PianetaPSR
Audit

Check-up per la macchina dei controlli

Analisi della Rete rurale nazionale su gestione e verifica dei Psr: sostanziali i passi avanti compiuti ma bisogna lavorare per un sistema ancora più efficiente

I programmi di sviluppo rurale (PSR) sono operativi da quasi quattro anni, e si avviano verso la seconda fase del ciclo di programmazione. Superati i problemi legati all'organizzazione e avvio degli interventi, la priorità per le amministrazioni che gestiscono i programmi è diventata quella di garantire che le misure, ormai quasi tutte avviate, siano gestite e controllate in modo efficace.
La messa a punto di un sistema di gestione e controllo che permetta, da una parte, di pagare tempestivamente gli agricoltori e gli altri soggetti che beneficiano di un aiuto dello sviluppo rurale e, dall'altra, di rispettare integralmente i rigorosi requisiti in tema di gestione e controllo degli interventi previsti dalla normativa europea, rappresenta infatti la sfida principale a cui sono chiamate, in questo momento, le Autorità di gestione e gli Organismi pagatori dei PSR. Un sistema di gestione e controllo efficace ed efficiente, del resto, è indispensabile per garantire una attuazione finanziaria soddifacente, in grado di ridurre il rischio di disimpegno automatico delle risorse secondo la regola "n+2", ed efficace, ovvero priva di quei punti deboli che potrebbero portare al taglio delle risorse assegnate da parte dell'Europa.
A questo proposito, la Rete Rurale Nazionale ha svolto una serie di attività di supporto alle Amministrazioni coinvolte nella gestione e controllo degli interventi, tra cui un'analisi sul sistema dei controlli dello sviluppo rurale in Italia, recentemente pubblicata sul sito www.reterurale.it.
L'analisi prende in considerazione i risultati delle indagini (o audit) svolti dalle Istituzioni comunitarie, evidenziando i punti di forza ma anche le criticità e gli elementi da migliorare del sistema di gestione e controllo dei PSR italiani.
Ma quali sono i soggetti europei che effettuano gli audit sui programmi dello sviluppo rurale e che tipo di indagini svolgono? Le Istituzioni incaricate di effettuare queste verifiche sono, fondamentalmente, la Commissione e la Corte dei conti europea.
La Commissione europea, in particolare, verifica che le spese dello sviluppo rurale rispettino tutti i requisiti regolamentari, e che i controlli sui beneficiari siano effettuati in modo efficace. Si tratta di una vero e proprio esame del sistema di gestione e controllo del PSR, che va sotto il nome di "verifica di conformità" e che può portare, in caso di esito negativo, a rettifiche finanziarie che vanno da 2% al 25% delle spese effettuate.
La Corte dei conti europea compie a sua volta due tipi di indagini: la prima ha cadenza annuale ed è finalizzata ad attestare l'affidabilità dei conti e la regolarità delle operazioni finanziate con fondi comunitari (la cosiddetta DAS, acronimo dal francese "déclaration d'assurance"), mentre la seconda è destinata ad accertare che i fondi comunitari sono stati spesi secondo i criteri di sana gestione finanziaria, e si esplica della pubblicazione delle cosiddette "relazioni speciali".
L'analisi effettuata dalla Rete Rurale Nazionale riguarda gli audit effettuati da questi due soggetti dal 2003 alla fine del 2010 sui PSR e sui POR e Leader+ del il periodo di programmazione 2000-2006. Si tratta di un totale di 31 audit, di cui 16 relativi ai PSR e 15 concernenti i programmi POR e Leader+, per i quali sono stati esaminati tutti i documenti ufficiali intercorsi tra le Amministrazioni italiane e le Istituzioni europee.
Esaminando i risultati di questi audit è possibile affermare che nel corso degli anni il sistema di gestione e controllo dei PSR italiani ha compiuto dei passi in avanti, e che alcune importanti criticità rilevate sui programmi del periodo di programmazione 2000-2006, come ad esempio la mancata individuazione di un regime sanzionatorio nazionale, sono stati superati.
Gli aspetti da migliorare tuttavia restano, ed in un certo senso non potrebbe essere altrimenti, considerato il pesante onere amministrativo previsto dai programmi di sviluppo rurale ed i severi requisiti imposti dalla normativa comunitaria per il controllo e la gestione degli interventi.
In questo contesto, il documento predisposto dalla Rete Rurale Nazionale rappresenta un utile strumento,destinato a far circolare le informazioni, a condividere problemi e soluzioni relative a questo tema, e a promuovere la messa a punto di una vera e propria strategia coordinata di perfezionamento e miglioramento del sistema dei controlli dello sviluppo rurale.

Stanislao Lepri
 

 
 
 
 

PianetaPSR numero 2 - settembre 2011