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Meteo

L'andamento agrometeorologico di novembre

L'analisi del Progetto Agrometeore della Rete Rurale Nazionale.

Introduzione

Come di consueto, PianetaPSR ospita la rubrica dedicata al monitoraggio agrometeorologico del mese precedente. L'andamento delle condizioni meteorologiche costituisce un fattore fondamentale per lo svolgimento delle attività agricole, condizionandone fortemente le produzioni, in termini sia qualitativi sia quantitativi. La conoscenza delle caratteristiche climatiche di un territorio guida le scelte colturali e gli investimenti strutturali, così come la programmazione delle diverse pratiche agronomiche non può prescindere dall'andamento meteorologico durante la stagione agraria (lavorazione del terreno, interventi irrigui e di difesa dai patogeni e parassiti, operazioni di raccolta, ecc.).

Le analisi presentate in questa rubrica sono il frutto di un'attività di monitoraggio agrometeorologico svolta dal CREA-Agricoltura e Ambiente nell'ambito della Rete Rurale Nazionale, precisamente nella scheda "Agrometeore". La scelta degli indici da presentare e commentare nei diversi report mensili può variare in funzione del periodo dell'anno (es. indice di Huglin) e della capacità della fonte di dati utilizzata di rappresentare l'andamento agrometeorologico del mese (per approfondimenti vedi i link ai documenti in coda al paragrafo). 

Si segnala che le analisi mensili si basano su dataset di rianalisi preliminari (ERA5T) che sono pubblicati in quasi real time sul Climate Data Store di Copernicus (vedi documento sulla metodologia al link riportato in basso); la successiva validazione dei dati, che avviene nell'arco di tre mesi, potrebbe evidenziare errori o scostamenti che solitamente sono trascurabili. 

È importante notare che, a partire dal monitoraggio del mese di gennaio 2023, il periodo di riferimento climatico è stato aggiornato al trentennio 1991-2020

Maggiori dettagli sulle procedure di stima delle variabili usate per il calcolo degli indici sono stati pubblicati in un recente articolo su Data in Brief, mentre i dati giornalieri pre-elaborati sono direttamente accessibili sul repository di Zenodo.

 
 

Agrometeo in cifre

 

Andamento agrometeorologico nel mese di novembre 2023

Rispetto ai due mesi precedenti, a novembre si nota un'attenuazione nell'andamento termico. Permangono infatti le anomalie positive, ma sono molto più contenute: il valore più alto, pari a +1,7 °C, è relativo alle temperature minime nel Mezzogiorno. Fa eccezione il Nord, dove si osserva una lieve anomalia negativa per le minime. Riguardo agli apporti piovosi non si evidenziano particolari criticità, sebbene al Nord la pioggia sia stata inferiore alla media (-21%). I valori di evapotraspirazione sono piuttosto bassi, come è tipico del periodo, benché superiori alla media di circa il 20%. Il bilancio idroclimatico è positivo su tutto il territorio, ma al Nord risulta inferiore alla media climatica di 36 mm. Riguardo alla siccità, i valori dell'indice rientrano nella norma, ma sono scesi sotto lo zero in gran parte del Paese e nel Mezzogiorno sono molto prossimi alla soglia critica di siccità moderata. 

Come mostrano le analisi mensili del servizio C3S di Copernicus [1], permane da giugno 2023 e senza soluzione di continuità la sequenza di record di temperatura media globale mensile, confermata anche per il mese di novembre 2023. Quest'ultimo, infatti, ha fatto registrare una temperatura superficiale dell'aria media globale di 14,2 °C, 0,8 °C in più della media climatica 1991-2020, eguagliando il record del mese di ottobre 2023 e in seconda posizione rispetto al primato di settembre 2023 (record stabiliti rispetto all'intero dataset di rianalisi mensili ERA5 dal 1950). Considerando come riferimento il periodo 1850-1900 (epoca preindustriale) la temperatura media globale del mese, come per ottobre 2023, ha fatto registrare un'anomalia positiva di 1,7 °C e la temperatura media dell'anno, escluso solo il prossimo mese di dicembre, ha già raggiunto un'anomalia di +1,5°C, rendendo il 2023 l'anno più caldo in assoluto. Si sottolinea che l'anomalia giornaliera di temperatura media globale ha superato per la prima volta la soglia di 1,5 °C durante l'estate boreale, precisamente a giugno; da quel momento in avanti, si è mantenuta prossima ad essa per poi superarla stabilmente a partire dal 6 settembre scorso, oltrepassando addirittura i 2 °C a novembre 2023.


