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Agrometeo

L'andamento agrometeorologico di luglio 2024

L'analisi del Progetto Agrometeore della Rete Rurale Nazionale.

Introduzione

Come di consueto, PianetaPSR ospita la rubrica dedicata al monitoraggio agrometeorologico del mese precedente. L'andamento delle condizioni meteorologiche costituisce un fattore fondamentale per lo svolgimento delle attività agricole, condizionandone fortemente le produzioni, in termini sia qualitativi sia quantitativi. La conoscenza delle caratteristiche climatiche di un territorio guida le scelte colturali e gli investimenti strutturali, così come la programmazione delle diverse pratiche agronomiche non può prescindere dall'andamento meteorologico durante la stagione agraria (lavorazione del terreno, interventi irrigui e di difesa dai patogeni e parassiti, operazioni di raccolta, ecc.).

Le analisi presentate in questa rubrica sono il frutto di un'attività di monitoraggio agrometeorologico svolta dal CREA-Agricoltura e Ambiente nell'ambito della Rete Rurale Nazionale, precisamente nella scheda "Agrometeore". La scelta degli indici da presentare nei diversi report mensili può variare in funzione del periodo dell'anno (es. indice di Huglin) e della capacità della fonte di dati utilizzata di rappresentare l'andamento agrometeorologico del mese.

Nella sezione Dati e analisi del nuovo sito dell'Osservatorio di Agro-Meteo-Climatologia del CREA Agricoltura e Ambiente è possibile consultare la pagina Monitoraggio agrometeo per visualizzare la galleria delle mappe degli indici mensili stimati per l'anno corrente (AgroMIND). Questa sezione contiene anche la pagina Previsioni agrometeo che permette di accedere alla galleria delle previsioni agrometeorologiche a 7 giorni, aggiornate quotidianamente (AgroFIND). La documentazione dei materiali presentati in AgroMIND e AgroFIND, comprensiva dei principali metadati, è disponibile al seguente link.

Le analisi mensili si basano su dati giornalieri pubblicati con cadenza annuale al seguente link. Tale dataset, aggiornato quotidianamente per uso interno, deriva da dati di rianalisi preliminari (ERA5T) disponibili in quasi real time sul Climate Data Store di Copernicus, la cui successiva validazione, che avviene nell'arco di tre mesi, potrebbe evidenziare errori o scostamenti solitamente trascurabili. Maggiori dettagli sulle procedure di stima delle variabili usate per il calcolo degli indici sono stati pubblicati nel seguente articolo.

 

Agrometeo in cifre

 

Nel mese di luglio, condizioni molto più calde della norma hanno nuovamente investito il Paese, con anomalie positive a livello nazionale di circa 2 °C per le temperature minime e 2,5 °C per le massime, che in media hanno superato i 3,3 °C al Centro, mentre il fenomeno è stato più attenuato al Nord, con anomalie medie di circa 1,5 °C, sia per le minime che per le massime. Le precipitazioni sono risultate invece inferiori alla norma sia a livello nazionale, sia nelle tre ripartizioni, soprattutto al Centro, dove sono quasi dimezzate, e nel Mezzogiorno (-42%). Le condizioni di disponibilità idrica, mostrate dal bilancio idro-climatico e dall'indice di siccità, non evidenziano comunque carenze mentre nel Nord permane una situazione di Umidità estrema.

Andamento agrometeorologico nel mese di luglio 2024

Passando a un maggior dettaglio territoriale, la temperatura minima (fig. 1a) ha superato la norma quasi ovunque, ad eccezione del medio-basso bacino del Po e di alcune aree del Piemonte. Le anomalie medie regionali più elevate si sono verificate nel Mezzogiorno peninsulare, superando i +2,5 °C in Basilicata, Calabria, Molise e Puglia. Più intense e diffuse sono state le anomalie di temperature massime (fig. 1b), ad esclusione di gran parte del Piemonte e del delta del Po, dove si sono registrati valori nella media. In particolare, in alcune regioni del Centro (Umbria e Lazio) e del Mezzogiorno (Basilicata, Campania e Calabria) gli scarti hanno sfiorato i +4 °C.


