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AGRICOLTURA SOSTENIBILE

Pan, le macchine irroratrici fanno il tagliando

Decreto del Mipaaf fissa modalità e scadenze per il controllo funzionale nei Centri prova autorizzati - Obiettivo: ridurre l'impatto ambientale dei fitofarmaci con benefici anche sui costi produttivi

Prosegue l'attività delle Amministrazioni centrali nella messa a punto dei provvedimenti previsti dal Pan - Piano di Azione Nazionale adottato in conformità al decreto legislativo n. 150 del 14 agosto 2012, di recepimento della Direttiva 2009/128/CE (istituzione di un quadro per l'azione comunitaria ai fini dell'utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari).
Dopo l'emanazione delle "Linee guida di indirizzo per la per la tutela dell'ambiente acquatico e dell'acqua potabile e per la riduzione dell'uso di prodotti fitosanitari e dei relativi rischi nei Siti Natura 2000 e nelle aree naturali protette" (vedi articolo Pianeta), giusto decreto interministeriale (Mipaaf, Mattm e Salute)  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 7 del 26/03/2015 - Suppl. Ordinario n. 16 - è stato adottato il decreto del Ministero delle politiche agricole che individua le macchine irroratrici da sottoporre a controllo funzionale con scadenze ed intervalli diversi da quelli indicati nel PAN e nella stessa Direttiva.
Il decreto è stato pubblicato sul sito web del Mipaaf ed è consultabile al seguente indirizzo sul sito web del Mipaaf.
La possibilità per gli Stati membri di applicare scadenze e intervalli di ispezione diversi a talune attrezzature in uso per l'applicazione di prodotti fitosanitari è prevista dalla stessa

In Gazzetta il decreto con le linee guida
per la tutela dell'acqua e  delle aree protette

 
E' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 7 del 26/03/2015 - Suppl. Ordinario n. 16  - il decreto che approva le "Linee guida di indirizzo per la per la tutela dell'ambiente acquatico e dell'acqua potabile e per la riduzione dell'uso di prodotti fitosanitari e dei relativi rischi nei Siti Natura 2000 e nelle aree naturali protette". Il provvedimento rientra nell'ambito dell'applicazione del Pan.
Le linee guida rappresentano uno strumento utile per le Regioni e Province autonome e per gli Enti territoriali che sono impegnati nella revisione e nell'aggiornamento degli strumenti programmatici riguardanti la gestione delle acque e delle aree protette, ai fini del raggiungimento degli obiettivi delle direttive comunitarie di settore (Direttiva Quadro Acqua, Direttiva Habitat e Direttiva Uccelli). Il decreto è adottato dal Ministro delle politiche agricole, di concerto con i Ministri dell'ambiente e della Salute, previa acquisizione del parere della Conferenza Stato-Regioni.
 

Direttiva che, per l'individuazione delle attrezzature in deroga, impone una preliminare analisi del rischio per la salute umana e l'ambiente, compresa la valutazione dell'entità dell'impiego delle stesse. Il decreto in questione è stato adottato con il supporto del Consiglio Tecnico Scientifico che, si ricorda, è costituito da rappresentanti dei tre ministeri competenti in materia (Mipaaf, Mattm e Salute) del Ministero dello Sviluppo Economico e della Conferenza Stato Regioni. Nel caso specifico, il Consiglio si è avvalso della collaborazione di esperti del settore ed in particolare del Gruppo di Lavoro Irroratrici, coordinato da ENAMA - Ente Nazionale Meccanizzazione Agricola.
Con il DM del 3 marzo 2015 si completa il quadro delle scadenze alle quali devono essere sottoposte a controllo funzionale le macchine irroratrici, con lo scopo di assicurare la corretta distribuzione dei prodotti fitosanitari, sia in campo agricolo che extragricolo, e di contribuire al raggiungimento degli obiettivi della Direttiva riguardanti la riduzione dei rischi e degli impatti dei prodotti fitosanitari sulla salute umana e sull'ambiente.

