
Rafforzare la presenza delle aziende agricole condotte da giovani agricoltori sul mercato nazionale e internazionale, in un percorso strategico che le porti a un costante aumento di visibilità. E' la mission portata avanti da Ismea - Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare insieme al Ministero delle Politiche agricole, nei confronti dei giovani imprenditori agricoli, mission che si declina da anni nell'attuazione dei programmi di "Promozione dell'imprenditorialità giovanile in agricoltura" con partecipazioni a eventi, fiere, workshop, corsi formativi
Il quadro presente e futuro delle iniziative è stato delineato in occasione di un apposito talkshow con i giovani agricoltori nell'ambito della 28esima edizione del Salone Internazionale del Biologico e del Naturale (Sana) a Bologna, in cui gli stessi hanno raccontato la propria storia aziendale e le motivazioni che li hanno portati al successo. Si trattava, appunto, dei giovani imprenditori agricoli del biologico che hanno avuto un'area dedicata nello stand istituzionale del Mipaaf, grazie alla vittoria del bando indetto dallo stesso Ministero per la partecipazione alle fiere nazionali e internazionali 2016.
Esperienza risultata molto utile a detta- in primis- dei giovani presenti al Sana, e alcuni di loro ne hanno spiegato le ragioni. Entusiasta Mariangela Costantinodell'Azienda agricola "Costantino", che oltre a confessare di "avere incontrato in fiera potenziali acquirenti che potrebbero avere un interessante seguito", ha sottolineato come "Il corso pre-fiera organizzato da Ismea su digital marketing, internazionalizzazione e vendita diretta (una delle novità di quest'anno) abbia dato modo di comprendere i molteplici strumenti disponibili all'imprenditore per intraprendere un'azione di internazionalizzazione di successo".
Per Chiara Romano, della società agricola "Antico Castello", "è stato di grande aiuto per imparare a guardare orizzonti commerciali lontani e assecondare una connaturata inclinazione ad affacciarsi in un mondo, che per la nostra generazione, è già internazionale". "Pensare internazionale - ha aggiunto Chiara- sembra essere diventata la soluzione ai problemi commerciali delle aziende. E probabilmente lo è, ma non ci si deve lasciare ingannare dal guadagno "facile": un processo di internazionalizzazione deve essere interiorizzato, studiato e applicato. Il semplice avventurarsi nel mondo può portare a conseguenze fortemente sconvenienti nel lungo periodo e quindi corsi di formazione tenuti da docenti con una grande esperienza pratica in campo possono portare ad analizzare, prevedere e quindi individuare soluzioni per scenari competitivi oltre confine".
Utilità rispetto al fare chiarezza sia su export che sulla comunicazione è stata la sensazione di Marilina Paternò, della "Cantina Marilina": "Noi giovani siamo cresciuti e stiamo crescendo nell'era della comunicazione, della globalizzazione e molte volte operiamo perché è tutto il sistema che opera in quel modo, per consuetudine. Il corso ha reso chiari molti aspetti a riguardo studiandoli nel particolare uno per uno. Tutto deve essere strategicamente programmato e deve avere un obiettivo chiaro. Applichiamo già questo nel nostro lavoro, allo stesso modo si deve fare nel piccolo post che decidiamo di condividere e mi riferisco anche alla visibilità che abbiamo dati suoi social della nostra esperienza al Sana, perché tutto fa parte dell'immagine e della visibilità dell'azienda".
E di export come parola chiave ha parlato anche Pietro Pierri dell'azienda agricola "Pi2Bio": "Pur vendendo io già con l'e-commerce anche in Europa, grazie al workshop ho capito quanto sia necessario aprirsi e farsi conoscere sempre più sui mercati europei attuali ed ai nuovi in altri continenti in un futuro pur con prodotti artigianali e limitati numericamente. In quest'ottica è stato più semplice il confronto con i buyer al Sana".
Pragmatica, infine, Elisa De Sanctis dell'azienda agricola "Nunzio Nolletti": "Come da indicazioni, abbiamo iniziato a stilare una lista dei nostri punti di forza... e purtroppo anche delle nostre debolezze... cercando di sfruttare al meglio i primi e di sconfiggere in qualche modo i secondi! Ed abbiamo già cominciato a lavorarci durante gli incontri con i potenziali clienti in fiera".
Le aziende dei giovani presenti al SANA si sono distinte per qualità e tipicità dei prodotti, tutela dell'ambiente e benessere animale, grado d'innovazione tecnologica, organizzazione commerciale e comunicativa. E, a proposito di comunicazione, ha riscosso e continua a riscuotere successo la campagna di comunicazione social che, attraverso l'apposito hashtag #talentidacoltivare, permette di seguire tutti gli aggiornamenti sulle iniziative promosse da Mipaaf e Ismea che riguardano gli under 40. I corsi pre-fiera su commercializzazione, digital marketing, vendita diretta e export imprenditoriale sono stati seguiti da tutti gli imprenditori selezionati e quindi anche dai "colleghi" che hanno partecipato al Salone del Gusto di Torino e al Sial (Salon international de l'Alimentation) di Parigi.
In definitiva, un percorso impegnativo quello che aspetta questi imprenditori, ma con la preparazione e la passione, sicuramente alla portata dei giovani che si sono già distinti per merito.
Barbara Ricciuti
PianetaPSR numero 56 -settembre/ottobre 2016