Figura 1 - Anomalie di temperature minime (a, sx) e massime (b, dx) - luglio 2024

Figura 1 - Anomalie di temperature minime (a, sx) - luglio 2024
Figura 1 - Anomalie di temperature massime (b, dx) - luglio 2024


A livello nazionale la frequenza delle temperature minime estreme (fig. 2a) è stata pari al 39%, con valori medi regionali compresi tra il 20% dell'Emilia-Romagna e il 67% della Calabria. Ancora più rilevante è stata la frequenza delle temperature massime estreme (fig. 2b), che hanno interessato principalmente le regioni del versante tirrenico superando il 65% in Calabria, Campania e Lazio, con picchi superiori all'80% nel cosentino.


Figura 2 - Temperature minime estreme (a, sx) e massime estreme (b, dx) - luglio 2024

Figura 2 - Temperature minime estreme (a, sx) - luglio 2024
Figura 2 - Temperature massime estreme (b, dx) - luglio 2024


Le sommatorie termiche con soglia 0 °C, calcolate dal 1° gennaio fino a fine luglio (fig. 3a) hanno superato in media i 3500 gradi giorno nel Mezzogiorno, ben 300-400 unità in più rispetto al 2023. I valori minori, come atteso, si riscontrano al Nord (circa 2500), e in questo caso è notevole il dato del Piemonte, inferiore di ben 100 unità rispetto al 2023. Anomalie positive hanno connotato tutto il territorio (fig. 3b) e sono risultate comprese tra circa +100 gradi giorno in Alto-Adige e +530 in Basilicata. Valori di circa +500 gradi giorno hanno caratterizzato anche Calabria, Molise, Abruzzo e Campania.


Figura 3 - Sommatorie termiche con soglia 0 °C (a, sx) e anomalie (b, dx) - luglio 2024

Figura 3 - Sommatorie termiche con soglia 0 °C (a, sx) - luglio 2024
Figura 3 - Sommatorie termiche con soglia 0 °C anomalie (b, dx) - luglio 2024


Il pattern delle sommatorie termiche con soglia di 10 °C (fig.4°) è analogo a quello a soglia 0 °C, con un valore medio nazionale di circa 1160 gradi giorno a cui si allineano Toscana, Umbria ed Emilia-Romagna. I valori regionali minori hanno riguardato la Valle d'Aosta (161 gradi giorno) e l'Alto Adige (211 gradi giorno) e quelli più alti la Puglia (1676) e la Sicilia (1609). Le anomalie minori hanno interessato in generale il Nord (+54 gradi giorno), dove si evidenziano valori sotto la media climatica su circa un terzo del territorio del Piemonte e dell'Alto Adige. Scarti positivi molto elevati hanno caratterizzato il Centro (214 gradi giorno) e soprattutto le regioni del Mezzogiorno (296 gradi giorno). Eclatante il dato della Calabria, che ha superato di quasi 400 gradi giorno la media climatica, con un valore pari a circa 8 volte quello raggiunto a luglio 2023.


Figura 4 - Sommatorie termiche con soglia 10 °C (a, sx) e anomalie (b, dx) - luglio 2024

Figura 4 - Sommatorie termiche con soglia 10 °C (a, sx) - luglio 2024
Figura 4 - Sommatorie termiche con soglia 10 °C anomalie (b, dx) - luglio 2024


Le precipitazioni mensili (fig. 5a) hanno continuato ad interessare prevalentemente il Nord (circa 100 mm), raggiungendo in media il valore più alto in Trentino (143 mm) e superando i 200 mm in vaste aree tra Piemonte e Lombardia. Nel resto d'Italia gli apporti piovosi maggiori (30-50 mm) hanno interessato le regioni del medio versante adriatico. Quasi assenti le precipitazioni in Sicilia e Sardegna (2,5 mm). Nel complesso, le precipitazioni di luglio sono state sotto media (fig. 5b). Le Isole maggiori mostrano la situazione peggiore, con un 70% in meno di apporti piovosi rispetto al riferimento climatico. Condizioni critiche sono state riscontrate anche in Umbria, Lazio e Toscana, con piogge più che dimezzate. Un segnale opposto è visibile nel Nord-Ovest, con scarti positivi superiori al 60% nelle province di Varese, Milano e Novara, e una situazione analoga si è verificata in Liguria (Savona e Genova).


