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Agriturismo

L'agriturismo italiano si conferma un modello di sviluppo rurale sostenibile e fortemente radicato nei territori di appartenenza

Queste le principali evidenze dell'edizione 2024 del Rapporto "Agriturismo e multifunzionalità" della RRN, presentate in occasione del secondo Congresso mondiale sull'agriturismo tenutosi a Bolzano dal 16 al 18 maggio scorso.

Quando si parla di agriturismo il "modello Italia" è un riferimento a livello internazionale, in particolare per gli aspetti connessi alle tre dimensioni della sostenibilità (economica, ambientale e sociale). È quanto emerso nel corso della seconda edizione del World Agritourism Congress[1], organizzato dall'EURAC e tenutosi a Bolzano dal 16 al 18 maggio 2024, che ha visto la partecipazione di oltre 200 esperti provenienti da più di 35 Paesi. L'evento, articolato in 13 diverse sessioni tematiche, ha visto la presentazione di 80 relazioni ed è stata un'importante occasione confronto e di networking. 

È in questo contesto che ISMEA ha presentato la settima edizione del Rapporto "Agriturismo e multifunzionalità", realizzato nell'ambito delle attività della Rete Rurale Nazionale, che continua a proporsi come strumento di orientamento, conoscenza e analisi del settore a supporto delle decisioni delle istituzioni, dei portatori di interesse e dei soggetti privati. 

Oltre a contenere l'aggiornamento dei principali dati e indicatori economici e di mercato, l'edizione 2024 fornisce un approfondimento sul Piano Strategico della PAC (PSP) 2023-27, focalizzando l'attenzione sull'intervento a sostegno degli investimenti per la diversificazione in attività extra-agricole, nell'ambito del quale vengono supportate anche le attività agrituristiche, didattiche e sociali. Inoltre, coerentemente con le sfide ambientali che interessano l'agricoltura europea, viene presentato un focus - a partire dai dati offerti dal sistema pubblico - sugli aspetti di sostenibilità dell'agriturismo italiano e della sua offerta in relazione ai territori di appartenenza.

Il quadro generale nel nostro Paese

In termini economici il monitoraggio del sistema dell'offerta e della domanda agrituristica rivela un quadro connotato da continui segnali di crescita, quantitativa e qualitativa. L'analisi dei principali indicatori e delle evidenze del mercato dell'agriturismo mostra un comparto solido e reattivo: i livelli raggiunti nel 2022 in termini di numero di aziende,  arrivi, presenze e volume di affari, sono tra i più alti di sempre e attestano la capacità dell'agriturismo di diversificare il rischio imprenditoriale e di adattarsi in maniera flessibile alle dinamiche di contesto, trasformando i vincoli in opportunità. 

La solidità del comparto si evince anche osservando la dimensione economico-produttiva delle aziende agrituristiche che, dai dati del settimo Censimento generale dell'agricoltura, risultano avere una SAU media di 25,3 ettari, circa due volte e mezzo maggiore rispetto a quella delle aziende agricole italiane nel complesso e una produzione standard quasi doppia.

Oltre che in termini economici, l'offerta agrituristica appare sostenibile anche in termini ambientali e sociali. L'agriturismo rappresenta la forma di diversificazione agricola più diffusa e capillarmente distribuita nelle aree rurali italiane, nelle zone svantaggiate, montane e nei piccoli centri. I comuni italiani che ospitano almeno un agriturismo sono più di 5.000, pari al 64% del totale. 

L'agriturismo, dunque, opera come vero e proprio presidio territoriale, in particolare quando situato in aree prive di specifici attrattori turistici. E' il caso di circa 1.000 agriturismi, pari al 3,8% del totale, situati in poco meno di 600 comuni classificati come "non turistici". Molto bassa, invece, la quota di agriturismi che opera nelle aree periurbane delle grandi città, pari appena all'1,5%.

Altro elemento di sostenibilità dell'agriturismo è la sua naturale predisposizione a produrre con metodo biologico. I dati censuari evidenziano come nel 2020 l'incidenza della SAU biologica su quella complessiva in Italia fosse del 15,7%, uno dei valori più alti a livello comunitario. Nello stesso periodo l'incidenza della SAU bio per le aziende agrituristiche risultava più che doppia (32,3%). Si può pertanto affermare che l'agriturismo italiano, già da qualche anno, ha raggiunto e superato il target del 25% di superficie biologica fissato dalla strategia Farm to Fork per il 2030. 