Figura 1 - Anomalie giornaliere di temperatura dell'aria media globale rispetto al periodo 1850-1900 rappresentate come serie temporali annuali dal primo gennaio 1940 al 2 dicembre 2023

Fonte: https://climate.copernicus.eu/sites/default/files/inline-images/era5_daily_sfc_temp_global_anomalies_ref1850-1900_1940-2023.png
Fonte: https://climate.copernicus.eu/sites/default/files/inline-images/era5_daily_sfc_temp_global_anomalies_ref1850-1900_1940-2023.png

Numerose regioni del globo hanno registrato temperature al di sopra della media, specialmente in Asia Centrale, Siberia settentrionale e Nord America e, in maniera meno marcata, anche in Sud America, Africa Nord-Sahariana e meridionale e in tutto il Medio Oriente. Temperature al di sotto della media soltanto in alcune zone dell'Antartide, nella parte meridionale di Cile e Argentina, nel Corno D'Africa, nel Canada Sud-Orientale, in Mongolia e nella Cina settentrionale. Le temperature medie di novembre sono risultate essere molto variabili in Europa, spaziando da valori molto inferiori alla media 1991-2020 in Norvegia (anomalie negative di oltre 7 °C) e zone limitrofe a valori molto superiori alla stessa media in Russia, specialmente a Nord-Est del Mar Caspio. Più contenute sono state le anomalie positive di temperatura in Europa centrale e meridionale.

Per quanto riguarda le precipitazioni [2], ampie zone del continente Europeo hanno registrato anomalie positive, soprattutto grazie al passaggio della perturbazione "Ciarán" ad inizio mese, che ha portato con sé precipitazioni molto abbondanti e alluvioni localizzate. In particolare, precipitazioni al di sopra della media si sono verificate soprattutto in Francia, nella regione alpina, nelle zone occidentali di Turchia e Balcani e nell'area del Mar Nero. Al contrario, precipitazioni scarse e al di sotto della media hanno interessato l'Irlanda, gran parte della Scandinavia, il Regno Unito settentrionale, la Spagna centro-meridionale, la Grecia orientale e parti della Russia occidentale. I segnali di precipitazione e umidità del suolo sono risultati concordi su gran parte del territorio europeo, al contrario di quanto osservato nei mesi scorsi, ad eccezione dei Balcani orientali dove, nonostante le piogge mensili abbondanti, persistono condizioni di suolo più secche della norma.

Come segnalato in precedenza, il mese di novembre si è aperto con l'arrivo della perturbazione "Ciarán" che ha portato conseguenze disastrose in Italia, diffusamente in Toscana e in particolare in Lunigiana, Garfagnana e medio Valdarno [3],[4]. Le precipitazioni cumulate hanno sfiorato i 170 millimetri in 4 ore e superato i 200 millimetri in 24 ore, causando rotte arginali e esondazioni lungo il corso del Bisenzio e dei torrenti Furba, Vella, Bardena e Bagnolo. Situazioni critiche si sono verificate anche in Emilia nella provincia di Parma con aumenti repentini delle portate dei fiumi Enza e Taro e del torrente Parma, così come nella provincia di Reggio Emilia e di Massa-Carrara, ma anche in Veneto nelle provincie di Padova, Verona e Vicenza. Sebbene le criticità associate alle esondazioni siano durate diversi giorni, le piene dei fiumi hanno lasciato rapidamente spazio ad una marcata diminuzione delle portate, il che suggerisce come il regime dei fiumi italiani stia assumendo un carattere torrentizio, con rapide e pronunciate escursioni di livello [5]. L'Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue ANBI [6] riporta inoltre che, a fine mese, il livello di riempimento dei "Grandi Laghi" superava il 90% del volume dell'invaso, ad eccezione del Lago di Como che, dopo la tracimazione di ottobre, risultava essere pieno al 64%. Il repentino calo delle temperature è stato accompagnato da abbondanti nevicate sull'arco alpino, con punte di oltre un metro in Valle d'Aosta e valori di poco inferiori al metro in Piemonte, in un contesto di generalizzata diminuzione delle portate fluviali. In Lombardia è calata la portata del fiume Adda, sebbene le riserve idriche regionali siano rimaste superiori alla media del 21%. Parziale il calo delle portate in Veneto, come mostrato dai fiumi Adige e Livenza, mentre sono rimasti invariati i livelli di Piave, Brenta e Bacchiglione; anche sulle Alpi Bellunesi il manto nevoso ha raggiunto il metro di altezza. In Emilia-Romagna, ad eccezione del Panaro, i livelli di tutti i fiumi sono risultati fortemente sotto media, addirittura inferiori ai valori del siccitoso 2022. Di conseguenza, anche la portata del Po ha fatto registrare un netto calo: -22% ad Isola Sant'Antonio in Piemonte e -44% a Pontelagoscuro nel ferrarese. Fatta eccezione solo per il fiume Vara, anche in Liguria tutti i corsi d'acqua hanno evidenziato livelli in calo. Tutti i fiumi della Toscana hanno mostrato portate minime alla fine del mese. Nelle Marche le abbondanti piogge hanno ravvivato le portate fluviali che mostravano da settimane trend decrescenti. In Umbria si è registrata una lieve risalita del Lago Trasimeno, e un generalizzato aumento dei fiumi Tevere, Nera e Chiascio. Nel Lazio si sono verificati cali generalizzati dei livelli dei corpi idrici, a causa anche delle scarse precipitazioni delle ultime settimane. In Abruzzo la portata del fiume Orta risultava in forte rialzo, così come, in maniera più contenuta, quella del fiume Sangro, mentre a Campo Imperatore il manto nevoso ha raggiunto appena 20 centimetri. Ai minimi storici è risultato il livello del Volturno in Molise e, più moderatamente, anche in Campania, dove invece il fiume Garigliano ha fatto registrare un aumento e il Sele si è mantenuto costante. In Basilicata, dopo mesi di surplus idrico stoccato nei serbatoi artificiali, si è registrata una sostanziale diminuzione del livello degli invasi, inferiore di 20,4 milioni di metri cubi rispetto allo stesso periodo del 2022, così come in Puglia, dove, rispetto al 2022, il deficit idrico invasato è stato di oltre 14 milioni di metri cubi. Va infine registrato che in Calabria il livello idrometrico del fiume Lao ha raggiunto i 143 centimetri, ben 75 centimetri in più rispetto ad un anno fa.