Figura 5 - Precipitazioni cumulate in mm (a, sx) anomalie in % (b, dx) - luglio 2024

Figura 5 - Precipitazioni cumulate in mm (a, sx) - luglio 2024
Figura 5 - Precipitazioni cumulate in mm anomalie in % (b, dx) - luglio 2024


Considerando l'indice rx1day, che riporta i valori massimi di precipitazione giornaliera durante il mese (fig. 6a), i fenomeni più rilevanti si sono verificati ancora una volta al Nord, dove in media si sono sfiorati i 30 mm in Piemonte, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia, ben oltre la soglia giornaliera di danno in agricoltura riconosciuta a livello internazionale (20 mm). Notevole il dato maggiore di 50 mm che ha investito gran parte delle province di Varese, Verbano-Cusio-Ossola e Novara. L'indice rx5day, relativo ai valori massimi di precipitazione giornaliera cumulati nell'arco di 5 giorni consecutivi (fig. 6b), conferma la particolare criticità degli eventi verificatisi al Nord, in media di 61 mm in Piemonte, 47 mm in Trentino, 44 mm in Lombardia e Friuli-Venezia Giulia.


Figura 6 - Precipitazioni intense: valori massimi cumulati in un singolo giorno (a, sx) e nel corso di 5 giorni consecutivi (b, dx) - luglio 2024

Figura 6 - Precipitazioni intense: valori massimi cumulati in un singolo giorno (a, sx) - luglio 2024
Figura 6 - Precipitazioni intense: nel corso di 5 giorni consecutivi (b, dx) - luglio 2024


L'evapotraspirazione di riferimento (fig. 7a) si conferma massima nel Mezzogiorno, con i valori regionali maggiori ancora una volta in Puglia (204 mm), Sardegna e Sicilia (circa 190 mm), e leggermente inferiori in Umbria, Lazio, Calabria, Campania e Marche (tra 179 e 173 mm). L'analisi delle anomalie (fig. 7b) mostra livelli evapotraspirativi generalmente nella norma, con lievi anomalie positive in Lazio, Campania e Umbria (+11%).


Figura 7 - Evapotraspirazione di riferimento in mm (a, sx) e anomalia (b, dx) - luglio 2024

Figura 7 - Evapotraspirazione di riferimento in mm (a, sx) - luglio 2024
Figura 7 - Evapotraspirazione di riferimento in mm anomalia (b, dx) - luglio 2024


Il bilancio idroclimatico (fig. 8a) è risultato negativo in tutte le regioni peninsulari e nelle Isole, con valori inferiori a -111 mm ovunque, fino a raggiungere i -190 mm in Puglia. Condizioni di deficit idrico più attenuate si notano al Nord, dove fa eccezione il Trentino, con un bilancio positivo (+ 27mm). La situazione è in linea con le medie climatiche in quasi tutto il Paese (fig. 8b), tranne che nelle stesse aree interessate dagli eventi piovosi più rilevanti (province tra Piemonte e Lombardia).


Figura 8 - Bilancio idroclimatico (a) e anomalie (b) - luglio 2024

Figura 8 - Bilancio idroclimatico (a) - luglio 2024
Figura 8 - Bilancio idroclimatico anomalia (b) - luglio 2024


La mappa dell'indice SPEI6, che riflette l'andamento del bilancio idroclimatico degli ultimi sei mesi (fig. 9a), mostra come in quasi tutto il Nord perduri una situazione di Umidità estrema, ad eccezione di gran parte della Romagna, che rientra nella norma. Condizioni opposte hanno riguardato il Mezzogiorno, dove Calabria, Basilicata e Puglia sono rimaste in Siccità moderata. La mappa dello SPEI3 (fig. 9b), che riflette l'andamento del bilancio idrico dei 3 mesi più recenti, evidenzia una minore intensità delle condizioni sia di umidità al Nord, sia di siccità nel Mezzogiorno.


