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Export vino, un 2017 da record ma attenti ad abbassare la guardia

Nel 2017 a fronte della riduzione dell'offerta, il commercio internazionale è arrivato a superate la soglia record di 30 miliardi di euro (+7%) per un totale in volume che ISMEA stima di 108 milioni di ettolitri (+5%). L'Italia, occupa la seconda posizione tra i paesi fornitori sia in volume, dietro la Spagna, sia in valore dietro la quasi irraggiungibile Francia.  Nel 2017 l'Italia ha raggiunto il traguardo dei sei miliardi di euro di export e in volume ha raggiunto i 21,4 milioni di ettolitri di vini e mosti.

C'è sempre fermento nel settore del vino. Nel 2017 i consumi mondiali hanno confermato la leggera ripresa osservata già nel 2016, che ha interrotto una tendenza flessiva in atto dalla crisi economica iniziata nel 2008. Nel frattempo, però, è cambiata la geografia dei consumi, con gli Usa che sono diventati il primo consumatore mondiale. Si stima che negli Stati Uniti i millenials (giovani nati a cavallo degli anni novanta) stiano consumando più vino di tutte quelle precedenti con gusti, modalità ed esigenze sconosciute ai loro predecessori. Questo significa apertura di nuovi scenari per il mercato a stelle e strisce dove si potranno esplorare sentieri diversi da quelli abitualmente percorsi dai Paesi fornitori: non più solo New York, Florida e California, ma bisognerà cimentarsi anche con gli stati interni da sempre meno inclini al vino ma che ora stanno mostrando una nuova curiosità per questo prodotto.  C'è, poi, la significativa progressione del consumo in Cina e la maggior richiesta da parte di mercati non tradizionali, mentre si continua a guardare anche agli sviluppi della domanda russa.
È un mercato, quello del vino, in cui ad una platea di consumatori consolidati se ne aggiungono di nuovi che hanno una visione del settore non legata a particolari preconcetti o aspettative. Cambiano quindi gli stili di vita, cambia la funzione d'uso del vino e cambiano le esigenze informative a cui necessariamente il mondo produttivo deve rispondere efficacemente e in tempi rapidi.
Alcune tendenze sembrano essere ormai consolidate con il maggiore interesse rivolto verso i vini più "facili" quali spumanti e rosati, fino a interessare le qualità salutistiche del prodotto finale o quanto meno l'aspetto legato al maggior rispetto dell'ambiente. Si parla sempre di più di vini naturali, biologici e biodinamici e anche se i numeri sono ancora limitati, c'è un interesse molto elevato.  Non è certo esente da innovazione l'aspetto packaging che apre sempre più a bag in box, lattine, brick e mezze bottiglie, o il vino come ingrediente per bevande a base di vino e frutta, ad esempio.

In questo quadro piuttosto composito gli scambi internazionali giocano un ruolo fondamentale. Nel 2017 a fronte della riduzione dell'offerta, il commercio internazionale è arrivato a superate la soglia record di 30 miliardi di euro (+7%) per un totale in volume che ISMEA stima di 108 milioni di ettolitri (+5%).   Gli USA si confermano il primo importatore mondiale in valore e la Cina (+15%) che arriva a sfiorare la terza posizione del ranking mondiale.  Bene anche la Russia (+32% a valore). In volume è invece la Germania che continua a detenere il primato mondiale delle importazioni con oltre 15 milioni di ettolitri.
È sul fronte export che l'Italia, chiaramente, gioca un ruolo fondamentale con la sua seconda posizioni tra i paesi fornitori sia in volume, dietro la Spagna, sia in valore dietro la quasi irraggiungibile Francia.  Nel 2017 l'Italia ha raggiunto il traguardo dei sei miliardi di euro di export, in linea con le previsioni elaborate da ISMEA e ora appare sempre più vicino quello dei 6,5 miliardi previste entro il 2020. Nel 2017 l'export in volume ha raggiunto i 21,4 milioni di ettolitri di vini e mosti, con un aumento del 4% sullo stesso periodo dell'anno precedente, consolidando un trend in atto già dalla fine del 2016, mentre i 6 miliardi di euro degli introiti hanno segnato un incremento più che proporzionale (+6,4%%), a dimostrazione che anche il valore medio dei prodotti italiani consegnati oltre frontiera si è mosso su terreno positivo.
Nel risultato del 2017 vanno letti anche segnali di delusione da parte degli operatori che si auspicavano una maggior accelerazione delle esportazioni italiane e, soprattutto, un aumento della quota di mercato su alcuni mercati target. La Francia, peraltro, ha superato i 9 miliardi di euro mettendo a segno una progressione del 10%. Bene anche la Spagna con 2,9 miliardi di euro ed una progressione attesta al +8%. Spagna, peraltro, che ha mantenuto anche per il 2017 il primato dei volumi tra i Paesi fornitori con 23 milioni di ettolitri.
Per l'Italia resta, quindi, il gap con i prezzi dei vini francesi, mentre dall'altra non si riacquista abbastanza competitività sulla fascia bassa per incrementare la vendita di prodotto di massa e riconquistare la leadership mondiale in volume.