In relazione alle stime previste dal JRC al 27 novembre 2023 per il territorio europeo [7], a partire dalla metà di ottobre, a causa di eventi precipitativi intensi e/o persistenti, si è assistito ad un generale ritardo, talvolta impedimento, nella campagna di semina dei cereali invernali e ad impatti negativi sulla messa a dimora e sulla crescita iniziale delle colture. In particolare, tali condizioni si sono verificate in Spagna e in Francia occidentali, nel Nord della Germania, nei settori occidentali di Danimarca e Polonia, in Russia centro-occidentale e in Ucraina settentrionale. Inoltre, le piogge estreme hanno ostacolato la raccolta di alcune produzioni (barbabietola da zucchero e patata nei paesi del Benelux), causato inondazioni anche in aree agricole (Toscana, Italia centrale), richiedendo a volte di procedere a risemine (Irlanda meridionale). In Ungheria, le condizioni del terreno asciutto fino a metà ottobre, seguite da piogge intense, hanno ritardato localmente la semina e portato ad un aumento della pressione dei parassiti. In generale, se dovessero persistere le piogge, ci potrebbero essere ricadute negative sulla superficie totale seminata e alcuni agricoltori potrebbero essere indotti ad optare per il grano primaverile.

Ritardi nelle semine, nonché riduzioni del germogliamento e dell'emergenza, si sono avuti anche per condizioni di siccità, in particolare nella Spagna orientale, in alcune aree italiane (versante adriatico centrale e meridionale, in Sicilia e nella Sardegna orientale), nel Maghreb centrale e orientale, nella Romania orientale, in Bulgaria e nella Russia sud-occidentale. In Italia, la semina del grano duro al Sud è stata ritardata di almeno 20 giorni [8].

Passando alle analisi di dettaglio, la mappa delle anomalie della temperatura minima (fig. 2a) mostra una netta distinzione tra il Nord, con diffuse anomalie negative, in particolare ad Est, il Centro, prevalentemente nella norma, e il Mezzogiorno, quasi completamente interessato da anomalie positive. I valori medi regionali sono compresi tra -1,7 °C per il Trentino e +2,2 °C per la Sardegna. Le temperature massime sono rimaste nella norma nel Nord-Est, in Valle d'Aosta, su parte dell'Appennino dall'Umbria fino alla Campania e in Sardegna. Nel resto del territorio le massime hanno superato la media climatica di almeno 1,6 °C in Liguria, nelle Marche, in Abruzzo, Puglia, Calabria e Sicilia (fig. 2b).