Figura 9 - SPEI a 6 mesi (a) e a 3 mesi (b)- luglio 2024

Figura 9 - SPEI a 6 mesi (a) - luglio 2024
Figura 9 - SPEI a 3 mesi (b) - luglio 2024
 

Focus fenologico

L'analisi degli indici bioclimatici di luglio si concentra sulle colture di vite e olivo.

Riguardo alla vite, durante il periodo vegetativo è importante valutare il soddisfacimento delle esigenze termiche proprie delle diverse varietà e, a questo scopo, l'indice di Huglin fornisce informazioni utili (figure 10a-10b). Questo indice considera soltanto le sommatorie delle temperature durante il periodo diurno, quando si manifesta l'attività fotosintetica delle piante, pertanto è anche denominato indice eliotermico. Il valore dell'indice a livello nazionale è risultato pari a 1358 gradi giorno superando la media climatica di 145 gradi giorno. I valori regionali più bassi hanno riguardato il Nord, compresi tra il minimo della Valle d'Aosta (276) e il massimo dell'Emilia-Romagna (1460). Nel resto del Paese i valori dell'indice sono stati compresi in media tra i 1324 gradi giorno dell'Abruzzo e i 1762 della Puglia, dove il 10 % del territorio ha superato i 1900. In gran parte del Nord la situazione si è mantenuta nella norma (fig. 11b), ad eccezione di Piemonte e Trentino, in cui localmente si sono osservati scarti negativi rispettivamente di -69 e -65 gradi giorno. Al contrario, in Emilia-Romagna, Liguria, Veneto e Friuli-Venezia Giulia si sono riscontrate anomalie positive in più del 50% del territorio. Sopra la norma anche i valori del Centro (in media +188) e del Mezzogiorno (+236) dove, a livello regionale, in Basilicata e Calabria si sono superati i +300 gradi giorno.


Figura 10- Indice di Huglin (a, sx) e anomalie (b, sx) - luglio 2024  

Figura 10 - Indice di Huglin (a, sx) - luglio 2024
Figura 10 - Indice di Huglin e anomalie (b, dx) - luglio 2024


Nelle figure 11 e 12 sono rappresentate le fasi fenologiche raggiunte alla fine di luglio dalla vite e dall'olivo, come risulta dall'analisi combinata dei dati provenienti da simulazioni modellistiche e da osservazioni in campo (si veda anche https://www.reterurale.it/bollettinofeno).

La vite durante il mese ha raggiunto il mesostadio di maturazione; la mappa relativa alla varietà Chardonnay (Fig 11a) mostra gran parte del territorio in invaiatura (BBCH 81-83), mentre lungo le coste del Sud, delle Isole e nella Pianura Padana centro-orientale, lo sviluppo risulta via via più avanzato, fino alla completa maturazione (BBCH 89). La mappa relativa al Cabernet sauvignon (fig. 11b) evidenzia un grado di sviluppo minore (BBCH 79-81), proprio di una varietà più tardiva. Il bollettino della regione Abruzzo riporta che la vite è risultata in anticipo di circa 10 giorni rispetto alla scorsa annata e anche alla media delle annate precedenti, con la varietà Chardonnay già in completa maturazione (BBCH 89), e le cultivar più tardive, come il Montepulciano, nelle aree collinari interne, nella fase finale dello sviluppo del grappolo (BBCH 77) o, nelle aree costiere, ad inizio invaiatura (BBCH 81) [1]. Anche in Veneto e Liguria lo sviluppo è compreso tra l'invaiatura piena delle varietà precoci negli ambienti caldi e la chiusura del grappolo delle tardive nelle aree interne [2-3]. In Puglia i rilievi fenologici riportano in invaiatura i vitigni rossi mentre segnalano in maturazione quelli bianchi (più precoci) e le uve da tavola [4]. In queste tre regioni le infezioni fungine sembrano contenute; al contrario, in Trentino, dove si è in inizio invaiatura, preoccupa la diffusione di peronospora e soprattutto di oidio [5].


