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I Piani di Valutazione dei PSP: i nuovi orientamenti

Cosa è emerso nel workshop "Designing good evaluation plans for the new CAP" dell'Helpdesk della Valutazione della PAC. La Commissione e le AdG provenienti dei Paesi UE delineano il nuovo percorso che, entro fine 2023, porterà al varo dei nuovi Piani di Valutazione della PAC.

Si è svolto il 30 e il 31 marzo a Praga il Good Practice Workshop (GPW), organizzato dell'European Evaluation Helpdesk (EEH) for the CAP, dal titolo "Designing good evaluation plans for the new CAP", che ha visto la partecipazione delle Autorità di Gestione (AdG) ed esperti della valutazione di 22 diversi Stati Membri (SM) dell'Unione Europea. 

Il focus dell'incontro è stato il Piano di Valutazione (PdV) del Piano Strategico della PAC (PSP), uno strumento di grande rilievo per impostare e indirizzare con rigore la valutazione per il periodo di programmazione 2023-2027.

L'occasione è stata propizia per avere contezza dello stato dell'arte nei diversi SM e scambiare punti di vista, esperienze, approcci e orientamenti per impostare al meglio i processi valutativi dei diversi PSP.

La presenza di un numero significativo di SM ha garantito un confronto articolato e pluralista, che ha consentito uno scambio proficuo rispetto alle differenti scelte e ai diversi approcci che si stanno operando nei vari contesti alla luce della complessa architettura strategica delle politiche nazionali e - nel caso di Italia, Francia, Spagna e Germania - anche regionali.

I lavori sono stati preceduti da una presentazione sulla visione della Commissione Europea relativamente ai Piani di Valutazione e al rilievo che questi potranno avere per il successo degli stessi PSP. In particolare, Eduardo Serrano-Padial, Unit A3 Policy Performance presso la DG AGRI, ha sottolineato come l'approccio della CE per la valutazione della PAC, nel nuovo quadro di monitoraggio e valutazione della performance (ex Reg. (UE) 2021/2115[1]), sia informato ai principi di flessibilità e proporzionalità, per ottenere un quadro comune a tutti gli SM, ma soprattutto un sistema di valutazione che sia realmente bilanciato.

L'atteggiamento della Commissione nel 2023-2027 si sposta dalla conformità alla fiducia, da un profilo orientato al controllo dell'AdG sulle attività di valutazione realizzate, ossia basato sulla verifica della loro adeguatezza (compliance) rispetto alle regole prescritte dai regolamenti, a un orientamento ispirato alla collaborazione con le AdG, che intende lasciare i singoli SM liberi di scegliere l'approccio preferito e più conforme alle loro specifiche peculiarità.

La DG AGRI è peraltro disponibile a supportare gli SM nella definizione dei PdV, i quali dovranno essere presentati al Comitato di monitoraggio (CdM) al più tardi entro un anno dalla data di adozione dei relativi PSP (secondo quanto stabilito dall'art. 140, paragrafo 4, del Reg. (UE) 2021/2115). Non è prevista alcuna formale approvazione da parte della DG AGRI, a conferma di un nuovo clima di fiducia reciproca tra CE e AdG dei PSP, sino ad oggi tanto auspicato.

 

Tuttavia, nella fase delicata di definizione del nuovo quadro programmatico, un'attiva interazione tra le parti potrà essere di grande utilità al fine di valorizzare le lezioni apprese con le politiche e programmazioni precedenti, evitare errori nel futuro e conferire maggiore qualità ed efficacia all'intero processo di valutazione dei PSP. 

Basti pensare alla necessità di ricondurre entrambi i Pilastri della PAC in un unico e coerente quadro valutativo.

La DG AGRI, sempre in uno spirito non prescrittivo ma di supporto, ha evidenziato come i PdV dovrebbero essere caratterizzati da completezza e coerenza.

