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Trasferimento di conoscenze e azioni di informazione. Investimenti e risultati attesi nei PSR italiani

Sulla misura 1 dei PSR 2014-20 sono stati investiti circa 243 Mln di euro, con un significativo incremento delle risorse programmate rispetto alle corrispondenti misure della precedente programmazione. Gli aumenti del plafond di spesa sono principalmente riconducibili alla strumentalità della misura rispetto alla realizzazione dei progetti dei GO attivabili con pacchetto di misure attraverso la misura 16 e al maggior numero di potenziali beneficiari della formazione (20%).

Le azioni previste dalla misura 1 dei PSR intendono favorire lo sviluppo del capitale umano sia sotto il profilo della cultura di impresa, sia della conoscenza degli ambiti e dei settori oggetto di intervento, quali ad esempio la sostenibilità ambientale, la competitività e l'efficienza tecnica, il rispetto delle norme e l'inclusione sociale.
Su questa misura, nella programmazione 2014-20, sono stati investiti circa 243 Mln di euro, di cui 135.709 per la formazione di 204.405 imprenditori agricoli e forestali. Questo dato fa registrare un incremento positivo rispetto al programmato sulle corrispondenti misure 111 e 331 della programmazione 2007-2013 (177 Mln di euro ). Gli aumenti del plafond di spesa sono principalmente riconducibili a:

  • strumentalità della misura rispetto alla realizzazione dei progetti dei GO attivabili con pacchetto di misure attraverso la misura 16,
  • maggior numero di potenziali beneficiari della formazione (20%).

L'investimento complessivo sulla misura 1 incide in maniera trascurabile sulla spesa pubblica totale nazionale (1,3%), pur con alcune differenze territoriali. In particolare, i 2/3 del budget nazionale della misura sono allocati su 5 PSR (Piemonte, Campania, Puglia, Veneto e Emilia Romagna), con una dotazione media di 28,7 Mln di euro, mentre per le altre Amministrazioni le dotazioni sono al di sotto della media nazionale (11,6 Mln di euro). Circa la metà delle regioni ha deciso di investire nella misura 1 meno di 8 Mln euro.
Seppur in un quadro generale di trasversalità degli obiettivi perseguiti dalla misura, il 40% dello stanziamento complessivo destinato al "Trasferimento di conoscenze e azioni di informazioni" è stato programmato per due aspetti specifici del PSR:

  • 2A) migliorare le prestazioni economiche di tutte le aziende agricole e incoraggiare la ristrutturazione e l'ammodernamento delle aziende agricole, in particolare per aumentare la quota di mercato e l'orientamento al mercato nonché la diversificazione delle attività;
  • 2B) favorire l'ingresso di agricoltori adeguatamente qualificati nel settore agricolo e, in particolare, il ricambio generazionale.

In altri termini, la P2"Potenziare in tutte le regioni la redditività delle aziende agricole e lacompetitività dell'agricoltura in tutte le sue forme e promuovere tecnologieinnovative per le aziende agricole e la gestione sostenibile delle foreste" conun peso finanziario di 97,5 Mln di euro è quella che assume, per buona partedei PSR, maggiore rilevanza in termini di ricadute sulle azioni strategichecomunitarie.
Significativo, altresì, il ruolo strategicoricoperto dalle Priorità 4 "Preservare e migliorare ecosistemi dipendentidall'agricoltura" e 5 "Transizione verso una economia a basse emissioni dicarbonio" che, cumulativamente, intercettano un altro 40% della spesadisponibile sulla misura 1.