Complessivamente gli agriturismi detengono circa il 5% della SAU totale italiana, ma limitando l'osservazione a quella biologica si può stimare che la quota dell'agriturismo superi il 10%. 

Il contributo dell'agriturismo al settore biologico è evidente anche in termini di numero di aziende. Più di un quarto degli agriturismi (26,6%), infatti, ha adottato questo sistema di produzione contro il 7,4% di tutte le aziende agricole. Gli agriturismi rappresentano poco più del 2% delle aziende agricole in Italia, ma quasi l'8% di quelle che producono con il metodo biologico.

Infine, i dati censuari evidenziano come l'agriturismo contribuisca anche al ricambio generazionale, delineando un "profilo" dell'imprenditore agrituristico più "giovane" e, conseguentemente, maggiormente propenso ad investimenti innovativi, alla digitalizzazione e all'utilizzo dei canali di commercializzazione online dei prodotti.

In conclusione, si può affermare che numerosi indicatori confermano la forte connotazione in termini di sostenibilità economica, sociale e ambientale dell'agriturismo italiano e il suo radicamento nelle molteplici identità dei territori rurali italiani di cui è interprete privilegiato e testimonial di eccellenza. 

L'agriturismo nel PSP

Per tali ragioni nel Piano Strategico della PAC 2023-27 italiano  (PSP) è stato previsto uno specifico intervento di sviluppo rurale (SRD03[2]) per il sostegno agli investimenti nelle aziende agricole per la diversificazione in attività extra-agricole connesse (tra le quali ricade l'agriturismo); tale intervento è stato attivato su tutto il territorio nazionale -  ad eccezione della P.A. di Bolzano che sosterrà la diversificazione esclusivamente attraverso risorse provinciali - a conferma del fatto che le funzioni dell'agricoltura in chiave sociale, ambientale, territoriale, paesaggistica e alimentare, trovano espressione in pratiche e attività ormai diffuse in tutto il Paese.

Nel quinquennio 2023-27 la spesa pubblica complessiva programmata per l'intervento SDR03 ammonta a circa 286 milioni di euro (131,8 milioni di quota FEASR e 154,2 milioni di cofinanziamento), pari a circa 57,2 milioni di euro l'anno, con un'incidenza del 6,6% sul totale degli interventi a sostegno degli investimenti e dell'1,8% sulla spesa pubblica complessiva per lo sviluppo rurale. 

Tutte le Regioni hanno scelto di erogare il sostegno mediante sovvenzioni, con aliquota compresa tra il 30% e il 60%, a seconda della tipologia di azione, di area e di beneficiario. Pertanto, a fronte del contributo pubblico, l'intervento conferma una importante funzione di stimolo degli investimenti privati ed è possibile stimare che, complessivamente, attiverà risorse per più di mezzo miliardo di euro nel quinquennio relativamente a progetti di diversificazione.

Molte amministrazioni regionali hanno programmato l'uscita dei bandi per l'intervento SRD03 nel 2024, avendo dato priorità nel primo anno di programmazione agli interventi a superficie. Va specificato, inoltre, che i bandi regionali a sostegno della diversificazione in attività extra agricole possono prevedere la sua attivazione in simultanea con altri interventi di sviluppo rurale attraverso la progettazione integrata e, in particolare, con le misure previste nel "pacchetto giovani", secondo le modalità stabilite dalle Regioni e dalle Province Autonome all'interno dei Complementi Regionali per lo Sviluppo Rurale (CSR).

Pertanto, nei prossimi mesi, sarà interessante monitorare gli esiti dei bandi e l'effettiva attuazione dell'intervento SRD03, in particolare in relazione alla tipologia di beneficiari (età, genere), alla tipologia e alla localizzazione territoriale dei progetti finanziati.


 
 

Note

 
 

Umberto Selmi, Gabriella Pastore

 
 

PianetaPSR numero 135 giugno 2024