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SCELTE DI VITA

L'avvocatessa "pentita" si dà all'agricoltura

Dal codice al trattore per salvare l'azienda di famiglia in Valdichiana: uliveto, frutteto e anche coltivazione del tè - E con il nuovo Psr Valentina progetta un agriturismo nel vecchio mulino
Valentina Corgna al lavoro nella sua azienda

Dalle aule dei tribunali, all'antico frutteto dell'azienda 'salvata' dall'incuria del tempo. E' la storia di Valentina Corgna, 37 anni, che due anni fa ha fatto una scelta di vita radicale e molto coraggiosa, anche perché a digiuno di esperienze in agricoltura.  Lascia Roma e la sua professione di avvocatessa esperta in diritto fallimentare, per cimentarsi con frutta, olio e piante officinali nell'azienda agricola Villa della Fontina.  Sette ettari e mezzo nel cuore della Toscana, in Valdichiana  a Castiglion Fiorentino in provincia di Arezzo, di cui 6 di proprietà, con un doppio sogno: creare un agriturismo e lavorare con ragazzi con disabilità, che potrà realizzare grazie alla nuova Programmazione dello Sviluppo rurale della Regione Toscana.
"Non è stato facile perchè a Roma mi trovavo molto bene come città e come lavoro, ma poi è come se abbia voluto sentirmi parte di un sistema basato su aspetti tangibili e lontano dalle sterili speculazioni intellettuali a cui ero abituata. Insomma, una scelta dettata dal cuore che rispecchia molto più la mia personalità".

Può spiegarci meglio?
"Di fatto è stato un ritorno alle radici perché sono tornata nella villa di famiglia dove sono nata; un'antica azienda del '700 totalmente abbandonata da diversi anni, che ho voluto riprendere in mano dopo la morte di mio padre. Lasciarla andare così non si poteva proprio fare e sono convinta di essere più felice ora che nella mia precedente vita professionale. Una scelta presa in tutta autonomia, visto che mio marito fa il chimico!". 

Un bel salto!
"Assolutamente sì. Quello che forse più mi stupisce è che oggi la mai vita è legata al meteo, ossia se piove o, se c'è il sole o se c'è il vento e alle temperature. Mai avrei pensato che mi potesse succedere".

Arriviamo all'azienda, che cosa producete?
"Partecipando alla  misura di primo insediamento giovani della vecchia programmazione dello Sviluppo rurale ho potuto ripristinare l'uliveto su una superficie di 4 ettari e con la prossima campagna dovrebbe iniziare ad essere produttivo, con stime intorno agli 11 quintali. Mi trovo a seguire gli olivi giorno per giorno e ora siamo in piena allegagione, speriamo bene. In futuro penso di aderire alla Igp Toscana perché si esporta meglio, ma è ancora tutto da vedere".

Come ha approcciato questo nuovo mondo!
"Seguendo diversi corsi, da quello sulla potatura a quello della degustazione di olio. C'è poi un antico frutteto di ciliegi che sto ripristinando con altri alberi da frutta e conto di produrre complessivamente circa 3 mila kg di prodotto. E poi ho in mente di coltivare camelie per fare tè".

Il tè in Toscana!
"Leggendo tra le carte della zona ho scoperto che questo è un territorio dove c'era la tradizione del tè. Ed è proprio dalle giovani foglie di un tipo di camelia, la "Camelia sinensis" che nasce ogni tipo di tè. E' stata una scoperta anche per me e così ho deciso di provarci".

Progetti per il futuro?
"Tanti, innanzitutto creare un agriturismo nel vecchio mulino di 12 stanze con cucina in comune e poi realizzare un laboratorio di trasformazione di erbe aromatiche per lavorarci con ragazzi con disabilità, creando il 'giardino dei profumi'! Il tutto potrò realizzarlo grazie al nuovo bando dei Psr a cui ho partecipato. Spero di avere il finanziamento entro la fine dell'anno, anche perché con la parte burocratica me la sono cavata, forse anche grazie alla mia vecchia professione".

Come organizzerà la parte commerciale?
"Sicuramente con la vendita diretta ma anche con il passaparola e cene a tema. L'obiettivo è comunque quello di convertire tutte le produzioni aziendali in biologiche entro cinque anni".

 
 
 

Sabina Licci

 
 

PianetaPSR numero 54 - giugno 2016