Le incidenze percentuali sono state calcolate sia sulla spesa totale regionale che sul totale della spesa di tutti i PSR per la misura 1
Fonte: nostre elaborazioni su dati PSR 2014-2020

Più nel dettaglio, la ripartizione della spesa pubblica programmata per Priorità e FA mostra, come indicato in Arzeni et al. (2016) , uno scenario di forte differenziazione da regione a regione con alcune di esse che perseguono uno o pochi obiettivi: è il caso della Puglia, ad esempio, dove l'amministrazione ha concentrato le risorse disponibili (25 Mln di euro) nell'ambito della sola FA 2B; una situazione similare si riscontra anche per la Valle d'Aosta, dove l'80% delle risorse è appannaggio della P2 con la FA 2B che orienta le scelte di investimento in tema di azioni formative e di informazione. Anche altre tre regioni (Lombardia, Marche, Sicilia) attribuiscono una certa significatività al perseguimento dell'obiettivo della competitività destinandovi, come nelle Marche, più dei ¾ della dotazione disponibile.
Le Priorità 4 e 5, ovvero i tematismi a matrice ambientale, risultano prioritari nell'ambito del trasferimento delle conoscenze e delle azioni di formazione delle regioni Molise, Sardegna, Veneto, Toscana ed Emilia Romagna, mentre lo sviluppo locale, rappresentato dalla P6, governa le scelte di Umbria, Lazio e Basilicata.
A livello di Programma, fatta eccezione per il PSR Piemonte (4,1%), la relazione tra entità dell'importo finanziario e rilevanza strategica degli interventi a supporto del trasferimento delle conoscenze e dell'informazione non è sempre lineare (Arzeni et al. (2016)). In termini relativi, infatti, sono in prevalenza le regioni del Centro-Nord (Piemonte, Marche, Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria) quelle che attribuisco un maggior peso agli interventi formativi con l'inserimento del Molise che, a fronte di una dotazione del PSR di 210,5 Mln di euro, attribuisce una significativa importanza alla strategia formativa ed informativa (2,9% delle risorse finanziarie totali contro un valore medio nazionale dell'1,3%).
Da evidenziare, altresì, che con la sola esclusione della Calabria (0,7%) e della Sicilia (0,4%), le altre regioni meno sviluppate si collocano tutte al di sopra del dato medio nazionale o, come nel caso della Basilicata, ad un livello pari ad esso.

I risultati previsti: una lettura dell'indicatore T3

Contribuisce alla quantificazione del T3 la misura 1, attraverso la sottomisura 1.1 "sostegno ad azioni di formazione". La valorizzazione del target deriva in maniera esclusiva dall'indicatore di output O.12 "numero di partecipanti ad azioni di formazione".

Per il settennio di programmazione 2014-2020, si prevede di formare complessivamente 204.405 (T3) discenti, ovvero il 118% dei potenziali beneficiari (172.636)  dei PSR, con una spesa pubblica di 135,7 Mln di euro (sottomisura 1.1), pari a circa il 56% della dotazione della misura 1.

Numero di partecipanti formati e importo medio
 
 
 
 
PSR
Partecipanti ad azioni di formazione (O.12)
Spesa pubblica sottomisura 1.1
Spesa pubblica totale da 1.1 a 1.3
Importo medio
 
(a)
(b)
 
 
 
Numero
Valori in euro
 
 
Abruzzo
3.405
3.800.000,00
4.650.000,00
1.116
Basilicata
2.382
4.132.230,00
9.090.910,00
1.735
P.A. Bolzano
1.330
1.400.000,00
1.400.000,00
1.053
Calabria
10.365
6.000.000,00
8.000.000,00
579
Campania
15.468
19.923.750,00
29.000.000,00
1.288
Emilia Romagna
19.245
15.396.406,00
21.745.887,00
800
Friuli V. G.
2.300
3.500.000,00
5.000.000,00
1.522
Lazio
1.392
3.167.909,00
6.644.889,00
2.276
Liguria
3.860
2.560.000,00
5.085.000,00
663
Lombardia
4.730
2.925.000,00
9.750.000,00
618
Marche
4.200
4.200.000,00
10.600.000,00
1.000
Molise
578
3.000.000,00
6.000.000,00
5.190
Piemonte
36.000
14.000.000,00
44.500.000,00
389
Puglia
8.667
13.000.000,00
25.000.000,00
1.500
Sardegna
0
0
3.000.000,00
0
Sicilia
3.395
6.700.000,00
9.000.000,00
1.973
Toscana
5.500
3.850.000,00
8.000.000,00
700
P.A. Trento
2.997
2.000.000,00
2.500.000,00
667
Umbria
4.390
7.000.000,00
10.300.000,00
1.595
Valle d'Aosta
500
400.030,15
400.030,15
800
Veneto
73.701
18.784.788,00
23.191.096,00
255
Totale
204.405
135.740.113,15
242.857.812,15
664