La completezza deriva dallo sviluppare adeguatamente tutte e 7 le sezioni previste dell'allegato II[2] del Reg. (UE) 2022/1475[3], prevedendo, inoltre, di valutare tutti e 10 gli obiettivi specifici della PAC e indicando una pianificazione temporale delle attività di valutazione contenente anche una breve descrizione delle attività da realizzare.

La coerenza dovrebbe essere garantita sotto molteplici aspetti (cfr. art. 2 Reg. (UE) 2022/1475):

 

Per la redazione del PdV le AdG potranno utilizzare la Linee Guida e le indicazioni fornite dall'Evaluation Helpdesk per la PAC, mentre la DG AGRI è disponibile a fornire loro feedback informali in relazione ai predetti aspetti di completezza e coerenza del PdV. Se gli SM decidono di non valutare un obiettivo specifico del PSP, la CE valuterà l'adeguatezza delle giustificazioni fornite. Resta confermato il ruolo consultivo che la DG AGRI avrà all'interno dei CdM.
Tornando alla tempistica, il PdV va inviato alla CE entro un anno dall'approvazione del PSP, quindi entro il 2 dicembre nel caso dell'Italia. A parere della DG AGRI, il PdV è una pietra angolare nel processo di valutazione del PSP. La sua elaborazione richiederà la massima attenzione anche per evitare problemi futuri. L'implementazione del PdV sarà comunque oggetto di discussione periodica nell'incontro annuale di revisione del PSP.
Nel prosieguo del GPW l'EEH ha illustrato in dettaglio le Linee guida e i Tools predisposti per supportare la redazione dei PdV dei PSP nei singoli SM.

La struttura dei documenti di supporto ricalca quanto previsto dall'Allegato II del Reg. (UE) 2022/1475 in merito ai requisiti minimi sulla struttura e contenuto dei PDV. Come sopra accennato, per essere certi di rispettare il principio di completezza, i Piani dovranno essere articolati in 7 sezioni, qui di seguito illustrate sinteticamente.

1. Obiettivi ed esigenze. Si sintetizzano gli obiettivi del PdV e le esigenze legate alla valutazione, al fine di assicurare lo svolgimento di attività di valutazione sufficienti e adeguate, in particolare per fornire informazioni utili a orientare il PSP, indirizzare il successivo periodo di programmazione delle politiche e garantire i dati necessari alla valutazione.

2. Governance e coordinamento. Sono descritte le modalità di monitoraggio e valutazione del PSP, si identificano i principali organismi coinvolti e le relative responsabilità.

3. Mappatura dei portatori di interessi. Sono individuati e descritti i portatori di interessi pertinenti e rilevanti per la valutazione e sono censite le loro esigenze in materia di attività di valutazione, prevedendo anche eventuali azioni di rafforzamento delle loro capacità.

4. Calendario. Si pianificano indicativamente i tempi delle valutazioni e degli studi a supporto delle attività di valutazione da svolgere durante il ciclo di programmazione.

5. Dati e informazioni. Si descrivono gli accordi assunti per assicurare la disponibilità dei dati ai fini del monitoraggio e della valutazione, ivi compresi quelli istituzionali sia per la fornitura dei dati che per il controllo della qualità degli stessi. Si identificano le criticità e le lacune nei dati e le possibili azioni correttive che occorre porre in essere, anche in relazione alla necessità di rendere operativi i sistemi per la fornitura dei dati in modo tempestivo.

6. Comunicazione e seguito dato (follow up). Si illustrano le modalità in cui i risultati della valutazione saranno disseminati ai destinatari interessati. Si descrivono le azioni e i meccanismi impiegati per dare seguito ai risultati della valutazione e utilizzarli.

7. Risorse, assistenza tecnica e rafforzamento delle capacità. Si descrivono le risorse messe in campo ai fini dell'attuazione del PdV (risorse finanziarie, capacità amministrative, dati, mezzi informatici, ecc.). Si definiscono le attività di assistenza tecnica e di rafforzamento delle capacità necessarie a garantire la completa e corretta attuazione del PdV, nonché il sostegno necessario per i GAL ai fini della valutazione delle loro strategie di sviluppo locale.

