
La possibilità di produrre un buon pane dipende da molti fattori, anche legati al processo tecnologico del processo della panificazione, e, naturalmente, al fatto di disporre di elementi di elevata qualità. Puntare sull'innovazione e sulla ricerca per offrire al mercato prodotti di qualità significa offrire strumenti competitivi per le imprese che oggi attraversano un momento particolarmente critico.
Nel corso del 2020-2021 si sono verificati in rapida successione una serie di eventi che hanno destabilizzato il quadro macroeconomico globale: in primis la pandemia da Covid-19, che ha prodotto un forte aumento delle richieste dall'estero, in particolare dalla Cina di cereali e soia, ed una vigorosa ripresa della domanda nelle fasi post pandemiche, inacerbata da eventi climatici estremi, e lo scoppio di conflitti bellici come la guerra in Ucraina.
Nel 2021, i raccolti mondiali di frumento tenero si sono attestati a poco più di 750 milioni di tonnellate, in crescita dell'1,3% rispetto all'anno precedente; incrementi significativi si sono registrati in Ucraina, Argentina e Ue. Con particolare riferimento alla Ue, la crescita annua del 10,3% registrata nel 2021 è da attribuire in larga parte alla Francia (+21% a 35,4 mln t) che esprime in media più del 25% dei raccolti comunitari, ma anche alla Romania (+70% a 11,3 mln t) e alla Bulgaria (+51% a 7,1 mln t). Anche la domanda globale è aumentata (+1,2%) mantenendosi però su livelli inferiori all'offerta e consentendo un lieve recupero delle scorte (+1,8% sul 2020 a 276 milioni di tonnellate), con particolare riferimento a quelle detenute dalla Ue.
Dopo l'aumento dei prezzi del biennio 2021-2022, nel 2023 il mercato si è ridimensionato sulla scia del medesimo andamento delle commodity agricole ed energetiche. I prezzi del frumento tenero, cresciuti nel biennio 2020-2021 soprattutto per il crollo della produzione del Canada, a partire dall'autunno 2022 si sono ridotti a causa della ripresa dei raccolti nordamericani e della maggiore disponibilità a livello globale. Secondo quanto riportato dall'IGC (International Grain Council) la produzione mondiale di frumento tenero nel 2022, evidenzia una riduzione annua dell'1,7% a 737 milioni di tonnellate, volumi inferiori al record del 2021 ma comunque più elevati rispetto alla produzione media del quinquennio precedente. In flessione risultano i raccolti dell'Ucraina, Ue, Argentina e Australia, mentre aumentano quelli di Russia, Kazakistan e soprattutto Canada che in questa annata dovrebbe recuperare la forte perdita del 2021 grazie all'aumento delle superfici e dei rendimenti unitari. La contrazione annua stimata nella Ue nel 2022 (-4,0% a 125,3 mln t) è dovuta soprattutto a Francia (-7,1% a 32,9 mln t), Romania (-17,7% a 9,3 mln t), Spagna (-17,4% a 6,8 mln t) e Bulgaria (-13,9% a 6,1 mln t), dove le rese ad ettaro si riducono maggiormente a causa delle elevate temperature nel periodo primaverile.
Con riferimento all'Italia, i dati Istat recentemente pubblicati e ancora provvisori indicano una contrazione dei raccolti; se da un lato le superfici mostrano una progressione annua del 9,3% portandosi a 544 mila ettari, dall'altro, la forte contrazione delle rese (-14,7% a 5,2 t/ha nel 2022) determina una flessione della produzione del 6,8% che scende a poco più di 2,8 milioni di tonnellate. In linea generale, l'andamento climatico è risultato poco favorevole alla coltura, soprattutto nelle fasi finali dello sviluppo colturale. In tale contesto, lo sviluppo colturale è stato fortemente ostacolato e le rese a ettaro risultano in forte contrazione; dalle informazioni raccolte per le regioni più rappresentative per la coltura, le rese dovrebbero ridursi rispetto all'anno precedente di circa il 25% in Emilia-Romagna, 19% in Veneto, -16% in Piemonte e -24% in Lombardia. Possiamo così riassumere che i raccolti nel 2023 segnano una contrazione a livello produttivo, ma vi è un aumento soprattutto delle superfici.
Tabella 1. Importazioni di frumento tenero e le esportazioni (.000 tonnellate)

Fonte: elaborazioni Ismea su dati Istat
Per quanto riguarda il mercato del frumento tenero, questo ha evidenziato nella campagna 2021/22 una rivalutazione dei listini all'origine determinata dalla pandemia e dai cambiamenti climatici. In particolare, nella scorsa annata il prezzo del frumento tenero "fino" ha raggiunto in media 321,73 euro/t a Bologna (+47,8% sulla precedente annata) e 324,63 euro/t a Milano (+46,5%); sono aumentati anche i prezzi del frumento tenero estero, come il panificabile francese (+42,7% a 327,92 euro/t), il C.W.R.S. canadese (+58,4% a 457,00 euro/t) e il Northern Spring statunitense (+61,7% a 444,78 euro/t). È da osservare che, a partire da marzo 2022, analogamente a quanto osservato per le altre commodity agricole e per quelle energetiche, anche per il frumento tenero si è verificata un'ulteriore spinta dei prezzi determinata dalla crisi tra Russia e Ucraina, in ragione del ruolo detenuto a livello internazionale dai due paesi, sia in termini produttivi che di scambi con l'estero. Analogamente alla materia prima, anche il prezzo all'ingrosso delle farine di frumento tenero è risultato in forte aumento, in ragione della elevata incidenza del prezzo all'origine della granella su quello della farina all'ingrosso. È da rilevare che l'industria molitoria ha dovuto affrontare i violenti incrementi dei costi sia della materia prima frumento tenero, sia energetici, sia logistici, che rappresentano, nel complesso, oltre l'80% dei suoi costi di produzione. Nell'annata 2021/22 il prezzo delle farine ha raggiunto in media di campagna 624,88 euro/t, in aumento tendenziale del 21,9%. (ISMEA, 2022). Per quanto riguarda la situazione italiana, la campagna 2022/23 si è conclusa con il mantenimento di prezzi molto elevati (in media 421,00 euro/t), ma più contenuti rispetto al valore medio di quasi 500 euro/t dell'annata precedente. A luglio 2023, che corrisponde all'avvio della campagna 2023/24, si registra una ripresa dei prezzi che risentono delle prime stime al ribasso dei raccolti e della conseguente riduzione delle scorte a livello mondiale (ISMEA, 2023).
Valentina Lasorella e Daniela Pacifico -
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PianetaPSR numero 137 settembre 2024