In cosa consiste il controllo funzionale
Per controllo funzionale si intende l'insieme di verifiche e controlli - eseguiti con l'ausilio di apposita attrezzatura e seguendo uno specifico protocollo di prova - atti a valutare la corretta funzionalità dei componenti di una macchina irroratrice.
Il controllo funzionale ha lo stesso significato della revisione periodica degli autoveicoli, ossia è finalizzato a verificare la funzionalità del mezzo.
Va effettuato presso un Centro Prova autorizzato dalla Regione o Provincia autonoma che verifica il corretto funzionamento e l'integrità delle diverse componenti dell'attrezzatura, attraverso ispezione visiva, prove di funzionalità e misure con idonea strumentazione. Il controllo è effettuato da tecnici specializzati, autorizzati dalla Regione o Provincia autonoma a seguito di uno specifico corso formativo.

Le scadenze
Fatte salve le attrezzature in deroga individuate nel DM del 3/03/2015 e quelle esonerate, individuate dallo stesso PAN, il controllo funzionale è obbligatorio per tutte le attrezzature utilizzate per la distribuzione dei prodotti fitosanitari, secondo le seguenti scadenze:

  • entro il 26/11/2016 tutte le attrezzature utilizzate a scopi professionali devono essere sottoposte al controllo;
  • l'intervallo tra i controlli non deve superare i 5 anni fino al 31 dicembre 2020, e i 3 anni per le attrezzature controllate successivamente a tale data;
  • le attrezzature nuove acquistate dopo il 26 novembre 2011 sono sottoposte al primo controllo funzionale entro cinque anni dalla data di acquisto;
  • le attrezzature utilizzate da contoterzisti devono essere controllate ogni due anni, ed entro due anni dall'acquisto. La scadenza del primo controllo per tali tipologie di attrezzature è stata fissata dal PAN al 26 novembre 2014. Attualmente, quindi, i contoterzisti possono impiegare per uso professionale soltanto le attrezzature che avranno superato positivamente il controllo.

Perché sottoporre l'irroratrice a controllo funzionale: i vantaggi per l'azienda agricola
È noto che macchine non correttamente funzionanti e non tarate possono disperdere nell'ambiente anche l'80% del prodotto fitoiatrico che non raggiunge il bersaglio, può disperdersi nell'aria come aerosol o gocciolare sul terreno con il rischio di contaminare le acque di falda e superficiali. L'inefficiente distribuzione del prodotto fitosanitario, inoltre, rende poco efficace il trattamento, con il rischio di favorire lo sviluppo di patogeni o fitofagi resistenti, e di conseguire un aumento sia del consumo di prodotti fitosanitari sia della loro dispersione nell'ambiente.
Il costo del controllo funzionale dell'irroratrice è a carico dell'agricoltore, così come prevede la Direttiva 2009/128/CE. Tuttavia, disporre di una macchina irroratrice funzionale (e ben regolata), comporta dei chiari vantaggi che si possono riassumere come segue:

  1. ottimizzazione dell'efficienza fitosanitaria dei trattamenti;
  2. riduzione dei costi in virtù dell'applicazione di volumi d'intervento ottimali;
  3. riduzione della dispersione nell'ambiente di prodotti fitosanitari;
  4. miglioramento delle caratteristiche igienico-qualitative del raccolto;
  5. maggiore tutela dell'operatore.

In termini generali, si può affermare che in Italia il parco macchine risulta notevolmente obsoleto con età medie stimate che si attestano sui 7-10 anni.
Si ricorda, infine, che il decreto legislativo n. 150/2012, all'articolo 24, comma 7, prevede sanzioni in caso di mancato controllo delle attrezzature entro i termini stabiliti.

