
Il controllo degli organismi patogeni è una necessità ineludibile in agricoltura, soprattutto in un'epoca di grande incertezza come quella che stiamo vivendo, segnata dai cambiamenti climatici e dalla necessità di garantire, al giusto prezzo, cibo nutriente a una crescente popolazione mondiale. Queste sfide devono essere affrontate minimizzando i rischi per la salute e per l'ambiente. L' adozione di appropriate tecniche di difesa integrata (Integrated Pest Management) concilia le esigenze produttive con quelle sanitarie e ambientali, in quanto permette lo sviluppo di approcci o tecniche alternativi per ridurre la dipendenza dall'utilizzo di pesticidi prendendo in considerazione tutti i metodi di protezione delle piante disponibili e la loro integrazione. Si tratta quindi di un approccio olistico e sostenibile per affrontare i problemi legati ai parassiti agricoli, che tiene conto sia degli aspetti economici che ambientali della produzione alimentare. Sin dal 2009, con la Direttiva 2009/128/ce che istituisce un quadro per l'azione comunitaria ai fini dell'utilizzo sostenibile dei pesticidi, l'Unione Europea prevede una serie di azioni per realizzare un uso sostenibile dei pesticidi riducendone i rischi e gli impatti sulla salute e sull'ambiente e promuovendo l'uso della difesa integrata fissando le condizioni per garantire per l'uso sostenibile dei pesticidi da parte degli agricoltori e di altri utilizzatori professionali di pesticidi.
L'obiettivo, stabilito dalla Farm to Fork, di ridurre l'uso dei pesticidi chimici del 50% entro il 2023, ha portato la Commissione ad avviare l'iter di superamento della Direttiva 2009/128, con una proposta di regolamento sull'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (Sustainable Use of Plant Protection Products Regulation - SUR) contenente regole più stringenti dei fitofarmaci di sintesi.
Come è noto, la proposta di regolamento è stata ritirata a febbraio 2024 a causa dell'opposizione politica che ha incontrato in sede di prima lettura al Parlamento Europeo e, soprattutto, delle forti proteste che ha generato presso gli agricoltori.
La vicenda della proposta di regolamento ha dimostrato che il riconoscimento della necessità di ridurre i prodotti fitosanitari di sintesi è tutt'altro che pacifico, in quanto il trade off tra sostenibilità ambientale ed economica è ancora troppo ampio, in mancanza di valide alternative all'uso dei pesticidi. In particolare, La percezione che le alternative valide e accessibili alle pratiche convenzionali siano inadeguate o insufficienti rimane il principale ostacolo alla riduzione della dipendenza dai prodotti di sintesi. Benché il numero di pratiche IPM a disposizione dell'agricoltore sia molto elevato, non solo nella fase di intervento ma anche, e soprattutto, di monitoraggio e prevenzione, questa percezione non è del tutto infondata, soprattutto nel quadro dei forti cambiamenti climatici in cui l'agricoltore si trova ad operare, caratterizzato da improvvise recrudescenze nelle popolazioni dei patogeni e dei loro vettori.
Pertanto, è evidente che gli obiettivi della Farm to Fork non si possano raggiungere senza un'ampia azione di collaborazione tra agricoltori, consulenti e ricercatori, in grado di tracciare la strada per il superamento delle difficoltà che ad oggi appaiono insormontabili, verso un uso delle alternative ai prodotti di sintesi, che non minacci la sostenibilità economica dell'agricoltura europea.
Per questo, L' Unione Europea, attraverso il programma Horizon, ha finanziato alcuni progetti di ricerca che, secondo un approcciò multi-attore, favoriscano il dialogo tra i diversi soggetti convolti nella gestione integrata dei patogeni al fine di individuare soluzioni condivise e applicabili. Il CREA, coi i suoi Centri di Politiche e Bioeconomia e Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura è coinvolto in uno di questi: il progetto SUPPORT ( https://he-support.eu/ ), che raccoglie 20 organizzazioni di 10 Paesi diversi, tra cui università e centri di istruzione superiore, PMI, cooperative di agricoltori ed enti pubblici. Il progetto si concluderà a dicembre 2026.
SUPPORT ha l'obiettivo di aprire la strada all''adozione di strumenti e tecnologie per la gestione integrata dei parassiti, attivando un processo di condivisione delle conoscenze disponibili, per utilizzarle poi come base per la co-progettazione, con gli attori rilevanti, di strategie innovative di gestione integrata e di politiche pubbliche in grado di sostenere attivamente il cambiamento.
Il progetto si propone di colmare il vuoto di conoscenza delle ragioni per cui esiste un divario tra l'adozione potenziale e quella reale delle pratiche di gestione integrata dei parassiti e quindi individuare i percorsi che possono colmare questo divario, discutendone le cause con tutti i portatori di interesse e collaborando con loro per trovare soluzioni tecniche e politiche.
Nel primo anno di attività, nei 10 Paesi partner sono stati organizzati 23 Focus Group e 9 Comunità di Pratica; i primo hanno avuto l'obiettivo di elaborare, con l'aiuto di agricoltori e consulenti, in inventario delle attuali pratiche di gestione integrata, che fornirà la base conoscitiva necessaria a elaborare le strategie fitosanitarie del futuro. Nelle Comunità di Pratica nazionali, invece, si è svolto il primo esercizio di co-creazione delle politiche, che ha visto coinvolti agricoltori, consulenti, ricercatori e altri attori della filiera. Nello spirito multi-attore del progetto, i rappresentanti delle Comunità di Pratica si sono poi incontrati a Berlino, in occasione del Consortium Meeting di progetto nel grande Network di Pratica di SUPPORT, per discutere di come superare alcune barriere che, dall'analisi dei casi nazionali, sono sembrate trasversali a tutti i Paesi partner.
Perché le raccomandazioni politiche che il progetto elaborerà siano efficaci ed effettivamente collegate alla realtà produttiva, c'è però bisogno di conoscere nel dettaglio quali sono le barriere e i fattori abilitanti che condizionano le scelte degli agricoltori. Per questo, nell'ambito del progetto, è stata avviata un'indagine che coinvolge gli agricoltori dei paesi partner. In Italia SUPPORT si concentra sulle colture di Cipolla, Melo ed Olivo.
È possibile, per i produttori di queste tre colture, partecipare all'indagine quantitativa, cliccando sui link qui sotto, in modo da contribuire (in modo assolutamente anonimo) alla raccolta delle informazioni necessarie alla buona riuscita del progetto.

Alberto Sturla
CREA PB
PianetaPSR numero 132 marzo 2024