All'interno dell'indubbio successo del vino italiano vanno comunque esaminati i diversi segmenti definire un quadro più preciso di come il mercato sta vivendo il vino italiano per poter poi elaborare delle strategie diversificate a seconda del prodotto e del Paese di destinazione.
Sono stati ancora gli spumanti a trainare l'export italiano con progressioni più che doppie rispetto alla media del settore. Le bollicine spedite oltre frontiera hanno sfiorato infatti i 3,7 milioni di ettolitri (+9%) per un incasso complessivo di 1,36 miliardi di euro (+14%). Non deve passare inosservato, comunque, il fatto che gli spumanti, dopo anni di incrementi ben più consistenti, grazie all'effetto Prosecco, stiano rallentando la propria corsa.
Se si analizzano i dati delle esportazioni secondo la piramide qualitativa si evidenzia che il peso delle Dop nel paniere totale delle esportazioni è pari al 58% del valore che corrisponde al 38% dei volumi.  È proprio questo segmento che rappresenta un altro punto critico dell'attuale quadro delle esportazioni italiani. Nel complesso, infatti, le Dop italiane hanno realizzato un incremento dei volumi esportati del 2% con un +6% dei corrispettivi. Ma andando nel dettaglio si scopre che questo risultato è la somma di un eccellente performance dei vini spumanti Dop, mentre i vini fermi hanno sofferto.   Del resto è già da qualche anno che questo segmento non offre i risultati sperati.
Bene i vini Igp e bene i vini comuni che, soprattutto nel segmento dello sfuso, hanno ripreso a crescere grazie a una riconquistata competitività rispetto ai vini spagnoli.

Esportazioni italiane per segmento qualitativo

 
Ettolitri
 
 
Migliaia di euro
 
 
 
2016
2017
var. %
2016
2017
var. %
Dop
8.028.388
8.174.318
1,80%
3.295.405
3.479.468
5,60%
Fermi
4.768.237
4.611.258
-3,30%
2.103.583
2.128.797
1,20%
Frizzanti
603.275
601.887
-0,20%
163.908
176.848
7,90%
Spumanti
2.656.876
2.961.173
11,50%
1.027.914
1.173.823
14,20%
Igp
6.610.215
6.817.198
3,10%
1.676.626
1.768.776
5,50%
Fermi
5.771.917
5.955.139
3,20%
1.502.862
1.587.250
5,60%
Frizzanti
707.740
749.816
5,90%
145.268
155.010
6,70%
Spumanti
130.558
112.242
-14,00%
28.496
26.516
-6,90%
Comuni
5.206.359
5.452.042
4,70%
472.812
517.669
9,50%
Fermi
4.384.942
4.627.347
5,50%
298.971
330.113
10,40%
Frizzanti
348.613
340.037
-2,50%
60.380
61.249
1,40%
Spumanti
472.805
484.658
2,50%
113.461
126.307
11,30%
Varietali
424.536
570.140
34,30%
80.889
104.957
29,80%
Fermi
319.720
455.912
42,60%
51.087
70.274
37,60%
Frizzanti
10.720
8.033
-25,10%
2.988
2.179
-27,10%
Spumanti
94.097
106.195
12,90%
26.814
32.504
21,20%
Altre Dop+Igp
126.191
85.021
-32,60%
60.585
64.502
6,50%
Mosti
248.266
316.687
27,60%
40.938
53.435
30,50%
Totale
20.643.956
21.415.407
3,70%
5.627.255
5.988.806
6,40%

Fonte: ISMEA su dati Istat

Da quest'anno è possibile monitorare anche gli scambi internazionali di bag in box, un segmento che conta 340 mila ettolitri per un incasso di 60 milioni di euro, ma che ha un mercato molto interessante molto orientato ai mercati del Nord Europa, Paesi scandinavi e Germania.

 
Ettolitri
 
 
Migliaia di euro
 
 
 
2016
2017
var. %
2016
2017
var. %
Spumanti
3.354.335
3.664.268
9,20%
1.196.685
1.359.149
13,60%
Dop
2.656.876
2.961.173
11,50%
1.027.914
1.173.823
14,20%
Asti
359.207
384.223
7,00%
120.404
127.889
6,20%
Champagne
6.987
7.117
1,90%
21.955
21.170
-3,60%
Cava
0
5.739
-
0
2.140
-
Prosecco
0
2.049.402
-
0
803.986
-
Altri spumanti Dop
2.290.682
514.693
-77,50%
885.555
218.638
-75,30%
Igp
130.558
112.242
-14,00%
28.496
26.516
-6,90%
Varietali
94.097
106.195
12,90%
26.814
32.504
21,20%
Comuni
472.805
484.658
2,50%
113.461
126.307
11,30%

Fonte: ISMEA su dati Istat

Nel complesso, scorrendo la graduatoria dei principali Paesi clienti si osserva che le performance migliori si sono avute fuori dai confini comunitari. Nei Paesi terzi, infatti, è stato esportato l'8% in più rispetto ai primi 2016 con introiti in crescita del 9%, mentre all'interno della Ue si è registrato +1% a volume e +4% in valore. In termini di quote, nel 2017 i Paesi terzi rappresentano il 34% delle esportazioni in quantità, mentre in valore sono arrivati a 49%.

 
 

Tiziana Sarnari - RRN/ISMEA

 
 

PianetaPSR numero 70 aprile 2018