Alcuni SM (Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Irlanda, Portogallo, Svezia, Ungheria) hanno condiviso con gli altri partecipanti lo stato dell'arte dell'elaborazione dei loro PdV. Le esperienze degli altri Paesi hanno messo in luce i punti critici o i fattori di successo nella redazione del Piano che potranno successivamente condizionare lo svolgimento delle attività di valutazione. Tra i tanti, sono emersi i seguenti aspetti da tenere in debita considerazione:

 

Il GPW è stata anche l'occasione per riflettere sul tema dei PdV e della governance della valutazione traendo spunto dall'esperienza degli altri SM in cui la PAC viene attuata a livello regionale. Si tratta in particolare di Francia, Germania, Portogallo e Spagna (cosiddetti SM "regionalizzati). In particolare, la Francia ha avviato un attento processo di "ascolto" delle domande di valutazione delle singole Regioni in modo da ricondurle in un unico processo valutativo a livello nazionale, mentre la Germania sta immaginando di delegare alcune attività di valutazione del PSP ai Länder (l'equivalente delle regioni italiane). In Portogallo, invece, la valutazione del PSP sarà condotta separatamente dalle singole Regioni. La Spagna, come anche l'Italia, sta ancora valutando quale sia l'assetto di governance più opportuno e lascerà autonomia alle Comunità Autonome di dotarsi di valutatori indipendenti per gli interventi del PSP attuati nei rispettivi territori.

Le diverse soluzioni prospettate mettono in evidenza alcuni aspetti critici che accomunano i Paesi con attuazione a livello regionale e rispetto ai quali è in corso un confronto serrato all'interno di ciascun Paese, visto che il nuovo modello di governance dei Piani strategici della PAC ha messo in discussione ruoli e procedure valutative che erano ormai consolidate. In particolare, ciò su cui è decisivo riflettere e compiere le dovute scelte operative riguarda: il ruolo e le competenze dell'AdG nazionale, il ruolo e le competenze regionali in materia di valutazione, la valutazione multilivello, il ruolo delle Reti della PAC nazionali, il ruolo degli Steering Group (SG), le procedure di affidamento della valutazione, la comunicazione e i meccanismi di follow up dei risultati della valutazione e, infine, il ruolo del CdM.

In conclusione, è quindi emerso in modo chiaro che il PdV può essere uno strumento decisivo per avviare e condurre al meglio la valutazione del PSP. In particolare, per il PSP dell'Italia, la cui governance valutativa sarà quasi certamente complessa sebbene ancora per certi versi in via di definizione, risulta essenziale coinvolgere tutti i soggetti rilevanti nella programmazione e attuazione del Piano nazionale e dei suoi Complementi di Sviluppo Rurale (CSR). In particolare, nell'elaborazione del PdV andranno debitamente coinvolte le singole Regioni/Province autonome per sviluppare la domanda valutativa secondo una visione integrata, multilivello e condivisa da parte di tutti e, quindi, incentivare una partecipazione più ampia possibile alla valutazione tanto a livello nazionale quanto a quello territoriale.

Al di là degli adempimenti regolamentari, che prevedono una valutazione unica a livello di PSP, la scala di riferimento dei CSR regionali è diversa da quella del Piano nazionale ed è quanto mai auspicabile non perdere il portato informativo e il valore aggiunto della valutazione, in particolare nell'azione di indirizzo della programmazione. È allo stesso tempo fondamentale che le competenze di valutazione acquisite da parte delle AdG regionali in questi anni vengano mantenute, e che le stesse AdG continuino a pianificare al meglio i processi valutativi più consoni a riflettere le specificità dei contesti e degli interventi, le domande di valutazione a cui si vuole rispondere e le risorse da mettere in campo per farlo.

 

Bibliografia

 

Note

 
 

Martina Bolli (CREA-PB - RRN), Virgilio Buscemi (Lattanzio KIBS SpA), Tiziana De Martino (Regione Campania), Francesca Varia (CREA-PB - RRN)

 
 

PianetaPSR numero 123 aprile 2023