Note: Il costo medio è stato ottenuto dividendo la spesa pubblica della sottomisura 1.1 per il numero di discenti si tratta, quindi, di una stima che considera in maniera generalizzata le diverse modalità di trasferimento della conoscenza finanziabili (formazione collettiva in aula, corsi in campo, corsi e-learning, coaching, incontri di tipo seminariale e workshop).
Fonte: nostre elaborazioni su dati PSR 2014-2020

Con un valore obiettivo di oltre i 73 mila discenti, il Veneto rappresenta il 36,1% del totale dei PSR italiani per il T3; seguono i Programmi di Piemonte ed Emilia Romagna che incidono, rispettivamente, per il 17,6% (36.000 partecipanti) e il 9,4% (19.245). Diversamente, il Lazio (0,7%), la P.A. Bolzano (0,7%), il Molise (0,3%) e la Valle d'Aosta (0,2%) sono le regioni che si caratterizzano per un T3 piuttosto modesto; la Sardegna, infine, ha demandato l'attivazione degli interventi formativi al Fondo Sociale Europeo.
Nel complesso, e stante le specificità strategiche dei singoli PSR, nelle regioni meno sviluppate si concentra quasi il 20% dei destinatari dei corsi di formazione professionale, il 78,3% è previsto nelle regioni più sviluppate ed appena il 2% in quelle in transizione.
L'investimento medio si attesta a 1.225 euro e, rispetto a tale dato, si evidenziano variazioni molto eterogenee che sono spiegabili, in primis, con le differenti scelte regionali in termini di tipologie di interventi e tematiche formative e, secondariamente, con le modalità di finanziamento  previste.
In tale scenario, è interessante osservare come a fronte di un T3 pari a 578 unità, uno dei più modesti tra i PSR, è la regione Molise  a mostrare l'investimento medio più alto per discente (5.190 euro); segue, ma con un valore del T3 più che doppio rispetto a quello del Molise, la regione Lazio con un investimento medio di 2.276 euro/discente. Le regioni con i valori del T3 più alti, Veneto e Piemonte, sono quelle che si caratterizzano per la spesa media più bassa.

 
 

Francesco Licciardo
CREA - Politiche e Bieconomia

 
 

[1] Arzeni A., Bonfiglio A., De Franco R., Izzi F. (2016), Il trasferimento delle conoscenze nella programmazione 2014-2020. Una analisi comparata della Misura 1 dei PSR, Rete Rurale Nazionale, Roma.
http://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/16195
[2] Tale dato è stato ottenuto sommando i seguenti indicatori di output dei PSR 2014-2020: O.4 "N.ro di aziende/beneficiari sostenuti" (24.543); O.9 "N.ro di aziende che partecipano ad impegni agro-climatico-ambientali (2.609); O.13 "N.ro di beneficiari che usufruiscono dei servizi di consulenza" (145.431).
[3] Per tutti i PSR il contributo è erogato in conto capitale a rimborso dei costi sostenuti ed in percentuale sulle spese ammissibili; quello che varia è la percentuale di cofinanziamento di cui i beneficiari possono usufruire.
[4] Nel caso del PSR Molise il sostegno è pari all'80% dei costi ammissibili per un importo non superiore a 5.000 euro per destinatario finale. I voucher formativi per lo start-up non possono superare il valore complessivo di 3.000 euro per impresa.



 
 

PianetaPSR numero 70 aprile 2018