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CALABRIA/2

Un "tutor" in erba per l'orto di famiglia

Affittare a 100 famiglie porzioni di orto e aiutarle nei lavori agricoli e nella programmazione: è l'idea di un giovane agricoltore calabrese - E col crowfunding via al recupero di un mulino storico

Un' idea semplice ma dalla portata fortemente innovativa: mettere a disposizione il terreno che la famiglia coltiva da tre generazioni per consentire a tutti di affittare un orto e coltivare la propria frutta e verdura dando così la possibilità di avere un Orto di Famiglia e mangiare sano come una volta. Questo il progetto "Orto di famiglia" (www.ortodifamiglia.com), nato nel 2014 e portato avanti con entusiasmo e determinazione da Stefano Caccavari, giovane imprenditore agricolo di San Floro, piccolo comune in provincia di Catanzaro, in Calabria.
Un' idea contagiosa che parte con pochi e si diffonde fino a coinvolgere più di 100 famiglie che oltre ad avere il beneficio di poter mangiare frutta e verdura di stagione, prive di pesticidi e concimi chimici, riscoprono il contatto con la tradizione e la terra. La famiglia che ha un orto ha la possibilità di raccogliere almeno una volta a settimana le verdure direttamente dal proprio Orto di Famiglia. Gli orti vengono delimitati con delle canne e al centro viene collocato un cartello con un nome personalizzato e di solito nel weekend le famiglie hanno il piacere di raccogliere le verdure senza nessun sforzo, perché oltre al terreno la famiglia Caccavari mette a disposizione le competenze occupandosi dei lavori agricoli e aiutando le famiglie a raccogliere le verdure al momento giusto. Amore per la terra, cibo sano, rispetto dei tempi naturali di crescita delle piante e dei cicli stagionali e agricoltura familiare, questi i principi a cui aderiscono gli "Ortisti" e che sono alla base del "Manifesto Orto di Famiglia".
La riscoperta delle tradizioni della propria terra e del mangiare sano "come una volta" sono i principi che spingono il giovane imprenditore ad attivare un'altra iniziativa questa volta destinata al recupero della filiera del grano, facendo ricorso al crowfunding sui social per reperire le risorse necessarie, raggiungendo in pochi mesi una cifra pari a 500 mila euro. A San Floro fino al 1961 vi erano 9 Mulini a pietra naturale, erano disposti vicino un torrente in una vallata, detta la Valle dei Mulini. Ecco la decisione di fondare il Mulino di San Floro, per difendere l'antica tradizione e per essere sicuri di macinare come si faceva una volta i grani antichi biologici.
Il progetto "Mulinum" prevede di costruire, in un'azienda agricola biologica di 7 ettari, un casolare in bioedilizia che sarà la sede del Mulino di San Floro, il mulino avrà anche una ruota idraulica che azionerà le macine, proprio come 100 anni fa, utilizzando solo energia rinnovabile per far funzionare il tutto. Per macinare lentamente il grano utilizzando la storica tecnologia delle pietre naturali, sono state inoltre recuperate delle macine con almeno 2 secoli di storia, le macine francesi "La Fertè" del 1800.  In sintesi il progetto prevede 3 steps: 1) avviare il mulino e la linea per il confezionamento della farina, la sala del Mulino sarà completamente a vista, sarà tutto trasparente e visitabile dai clienti;  2) allestire la sala all'interno del Mulino per eventuali convegni e seminari sul mondo delle farine e dei tavoli per la degustazione; 3) creare il laboratorio a vista dove viene trasformata la farina, un forno sarà dedicato al pane e ai lievitati, l'altro alla pizza.
 Per mangiare sano e difendere la tradizione saranno utilizzati solo Grani Antichi, di cui l'azienda possiede già diversi ettari, dal grano duro al grano tenero, dal mais alla segale. Sul sito dedicato al progetto www.mulinodisanfloro.it c'è infatti la possibilità nella sezione "Filiera grani antichi" di compilare un format con tutte le informazioni per la selezione dei coltivatori di grani antichi e per segnalare inoltre i mulini storici, sia attivi che quelli non più attivi, presenti nei territori calabresi per la loro catalogazione nella sezione "Segnala un mulino storico".

 

Emilia Reda - Crea PB Postazione regionale Calabria
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PianetaPSR numero 56 settembre/ottobre 2016