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Sostenibilità

La sostenibilità della filiera ortofrutticola. Un'analisi sull'uso della plastica nella IV e V gamma

I risultati di un'indagine nell'ambito del progetto "Conservabilità, qualità e sicurezza dei prodotti ortofrutticoli ad alto contenuto di servizio - POFACS".

Le produzioni di IV e V gamma di prodotti ortofrutticoli, in un arco temporale piuttosto breve, si sono affermate sul mercato italiano incontrando l'apprezzamento del consumatore moderno che, da una parte, ha poco tempo per preparare i pasti, ma dall'altra è molto attento agli aspetti salutistici. Appartengono alla IV e V gamma tutti i prodotti ortofrutticoli freschi che, successivamente alla fase di raccolta, vengono sottoposti a processi tecnologici di minima entità, finalizzati a garantirne la sicurezza, l'igienicità e la valorizzazione seguendo buone tecniche di lavorazione. (https://italiaimballaggio.it/).

 

Il progetto POFACS: alcuni risultati dell'indagine diretta

Nell'ambito del progetto "Conservabilità, qualità e sicurezza dei prodotti ortofrutticoli ad alto contenuto di servizio - POFACS", il CREA Politiche e Bioeconomia ha realizzato un focus sull'uso della plastica nel comparto ortofrutticolo della IV e V gamma. Nello specifico, sono state effettuate due interviste: una all'azienda ARPOR Soc. Coop. Agr., con sede a Policoro (MT) e che conferisce alla Orogel [1], e l'altra all'Organizzazione di Produttori (OP) OASI di Battipaglia che conferisce alla Bonduelle [2]. Al contempo, sono stati somministrati dei questionari agli imprenditori agricoli (impegnati nella produzione e/o trasformazione e/o commercializzazione) soci della Società Cooperativa ARPOR e ai soci affiliati all'OP Oasi.

L'analisi ha evidenziato per entrambe le realtà una limitata quantità di plastica da scarto prodotta, prevalentemente durante la fase di confezionamento, e che la stessa viene ritirata e smaltita da ditte specializzate in un'ottica di sostenibilità ambientale.
Nelle fasi di trasformazione e/o confezionamento le aziende hanno dichiarato di utilizzare differenti tipologie di manufatti plastici, raggruppabili nelle seguenti categorie: per uso personale, per uso aziendale e packaging.

L'indagine diretta ha mostrato, tra l'altro, la particolare attenzione riservata dagli agricoltori all'ambiente, che si traduce altresì nella qualità dei prodotti conferiti. Dall'analisi emerge, infatti, che la totalità degli imprenditori agricoli gestisce in modo corretto i rifiuti plastici prodotti nelle proprie aziende.
Tutti gli agricoltori, come produttori di rifiuti, pagano i costi relativi allo smaltimento. L'80% dei soggetti coinvolti è consapevole del fatto che consegnando rifiuti separati, per tipologia e il più possibile puliti, facilita le successive azioni di riutilizzo/riciclo/smaltimento. Il 73% di essi dichiara di fare un uso accorto dei manufatti plastici, specialmente se monouso, così come di utilizzare, dove possibile, anche altri materiali come carta e cartone che stanno prendendo sempre più piede, proprio nell'ottica della riduzione dei materiali plastici.
La crescente sensibilità dei consumatori e i disincentivi normativi messi appunto dall'Unione europea per limitare l'utilizzo della plastica nel packaging, hanno spinto un numero sempre maggiore di aziende a trovare soluzioni innovative per ridurre la produzione di rifiuti plastici, come le plastiche a base biologica, le biodegradabili e le compostabili.
Lo smaltimento dei rifiuti agricoli rappresenta una sfida per il settore agricolo. Le aziende devono adottare una strategia integrata per la gestione dei rifiuti, che tenga conto delle normative vigenti e delle migliori pratiche ambientali. La ricerca nel campo delle tecnologie alimentari è in continua evoluzione e mira a soddisfare sia le esigenze di food security (accessibilità alimentare), sia a garantire la food safety (qualità e sicurezza). Questo sviluppo sta orientando gli studi scientifici verso nuovi campi di ricerca complementari, come l'intelligenza artificiale e le tecnologie alimentari per il riutilizzo delle materie prime, oltre alle indagini sul packaging.
La ricerca e l'innovazione risultano cruciali per affrontare le sfide globali legate alla produzione, distribuzione e consumo alimentare, al fine di promuovere un futuro più sostenibile, sicuro ed equo del sistema alimentare globale, coinvolgendo l'intera filiera agroalimentare.

 

Note

[1] Orogel è una cooperativa di agricoltori, soci e tecnici agronomi; nata a Cesena nel 1967 oggi è il leader nel mercato italiano del comparto dei vegetali freschi surgelati. Orogel opera con tre stabilimenti in Romagna, Veneto e Basilicata, pur essendo fisicamente distanti, rappresentano un unico sistema produttivo.
[2] Bonduelle è un'azienda a conduzione familiare che lavora da 7 generazioni, fondata nel 1853 da Louis Lessafre-Roussel e da Louis Bonduelle, come distilleria di cereali, diventata in breve tempo lo specialista dell'agroalimentare. Bonduelle Italia è stato il primo operatore a introdurre nella IV gamma italiana l'elemento della marca riconoscibile, capace di farsi garante della qualità del prodotto fresco confezionato attraverso la scelta di un packaging ricco di informazioni e di una forte campagna di comunicazione sulla IV gamma.

Bibliografia

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Oldani G. (2022), Packaging dei prodotti di IV e V gamma  - https://www.taccuinigastrosofici.it.

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https://www.logisticamente.it/Articoli/13678/smart-packaging/

https://www.freshcutnews.it/2023/11/23/imballaggi-fitosanitari-non-passa-la-linea-dura-ue-sospiro-sollievo/

https://italy.representation.ec.europa.eu/

https://italiaimballaggio.it/

https://www.foodhubmagazine.com/

 
 

Maria Assunta D'Oronzio, Diego De Luca, Mariacarmela Suanno, Salvatore Caricati, Raffaella Pergamo - CREA PB

 
 

PianetaPSR numero 137 settembre 2024