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RIFORMA PAC/1
 

Niente più scartoffie per i piccoli agricoltori

Il Mipaaf spinge sulla semplificazione per 550mila aziende con aiuti diretti sotto i 1.250 euro: se non ci sono modifiche aziendali domanda unica fino al 2020 - I vantaggi economici e le clausole

C'è chi lo misura in giornate lavorative, chi addirittura si prende la briga di contare i faldoni e tradurli in equivalenti chilogrammi di carta, i più esasperati parlano di vero e proprio stress. Cambia l'unità di misura, ma il risultato è sempre lo stesso: l'insostenibile peso delle procedure burocratiche da cui le aziende agricole si sentono sempre più schiacciate, anche quando il tortuoso iter porta a incassare gli incentivi della Politica agricola europea, che rappresentano pur sempre un cespite importante per raddrizzare l'esiguo conto economico aziendale. Da quest'anno però, proprio dalla riforma della Pac è arrivata un'importante novità per snellire le procedure a carico delle aziende di dimensioni più ridotte, tirando fuori dal cilindro, in un impianto normativo e regolamentare tutt'altro che semplificato, il regime agevolato riservato ai "piccoli agricoltori". Una mano tesa alle aziende meno strutturate e con un volume di affari ridotto, per le quali gli adempimenti burocratici hanno un impatto proporzionalmente maggiore. Un assist per l'agricoltura italiana che il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha deciso di giocare fino in fondo, recependo le norme comunitarie che prevedono questo percorso semplificato a favore degli agricoltori che hanno un montante di aiuti diretti Pac inferiore a 1.250 euro. Per ridurre il rischio di dispersione per distrazione degli interessati e capitalizzare al massimo questa corsia preferenziale, il Ministero delle Politiche Agricole ha deciso di inserire automaticamente nel regime dei piccoli agricoltori tutti coloro che rientravano nel parametro dei 1.250 euro. Lasciando comunque la possibilità, per chi non fosse interessato, di optare per il mantenimento del regime di ordinario presentando apposita richiesta sempre entro il 15 ottobre. Vediamo ora in sintesi cosa cambia per le aziende ammesse a questo sistema agevolato, i requisiti per accedervi e le condizioni per mantenerlo anche in futuro. Una sola domanda fino al 2020
Così, con un solo colpo, per 550mila aziende agricole quella spedita la scorsa estate ad Agea o agli altri Organismi pagatori regionali sarà l'unica domanda per accedere agli aiuti diretti fino al 2020: se non ci saranno variazioni rilevanti dell'assetto aziendale, fino a quella data non sono infatti previsti altri adempimenti a carico dell'agricoltore. Il totale dei premi comunitari espresso dalle aziende individuate sotto la soglia dei 1.250 euro è stimato intorno ai 290 milioni di euro. Si tratta del più importante provvedimento di semplificazione mai attuato nel settore dell'agricoltura italiana che, rispetto agli altri partner europei,presenta una struttura produttiva molto più frammentata. Il perimetro di intervento potrebbe essersi ulteriormente allargato, visto che è stata prevista la possibilità (scaduta anche questa il 15 ottobre) di aderire al regime semplificato anche a chi è oltre la soglia dei 1.250 euro; un'opzione che potrebbe aver convinto chi è leggermente sopra il plafond, disposto a sacrificare la piccola somma aggiuntiva che va oltre la soglia consentita per poter usufruire dei vantaggi offerti dalla semplificazione amministrativa.  

I vantaggi indiretti

Oltre ai risparmi di tempo e di soldi garantiti dalla "domanda unica" valida fino al 2020, l'adesione al regime semplificato presenta anche altri vantaggi indiretti, sia in rapporto ad alcuni vincoli previsti dai regolamenti comunitari per accedere agli aiuti diretti, sia in riferimento alla complessa struttura dei pagamenti introdotta con la recente riforma della politica agricola comune. Nella sostanza, l'erogazione degli aiuti diretti effettuata nell'ambito di questo regime semplificato, inglobano i pagamenti per il regime di pagamento di base, il pagamento per l'inverdimento (il cosiddetto greening), il bonus per i giovani agricoltori e il sostegno accoppiato facoltativo, per un importo massimo di 1.250 euro. E ancora, gli agricoltori che rientrano in questo regime sono esonerati dalle pratiche agricole benefiche per il clima e l'ambiente. Ovviamente l'operazione semplificazione avrà un impatto molto positivo anche sulla macchina amministrativa di Agea e degli altri Organismi pagatori, che sarà alleggerita di ben 550mila domande, pari a circa un terzo del totale delle aziende agricole censite dall'Istat. Prendendo a riferimento alcuni studi che avevano quantificato incirca 200 euro il costo amministrativo di una pratica, ci sarebbe un risparmio di spesa pubblica di circa 110 milioni di euro l'anno.
Gli obblighi 
Per tutta la durata della partecipazione al regime semplificato, i beneficiari devono mantenere almeno un numero di ettari ammissibili corrispondente al numero di titoli detenuti; inoltre devono ricevere un pagamento per un importo non inferiore a 250 euro per il biennio 2015-; si tratta 2016 ed a 300 euro a partire dal 2017; si tratta delle nuove fasce degli importi minimi che in base alla riforma 2014-2020 non saranno più erogati. Finora in Italia tale limite era stato fissato a 100 euro. 
I titoli
I titoli assegnati all'agricoltore che aderisce al regime sono considerati attivati, e devono essere utilizzati per tutta la durata della partecipazione dell'agricoltore al regime stesso. Inoltre, i titoli sono soggetti al meccanismo di convergenza previsto dal provvedimento AGEA n. ACIU.2015.276 del 3 giugno 2015 (qui disponibile,al par. 6).   La circolare definisce poi obblighi e possibilità in caso di trasferimento di titoli per successione (effettiva o anticipata).   
Le clausole per il futuro
Le norme attuative prevedono che esce dal regime dei piccoli agricoltori chi:

 
  • decide  volontariamente di ritirarsi dal regime stesso; 
  • diventa beneficiario del sostegno concesso nell'ambito della misura "sviluppo delle aziende agricole e delle imprese" dello sviluppo rurale, anche in caso di successione effettiva o anticipata;
  • presenta la domanda unica dal 2016, con richiesta di pagamento, di uno qualsiasi degli aiuti diretti previsti,  compresa la richiesta di attribuzione dei titoli dalla riserva nazionale.
 
 
 

A cura della Redazione PianetaPsr

 
 
 

PianetaPSR numero 47 - novembre 2015