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Il ruolo della PAC nella transizione verso sistemi alimentari sostenibili: il punto della situazione

La Politica Agricola Comune rappresenta uno dei cardini delle politiche europee, ma che impatto ha sul percorso verso gli ambiziosi obiettivi di sostenibilità del Green Deal europeo?

Nello scorso numero di Pianeta PSR abbiamo visto quali sono state le scelte nei Piani Strategici della PAC dei quattro Stati Membri con governance regionalizzata delle politiche agricole (vedi I Piani Strategici degli Stati Membri regionalizzati: un confronto a partire dalle banche dati della Commissione Europea), mentre uno studio pubblicato su rivista scientifica, svolto da un gruppo di ricerca del CREA, ha analizzato in che modo gli Stati Membri stanno implementando il New Delivery Model, che ricordiamo essere il sistema di governance che permetterà il passaggio verso un approccio basato sui risultati. Tali studi, insieme al corposo rapporto della Commissione Europea "Mapping and analysis of CAP Strategic Plans" si inseriscono in un più ampio ragionamento sul ruolo della PAC, e dei suoi circa 2.500 interventi distribuiti sui 28 Piani Strategici per un totale di circa 307 miliardi di euro per il periodo 2023-2027, nel contribuire alla transizione verso modelli alimentari sostenibili, i cui principi sono incardinati nella Strategia Farm to Fork (F2F), il cuore del Green Deal europeo. Si ricorda che la F2F è il piano decennale messo a punto dalla Commissione europea per guidare la transizione verso un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell'ambiente. È il primo tentativo da parte dell'Unione europea di progettare una politica alimentare integrata che tenga insieme misure e obiettivi che coinvolgono l'intera filiera alimentare, dalla produzione al consumo, passando naturalmente per la distribuzione, accogliendo il principio che alimentazione, ambiente, salute e agricoltura sono materie strettamente connesse.

Anche se il Quadro Legislativo sui Sistemi Alimentari Sostenibili, iniziativa cruciale per la messa a terra della F2F, è in fase di discussione, è pur vero che la Commissione Europea, attraverso le lettere di osservazioni e i continui scambi con gli uffici ministeriali e di supporto della Rete Rurale Nazionale, ha fatto in modo di indirizzare i Piani Strategici in maniera tale da essere coerenti con gli impegni ambientali e climatici dell'Unione e, in particolare, con i target al 2030 fissati dalla F2F e dalla Strategia Biodiversità. Le norme obbligatorie, tra cui lo stanziamento per il clima, l'ambiente e il benessere degli animali nell'ambito di ciascun PSP di almeno il 25% dei pagamenti diretti per gli eco-schemi e almeno il 35% della spesa del FEASR, svolgono un ruolo importante nel garantire questo contributo. Allo stesso tempo, si prevede che le azioni nell'ambito della PAC contribuiranno al raggiungimento degli obiettivi legati al clima per il 40% dei fondi PAC dell'UE.

In questo contesto, il 23 novembre scorso è stato pubblicato il rapporto della Commissione Europea "Summary of CAP Strategic Plans for 2023-2027: joint effort and collective ambition". Il rapporto risponde alla richiesta dei legislatori dell'UE alla Commissione di redigere una sintesi dei 28 PSP approvati per valutare il loro sforzo congiunto e l'ambizione collettiva nel perseguire gli obiettivi specifici della PAC e il loro contributo agli obiettivi dell'Unione per il 2030. È da tenere in conto che il report è basato sull'analisi delle priorità, delle allocazioni finanziarie, dei target, degli obblighi e delle pratiche volontarie previste, ma non tiene in considerazione l'effettiva implementazione dei Piani, i cui dati saranno disponibili a partire dal 2025.

I messaggi chiave del rapporto

Vediamo di seguito i messaggi chiave emersi dal rapporto, che è strutturato in quattro sezioni, corrispondenti ai tre Obiettivi Generali più l'Obiettivo Trasversale su conoscenza, innovazione e digitalizzazione.

Conclusioni

Il rapporto della Commissione evidenzia uno stato dell'arte in cui i PSP si sono orientati con decisione verso alcune scelte strategiche comuni. Nonostante gli sforzi incrementali rispetto alla passata programmazione in termini di sostenibilità, molto resta ancora da fare per garantire una PAC più equa, più giusta e più compatibile con la disponibilità e il rinnovo delle risorse naturali. Sarà interessante osservare i dati che, dal 2025, ci restituiranno l'effettiva implementazione dei diversi Piani, dal quale potremo trarre indicazioni più precise rispetto alla coerenza con i target del Green Deal. Attraverso l'analisi dei dati reali, infatti, saremo infatti in grado di valutare l'impatto e l'attrattività di determinati interventi alla luce di un contesto geo-politico in continua mutazione, che non risparmia le scelte in materia di politica agricola. Ne è un esempio il fatto che alcune deroghe siano state inserite per far fronte alle sfide di food security poste dall'invasione russa in Ucraina che, seppur motivate dall'esigenza di garantire una produzione più ampia possibile, hanno suscitato malumori e critiche da parte del mondo ambientalista e della società civile, per l'evidente allentamento di quelle condizioni obbligatorie che avevano posto la PAC nella direzione di una maggiore sostenibilità ambientale. Allo stesso tempo, molto rimane da fare sul piano politico e normativo per rendere la Farm to Fork effettiva e funzionante: il Quadro Legislativo sui Sistemi Alimentari Sostenibili è previsto che sia adottato dalla Commissione entro la fine del 2023. Esso dovrebbe accelerare e facilitare la transizione verso sistemi alimentari sostenibili. Avrà inoltre come obiettivo principale la promozione della coerenza delle politiche a livello dell'UE e nazionale, l'integrazione della sostenibilità in tutte le politiche legate all'alimentazione e il rafforzamento della resilienza dei sistemi alimentari.

 

Giampiero Mazzocchi
CREA PB

 
 

PianetaPSR numero 129 dicembre 2023