Le attività delle istituzioni e lo stato di attuazione della misura
Nel 2004 il Mipaaf ha affidato all'ENAMA la realizzazione di un apposito programma, il cui scopo principale è stato quello di uniformare, a livello nazionale, l'attività di controllo periodico della funzionalità delle irroratrici in uso presso le aziende agricole, attraverso un'azione di concertazione con le Regioni e le Province Autonome.
Nell'ambito di tale programma, è stato creato un Gruppo di Lavoro Tecnico, composto da esperti del mondo scientifico e da rappresentanti delle Regioni, che ha predisposto una serie di documenti che costituiscono la nuova metodologia comune a livello nazionale per le attività di controllo funzionale e regolazione delle macchine irroratrici in Italia.
Si tratta di 19 documenti (linee guida), recepiti in buona parte nel PAN, che consentono di definire un sistema armonizzato a livello nazionale, utilizzando procedure analoghe per l'abilitazione dei tecnici e del riconoscimento dei Centri prova, per la standardizzazione delle procedure di controllo e di regolazione.
Tali documenti riguardano sia gli aspetti procedurali dell'attività di controllo (modalità e requisiti per l'attivazione del servizio, formazione e abilitazione del personale addetto ai controlli, criteri per il mutuo riconoscimento, verifica dell'attività svolta dai controllori ecc...), sia quelli più prettamente tecnici (protocolli di prova e limiti di accettabilità, requisiti delle attrezzature impiegate per i controlli, modalità di rilievo dei parametri funzionali e loro archiviazione su supporto informatico, ecc..).
Ciò ha permesso alle Regioni di non essere colte impreparate rispetto agli impegni imposti dall'Europa con la Direttiva 2009/128/CE, sia a livello tecnico che organizzativo su aspetti quali le attrezzature necessarie, la formazione dei tecnici, la definizione di metodologie, procedure, limiti e parametri delle prove.
Da uno studio condotto dall'Università di Torino - Dipartimento di Economia e Ingegneria Agraria, Forestale e Ambientale - risulta che in Italia sono attivi oltre 200 Centri Prova con circa 570 tecnici abilitati. Sono dati che si modificano continuamente atteso che in molte Regioni si sta procedendo ad attivare nuovi Centri e ad abilitare altri tecnici.
Se si considera che entro il 26 novembre 2016 dovranno essere sottoposte a controllo funzionale tra le 550.000 e le 600.000 irroratrici, si comprende quale dovrà essere lo sforzo organizzativo delle Regioni per mettere gli utenti in condizione di poter usufruire del servizio entro la data di scadenza.

Altri adempimenti relativi alle macchine irroratrici
Oltre a sottoporre le irroratrici a controllo funzionale presso un Centro Prova autorizzato, gli utilizzatori professionali sono tenuti a:

  • effettuare controlli tecnici periodici delle attrezzature, ossia la manutenzione ordinaria, in modo da assicurare il mantenimento dell'efficienza;
  • effettuare la regolazione (o taratura) delle attrezzature per l'applicazione di prodotti fitosanitari conformemente alla formazione ricevuta (ossia i corsi per il rilascio o il rinnovo dei "patentini").

Va chiarito che controllo funzionale e regolazione sono due cose diverse, anche se spesso si tende a confonderne il significato. Il controllo funzionale, come detto, viene effettuato  esclusivamente  dai Centri Prova autorizzati; la regolazione è un operazione che compete, invece, direttamente all'utilizzatore della macchina, che deve essere in grado di eseguirla sulla base della formazione ricevuta e, ad esempio, seguendo le istruzioni del manuale di uso e manutenzione.
La regolazione ha lo scopo di adattare l'attrezzatura alle specifiche realtà colturali aziendali e di definire il corretto volume di miscela da distribuire, tenuto conto delle indicazioni riportate nelle etichette dei prodotti fitosanitari. In questo modo si garantisce l'efficacia del trattamento e si riduce la parte di prodotto che va fuori bersaglio, in modo da evitare o minimizzare il rischio di inquinamento ambientale.
L'utilizzatore può chiedere (ma non è un obbligo) che la regolazione venga effettuata dal Centro Prova, a completamento del controllo funzionale. In questo caso viene effettuata una regolazione strumentale, ossia usando le strumentazioni in possesso del Centro. Questa operazione può essere finanziata nell'ambito della Pac.

 
 
 

Pasquale Falzarano

 
 
 

PianetaPSR numero 41 - marzo 2015