Figura 2 - Anomalie di temperature minime (a, sx) e massime (b, dx) - novembre 2023 

Figura 1 - Anomalie di temperature minime (a, sx) - novembre 2023
Figura 1 - Anomalie di temperature massime (b, dx) - novembre 2023


La frequenza delle temperature minime estreme (fig. 3a) in gran parte del Paese risulta inferiore al 10%, mentre ha superato il 20% soltanto in Sardegna, in particolare nel nord, e in Liguria.
Le temperature massime estreme (fig. 3b) sono state quasi ovunque più frequenti di quelle minime e hanno raggiunto in media il 18 % al Nord (30% in Liguria e 20% in Piemonte), il 19% al Centro (21% in Toscana e nelle Marche) e il 18% nel Mezzogiorno (24% in Sardegna e 20% in Puglia). Frequenze elevate interessano la provincia di Varese, le fasce costiere dell'alto versante tirrenico, e dell'arco ionico. Localmente sono stati raggiunti picchi del 47% in Sicilia e del 43% in Puglia e Toscana. 


Figura 3 - Temperature minime estreme (a, sx) e massime estreme (b, dx) - novembre 2023

Figura 2 - Temperature minime estreme (a, sx)  - novembre 2023
Figura 2 - Temperature massime estreme (b, dx) - novembre 2023


Le sommatorie termiche con soglia 0 °C, calcolate dal 1° gennaio, hanno superato, come media nazionale, 5052 gradi giorno, raggiungendo valori di 6149 in Puglia e sfiorando 6000 in Sardegna e Sicilia (fig. 4a). I valori hanno superato la norma di almeno 250 gradi giorno quasi ovunque, ad esclusione della Sicilia (+ 216 gradi giorno) e di una fascia compresa tra il sud della Campania e il sud della Calabria (fig. 4b). In media nel Mezzogiorno le anomalie sono meno accentuate, mentre gli scarti positivi più elevati superano 400 gradi giorno in Liguria, Toscana, Lombardia e Trentino e raggiungono 509 gradi giorno in Piemonte. 


Figura 4 - Sommatorie termiche con soglia 0 °C (a, sx) e anomalie (b, dx) - novembre 2023

Figura 3 - Sommatorie termiche con soglia 0 °C (a, sx) -  novembre2023
Figura 3 - Sommatorie termiche con soglia 0 °C anomalie (b, dx) - novembre 2023


Il valore delle sommatorie termiche con soglia di 10 °C (fig. 5a) ha sfiorato 2110 gradi giorno a livello nazionale e ha raggiunto un valore massimo di 2903 in Puglia, attestandosi intorno a 2750 in Sicilia e Sardegna. Le anomalie sono tutte positive (fig. 5b), meno pronunciate al Nord-Est, in Emilia-Romagna e nelle regioni del basso versante Tirrenico, Sicilia compresa; in termini di medie regionali, variano tra 149 gradi giorno in Alto Adige e 384 in Sardegna, superando i 300 in Toscana, Liguria, Piemonte, Puglia e Lazio. In alcune aree del Piemonte, della Toscana e della Sardegna si osservano scarti maggiori di 400 gradi giorno.


Figura 5 - Sommatorie termiche con soglia 10 °C (a, sx) e anomalie (b, dx) - novembre 2023

Figura 4 - Sommatorie termiche con soglia 10 °C (a, sx) - novembre 2023
Figura 4 - Sommatorie termiche con soglia 10 °C anomalie (b, dx) - novembre 2023


La distribuzione delle Precipitazioni (fig. 6a) mostra una netta diversificazione tra i versanti tirrenici e quelli adriatici e, al Nord, tra la Pianura Padana e il resto del territorio.  I valori medi regionali più alti si osservano in Campania (228 mm), Valle d'Aosta (206 mm) e Friuli-Venezia Giulia (188 mm), mentre quelli minori riguardano Sicilia (53 mm), Sardegna (69 mm), Puglia (76 mm) e Piemonte (82 mm).  La mappa delle anomalie (fig. 6b) evidenzia la presenza di estese aree con precipitazioni maggiori della media climatica lungo la penisola (+ 47% in Campania e +33% in Umbria) e diffusi scarti negativi a NordOvest (-49% in Piemonte e -40% in Liguria) e nelle Isole, soprattutto in Sicilia (-31%). 


Figura 6 - Precipitazioni cumulate in mm (a, sx) anomalie in % (b, dx) - novembre 2023

Figura 5 - Precipitazioni cumulate in mm (a, sx)  - novembre 2023
Figura 5 - Precipitazioni cumulate in mm anomalie in % (b, dx) - novembre 2023


I valori degli indici di estremi climatici rx1day e rx5day, che riportano rispettivamente i valori massimi di precipitazione cumulata in un singolo giorno e in cinque giorni consecutivi, nell'arco del mese, sono rappresentati nelle figure 7a e 7b. Gran parte delle aree interessate da precipitazioni mensili consistenti (come evidenziato in fig. 6a) mostra valori elevati di questi indici, segnalando che le piogge si sono concentrate in pochi giorni. In particolare, apporti piovosi tra 50 e 60 mm caduti in un solo giorno hanno interessato in media Friuli -Venezia Giulia, Campania, Lazio, Veneto ed Emilia-Romagna.

