vanno coinvolti di più
Un momento dell'evento "Connecting Rural Europe" della ENRD

Primo: andare a "stanare" (termine un po' forte ma che rende l'idea) gli agricoltori coinvolgendoli quantitativamente e qualitativamente in più progetti. Secondo: identificare meglio i target per evitare di programmare iniziative che "sparano nel mucchio". Terzo: miscelare a dovere la diffusione di materiale informativo cartaceo e l'utilizzo degli strumenti web, tenendo conto del "gap" informatico ancora presente in molte aree rurali.  E, trasversalmente, migliorare i flussi informativi fra le Reti nazionali e fra queste e la Rete europea per lo sviluppo rurale (ENRD).
Queste le conclusioni cui sembra giungere un lavoro presentato dalla Rete Rurale Europea i cui risultati sono stati ampiamente discussi nel corso dell'evento di chiusura svoltosi il 2 e 3 giugno scorsi a Bruxelles, "Connecting rural Europe, Learning from the past, preparing for the future". Titolo della pubblicazione "National Rural Networks - Common Network Statistics".
La pubblicazione analizza i risultati di un questionario somministrato alle Reti Rurali nazionali di ogni Paese: 17 sono stati i Paesi che hanno partecipato, e i dati, seppur solo quantitativi, possono dare un'idea della diffusione che le varie iniziative condotte dalle Reti hanno avuto nella programmazione passata (non è compreso il 2013).
Si parte dai meeting: tra il 2007 e il 2012 ne sono stati fatti 3.950 con circa 530.522 partecipanti. La Rete europea si spinge un po' più in là dei dati effettivi proiettandoli sul numero totale delle Reti (anche quelle che non hanno partecipato) e arrivando a ipotizzare un numero di 900.000 potenziali partecipanti. Ogni meeting nazionale ha avuto una media di 450 partecipanti, ogni regionale 39, ogni locale 28, a scendere. Le iniziative dirette a coinvolgere in maniera più netta un target che rischiava di non essere abbastanza informato sulle opportunità offerte dai Programmi di Sviluppo rurale sono state 175: quelle dirette agli agricoltori sono state le più numerose (75) e hanno raggiunto "solo" 4.477 agricoltori, mentre le 69 iniziative dirette ai giovani in generale ne hanno raggiunti 21.652; infine, 21 incontri sono stati dedicati alle donne (936 partecipanti), 3 ai gruppi etnici e 1 ai più anziani. Per quanto riguarda gli agricoltori, la spiegazione del numero basso rispetto agli eventi è fatta risalire al carattere "specialistico" degli stessi. Ma la Rete Europea sottolinea in effetti la difficoltà rilevata dalle reti nazionali nel raggiungere numericamente proprio il target degli agricoltori, così come quello delle donne.
Per quanto riguarda i meeting diretti invece alla condivisione su una specifica politica che comportasse anche un ruolo attivo dei partecipanti nel miglioramento dell'attuazione della stessa, abbiamo 314 meeting con 16.876 stakeholders, una media di 54 per meeting (molto più bassa come si vede) e una crescita molto alta nel 2012,  soprattutto nel momento del "consuntivo" sul finire della programmazione e della discussione sulla futura Pac.
Le reti nazionali hanno poi prodotto 659 differenti brochures, reports, leaflet e altri documenti con 3.394.769 copie distribuite.
I siti web sono stati 172, con 3,65 milioni di hits (accessi - non figurano invece gli utenti unici). A parte il discorso social network: nove pagine facebook delle Reti (3.530 followers), 9 account Twitter (3218 followers), 2 account Linkedin (da notare però che soprattutto sul settore social newtork  la statistica, mancando del 2013 e dei primi sei mesi del 2014, non può registrare il vero e proprio "boom" dell'ultimo periodo). Insomma, una media di 375 stakeholders per ogni social media di ciascuna Rete.
Passiamo alle attività di formazione, sono state 2.936 e hanno raggiunto 122.000 persone, con una media di 41 persone per sessione: vanno forte quelle legate a management e comunicazione, addirittura la metà. Segue il Leader. In tutto sono state 628 le study visits, con 17.874 partecipanti.
Interessante il dato riguardante le best practices, soprattutto per avere un'idea di quante ne vengono proposte da ogni Paese ogni anno. Sono state infatti presentate in 6 anni 11.253 best practices . Una media di 100 per rete rurale ogni anno. Di queste, la metà sono state diffuse tramite sito web, 2.280 tramite conferenze ed eventi, 939 tramite pubblicazioni e 685 con study visits.
La Rete Europea stessa (e qui si passa all'autovalutazione) ha dato supporto a 132 meeting ed eventi e ha fornito ospitalità a  47 visite. La info line dei Contact point ha esaudito 1.500 richieste.
Rete Europea che, con un'analisi swot, punta i fari sulla programmazione 2014-2020: fra i punti positivi riscontrati, lo sviluppo di un dialogo politico dinamico e condiviso a diversi livelli, lo sviluppo di svariati strumenti di comunicazione, la gestione responsabile e flessibile della Rete, un migliore accesso a strutture e servizi della DG AGRI, il coinvolgimento degli stakeholders. A seguito dell'analisi dei punti negativi, la necessità di strutturare meglio i flussi fra la Rete Europea e le altre reti nazionali, facilitare la diffusione degli strumenti creati dalla Enrd presso gli stakeholders, pianificare strumenti e contenuti, identificare meglio i target e rapportarsi meglio con le diversi realtà presenti nelle diverse reti.

 
 
 
 

Andrea Festuccia

 
 
 
 

PianetaPSR numero 33 -  giugno 2014