Home > Mondo agricolo > Una storia già scritta: la tracciabilità su blockchain del vino italiano
Vino

Una storia già scritta: la tracciabilità su blockchain del vino italiano

A Vinitaly 2018 è stato presentato il progetto di tracciabilità della filiera del vino con l'utilizzo di una tecnologia innovativa quale quella della blockchain.

Dopo l'annuncio avvenuto a Vinitaly 2017, nell'edizione 2018 dell'evento veronese è stato presentato il progetto eNology, promosso dal Ministero delle Politiche Agricole e da Agea e sviluppato da Almaviva, per la tracciabilità su blockchain del vino italiano.

Il progetto nasce dal presupposto che all'interno del SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale) sono già presenti e disponibili i dati utili a delineare la "storia" di un vino "dalla vite alla bottiglia".

Grazie al progetto eNology, quindi, senza gravare di ulteriori carichi burocratici le aziende, l'Amministrazione mette a disposizione dei produttori una parte dei dati già forniti e con il solo fine di valorizzare il vino "Made in Italy" verso il consumatore finale.

 

Il progetto integra in unico servizio le informazioni già presenti:

  • nel "fascicolo aziendale"
  • nello "schedario viticolo" dell'azienda vitivinicola
  • nell'annuale "dichiarazione di raccolta delle uve"
  • nel "registro dematerializzato delle operazioni di cantina".

Tecnicamente, il sistema è basato su una piattaforma di blockchain pubblica, che è stata posta a supporto della tracciabilità di filiera, coordinata e supervisionata dal Ministero delle politiche Agricole Alimentari e Forestali ed utilizzabile liberamente dal mercato per la realizzazione di servizi a valore aggiunto, nell'ottica di valorizzazione  dei dati già in possesso dall'Amministrazione.

Ad oggi, il sistema ha permesso l'integrazione in ambito SIAN delle applicazioni del Registro vitivinicolo dematerializzato e della dichiarazione vitivinicola annuale. Le due banche dati opportunamente implementate ed integrate, sono state messe a disposizione di 11 aziende pilota.

Questo collegamento garantisce la possibilità di risalire ai singoli vigneti che producono le uve che entrano in cantina, avvalendosi di tutti i controlli di coerenza con il Sistema Integrato di Gestione e Controllo (SIGC) rispettando il dettato dei disciplinari dei vini a denominazione (DOP e IGP).

Altro passo fondamentale del progetto è stato lo sviluppo dell'infrastruttura tecnologica in grado di supportare la blockchain pubblica su cui vengono scritte le informazioni certificate della filiera.

Infine è stata realizzata l' APP eNology, una applicazione per terminali "mobile" (smarphone e tablet, scaricabile per iOS e Android ) che consente ai consumatori di fruire dei dati della filiera produttiva tramite i TAG NFC posti direttamente sui lotti di bottiglie, sotto il logo SIAN.

Le esigenze delle aziende

Le 11 aziende che hanno partecipato volontariamente a questoprogetto hanno evidenziato il loro interesse in particolare per gli aspetticonnessi a:

  • Anticontraffazione, per proteggere la propria immagine commerciale, tutelandosi dai falsi che vengono messi in commercio. A questo fine, le aziende considerano un valore aggiunto la partecipazione ad un progetto nazionale, sponsorizzato e divulgato direttamente dalla Pubblica Amministrazione. La scelta di utilizzare una blockchain pubblica per l'implementazione progettuale, è un'ulteriore garanzia di affidabilità in quanto le informazioni, che non sono centralizzate, risulteranno sempre disponibili a livello mondiale e non potranno subire alterazioni.
  • Tracciatura del percorso produttivo, per rendere palesi gli sforzi che fanno le aziende per perseguire il concetto di "qualità totale" del proprio vino. La valorizzazione del marchio aziendale passa anche attraverso la consapevolezza che i consumatori possono acquisire informazioni sull'origine della materia prima, il processo produttivo, i controlli a cui è stato assoggettato il prodotto e le certificazioni conseguite (filiera produttiva derivata dai dati presenti nel SIAN). In pratica eNology dimostra ai consumatori che si è in grado di risalire ai vigneti di produzione, a dimostrazione della serietà dell'azienda (trasparenza) e della piena conoscenza del processo produttivo.
  • Promozione aziendale, affinché le aziende possano sviluppare autonomamente proprie applicazioni con cui verranno letti i dati, con la possibilità di personalizzare il messaggio commerciale.
  • Feedback commerciale, attraverso le nuove tecnologie, le aziende avranno la possibilità di raccogliere,  senza intermediazioni, le risposte che i consumatori potranno dare, oltre ai dati strategici che possono essere acquisiti utilizzando le potenzialità dei TAG: la diffusione nel mondo del prodotto venduto, i tempi di distribuzione e le condizioni di conservazione.

I protagonisti del progetto

Per la realizzazione del progetto Mipaaf/AGEA, Almaviva si è avvalsa della partecipazione e della collaborazione di altre Amministrazioni, in particolare è stata fondamentale la partecipazione in fase progettuale della ICQRF che ha messo a disposizione competenze e dati del Registro dematerializzato.

Il supporto è venuto anche dalle 11 aziende agricole pilota della sperimentazione, tra le quali spiccano quelle della Regione Friuli Venezia Giulia che in virtù di un progetto europeo che la vede protagonista, ha partecipato con convinzione e determinazione al progetto.

Lo sviluppo tecnico dell'intero sistema è stato affidato ad Almaviva, l'azienda informatica impegnata anche nella gestione di buona parte delle informazioni rese disponibili da eNology per conto dell'Amministrazione.

Le possibilità future

Le possibilità future offerte dalla nuova tecnologia blockchain alla base di eNology sono molteplici, in un settore come quello vitivinicolo caratterizzato da molti attori e da dati estremamente frammentati e specifici:

  • in primo luogo permette di alleggerire gli oneri burocratici per gli attori coinvolti nella filiera produttiva, semplificando la gestione delle dichiarazioni obbligatorie, automatizzando la raccolta delle informazioni e rimuovendo le duplicazioni;
  • consente di "dematerializzare" e quindi ridurre i costi di gestione amministrativa, evidenziando le incongruenze e facilitando la compilazione dei dati dichiarativi;
  • aggiunge efficacia e trasparenza alla  gestione dei controlli da parte degli Organismi preposti, grazie ad un monitoraggio completo ed in tempo reale del sistema produttivo vitivinicolo. Questo aspetto tutela il consumatore e allo stesso tempo valorizza l'impegno del produttore che sa di poter contare su informazioni "ufficiali" da comunicare al consumatore.

È realistico immaginare, inoltre,  di incrociare i dati provenienti dalle aziende - che cercano di migliorare e innovare il proprio processo -  con quelli presenti nel SIAN, così da creare un modello di Business "Open" di servizi e consulenza, in cui vengono coinvolte le istituzioni che :

  • garantiscono l'origine dei prodotti grazie a dati certificati
  • mettono a disposizione servizi cosiddetti "As a Service", per implementare soluzioni di  Farm Management
  • supportano la consulenza aziendale con agronomi specializzati mediante contributi UE (Misura 2 del Piano Sviluppo Rurale).
 
 

Fulvio Conti
Almaviva

 
 

PianetaPSR numero 70 aprile 2018