La mappa dell'rx5day ricalca parzialmente quella dell'rx1day nelle aree del medio-basso versante tirrenico e di quello ionico, mostrando che molti episodi di piogge estreme sono durati per più di un giorno, arrivando a superare 100 mm nell'arco di cinque giorni, e si sono estesi a gran parte del territorio.  Si notano i fenomeni estremi che hanno interessato vaste aree del Paese durante il mese, provocando gravi danni, in particolare in Toscana. Spiccano i valori di alcune aree interne del Piemonte, nelle quali in nessun intervallo di 5 giorni consecutivi le precipitazioni hanno superato 20 mm. 


Figura 7 - Precipitazioni intense: valori massimi cumulati in un singolo giorno (a, sx) e nel corso di 5 giorni consecutivi (b, dx) - novembre 2023

Figura 6 - Precipitazioni intense: valori massimi cumulati in un singolo giorno (a, sx) - novembre 2023
Figura 6 - Precipitazioni intense: nel corso di 5 giorni consecutivi (b, dx) - novembre 2023


L'evapotraspirazione di riferimento ha raggiunto i valori maggiori, intorno a 60 mm in media, nelle Isole e in Puglia (fig. 8a). Non si rilevano anomalie negative (fig. 8b), mentre le maggiori anomalie positive riguardano principalmente le regioni del versante adriatico, Marche (+42%), Emilia-Romagna (+35%) e Puglia (+33%), oltre alla Sardegna (+ 30%). Nella norma risultano le regioni del Nord-Est e la Campania.  


Figura 8 - Evapotraspirazione di riferimento in mm (a, sx) e anomalia (b, dx) - novembre 2023

Figura 7 - Evapotraspirazione di riferimento in mm (a, sx) - novembre 2023
Figura 7 - Evapotraspirazione di riferimento in mm anomalia (b, dx) - novembre 2023


La mappa del bilancio idroclimatico riflette quella delle precipitazioni, anche grazie ai livelli esigui di evapotraspirazione del periodo. Le condizioni di surplus idrico maggiore si riscontrano infatti sulle regioni del versante tirrenico e nell'estremo Nord-Est, con i valori medi più elevati pari a +191 mm in Campania e +168 mm in Friuli-Venezia Giulia (fig. 9a). La mappa delle anomalie (fig. 9b), mostra situazioni in prevalenza nella norma, ad eccezione di una vasta area del Nord-Ovest in cui il bilancio è inferiore alla media climatica (in media, -81 mm in Piemonte e -73 mm in Liguria) e di alcune aree con anomalie positive, più estese in Campania (in media +69 mm) 


Figura 9 - Bilancio idroclimatico (a) e anomalie (b) - novembre 2023

Figura 8 - Bilancio idroclimatico (a) - novembre 2023
Figura 8 - Bilancio idroclimatico anomalia (b) - novembre 2023


L'indice di siccità SPEI6, che riflette l'andamento del bilancio idroclimatico degli ultimi sei mesi (fig. 10a), mostra condizioni medie regionali nella norma in quasi tutto il Paese, tranne che in Puglia (in siccità severa) e nelle Isole (in siccità moderata). Situazioni locali di eccesso di umidità si notano al Nord e in corrispondenza delle Alpi Apuane, mentre punte di siccità estrema hanno investito aree della Sicilia e dell'Emilia-Romagna.

La mappa dello SPEI3 (fig. 10b), che riflette l'andamento dei 3 mesi più recenti, presenta lo stesso pattern, ma mostra segnali di siccità più intensi ed estesi. In media, la Sicilia ricade nella classe di siccità estrema, mentre la Sardegna e la Puglia si presentano in siccità severa.


Figura 10 - SPEI a 6 mesi (a) e a 3 mesi (b)- novembre 2023

Figura 9 - SPEI a 6 mesi (a) - novembre 2023
Figura 9 - SPEI a 3 mesi (b) - novembre 2023
 
 

Note

 
 
 
 

Barbara Parisse (Ed.)
Roberta Alilla, Giulia Maria Bellucci, Flora De Natale, Antonio Gerardo Pepe e Antonella Pontrandolfi
CREA - Agricoltura e Ambiente

 
 

PianetaPSR numero 129 dicembre 2023