PianetaPSR
Psr 2014-2020
 

Sviluppo rurale: debuttano i primi 5 programmi

Via libera dalla Commissione Ue alla Rete Rurale Nazionale e ai piani di Veneto, Emilia Romagna, Toscana e P.A Bolzano - Intanto con i primi bandi il testimone passa alla nuova programmazione

Il 26 maggio l'Emilia Romagna, la Toscana, il Veneto e la provincia autonoma di Bolzano  hanno conseguito l'adozione da parte della Commissione europea dei rispettivi programmi di sviluppo rurale; nello stesso giorno anche il programma della Rete rurale nazionale, elaborato per fornire supporto allo sviluppo delle aree agricole della nostra penisola e giÓ approfonditamente analizzato nel precedente numero di Pianeta PSR, ha avuto il via libera da Bruxelles. Il traguardo finale, che era stato in qualche modo anticipato nella prima decade di maggio dal recapito della comfort letter da parte della Commissione, permette ora l'istituzione dei nuovi comitati di sorveglianza che dovranno condividere i criteri di selezione delle misure individuate dalle autoritÓ di gestione per poter procedere all'emanazione dei bandi della nuova programmazione 2014-2020.
Il Psr dell'Emilia Romagna  Ŕ stato "segnalato" dal Commissario europeo dell'agricoltura Hogan per aver rivolto un'attenzione particolare alla diffusione della banda larga e ultralarga nelle aree rurali e appenniniche al fine di eliminare le problematiche territoriali che derivano dal digital divide.
Il Psr della Toscana nei suoi primi passi di attuazione punta a dare forte impulso alla competitivitÓ delle imprese agricole e forestali; intanto Ŕ stato approvato un primo bando per la progettazione integrata di filiera con una dote di 90 milioni di euro. Con il nuovo Psr il Veneto ha dimostrato una particolare efficacia nel gestire la delicata fase di transizione tra le due programmazioni avendo anticipato con buon margine l'uscita dei bandi con le misure agroambientali per un importo complessivo di 144 milioni di euro.
Procediamo quindi all'esame dell'entitÓ finanziaria dei programmi recentemente approvati che agirÓ da leva finanziaria e da volano economico quando nell'immediato futuro sarÓ rafforzata dalla partecipazione agli investimenti  dei privati. Il Psr dell'Emilia Romagna sviluppa la quota pubblica di 1.190 milioni di euro (513 la quota Feasr), il Psr della Toscana Ŕ dotato complessivamente di 961 milioni (414 la quota Feasr), il PSR del Veneto vale 1.184 milioni  (quota Feasr 510) ed infine il Psr di Bolzano ammonta complessivamente a 366 milioni (quota Feasr 158). Le risorse rese disponibili dall'approvazione dei 4 programmi, oltre a quelle del programma Rete Rurale Nazionale (114 milioni la dotazione complessiva), ammontano a un totale di 1,65 miliardi di fondi FEASR.
E' auspicabile che l'intera quota FEASR possa essere a breve utilizzata congiuntamente alla rispettiva parte di cofinanziamento attraverso l'approvazione dei restanti Psr, allo stato attuale ancora  in fase di discussione a Bruxelles. Va comunque tenuto ben presnte che dicembre 2015 Ŕ il termine ultimo per ricevere il bollino da Bruxelles: rispettando tale scadenza si eviteranno future penalitÓ che in linea di principio potrebbero essere comminate nella gestione della prima annualitÓ. Questo rischio l'Italia non pu˛ permetterselo, gli effetti della crisi sono ancora ben visibili e occorre dar seguito ai primi timidi cenni di ripresa economica, in modo che anche le politiche dello sviluppo rurale potranno concorrere al primario obiettivo posto dall'architettura di Europa 2020, quello di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.

 
 
 

Francesco Mirra

 
 
 

PianetaPSR numero 43 - maggio 2015