Figura 11- Fasi fenologiche della vite: Chardonnay (a, sx) e Cabernet sauvignon cvv. (b, sx) - 1° agosto 2024

Figura 11 a- Fasi fenologiche della vite: Chardonnay (a, sx) e Cabernet sauvignon cvv. (b, sx) - 1° agosto 2024
Figura 11 b- Fasi fenologiche della vite: Chardonnay (a, sx) e Cabernet sauvignon cvv. (b, sx) - 1° agosto 2024


In figura 12 si mostra la situazione fenologica dell'olivo che a fine luglio ha completato quasi ovunque la fase d'indurimento del nocciolo (BBCH 75), ad eccezione delle aree più in quota come, ad esempio, in Trentino [5]. Nella maggior parte del territorio nazionale le drupe stanno raggiungendo circa il 90% delle dimensioni finali (BBCH 79), stadio al quale può iniziare la raccolta delle olive verdi da mensa, come confermato dai bollettini di Puglia [4], Veneto [6] e Abruzzo [7]. In queste regioni le catture di adulti della mosca delle olive sono riportate in aumento. In Abruzzo viene segnalato un aggravamento dei problemi legati alla siccità, che si manifesta anche attraverso la cascola delle olive [7].


Figura 12 - Fasi fenologiche olivo - 1° agosto 2024

Figura 12 - Fasi fenologiche olivo - 1° agosto 2024
 

Il quadro meteo-climatico internazionale

Come riportato nelle analisi mensili del servizio C3S di Copernicus [8], la temperatura media globale di luglio 2024 è stata di 16,9 °C, inferiore solo di 0,04°C rispetto al valore record di luglio 2023 (il luglio più caldo mai registrato finora da ERA5) e con anomalie positive di 0,7 °C al di sopra del valore climatico 1991-2020 e di 1,5 °C al di sopra della media climatica preindustriale 1850-1900. Secondo le rianalisi ERA5, nonostante a partire da questo mese sia stata interrotta la serie di 13 mesi consecutivi con temperature mensili medie più alte di sempre, il 22 e il 23 luglio sono stati i giorni più caldi a livello globale mai registrati, con valori di temperatura terrestre media superiore a 17 °C. La temperatura superficiale dell'aria è stata diffusamente sopra la media su tutta la Terra, con le anomalie positive maggiori verificatesi in Antartide Orientale e nelle zone occidentali di Stati Uniti e Canada. Registrati valori al di sopra della media anche in Messico nord-occidentale, in gran parte dell'Africa, in Medio Oriente e in Asia, specialmente in India e Pakistan. Le anomalie negative più consistenti hanno interessato l'Antartide occidentale, seguito da Alaska, Stati Uniti centro-orientali, zone centro-meridionali del Sud America, gran parte dell'Australia e modeste porzioni di Africa meridionale e Asia centro-occidentale. In Europa le temperature sono state abbondantemente sopra la media soprattutto nella parte centro-meridionale e orientale, ma anche lungo il confine settentrionale della Penisola Scandinava. Punte di oltre 40°C sono state ripetutamente raggiunte in Italia e in Grecia, dove spesso le temperature notturne di Atene non sono scese al di sotto dei 30 °C, valore ampiamente al di sopra della soglia termica di 20 °C che identifica le cosiddette "notti tropicali". Sostenuti da tali temperature, numerosi incendi hanno interessato i Balcani, specialmente in Grecia e in alcune parti dell'Albania. In Europa settentrionale le anomalie termiche hanno mostrato valori leggermente negativi nelle zone comprese tra Francia settentrionale, Gran Bretagna, Danimarca e Penisola Scandinava meridionale.

Sempre in Europa, condizioni umide [9] hanno interessato in maniera circoscritta la Turchia e in maniera estesa le zone settentrionali, in particolare quelle che si affacciano sul Mar Baltico e sul Mar del Nord, a causa dell'anomalo posizionamento del Jet Stream (più meridionale del solito) che ha favorito il transito di perturbazioni atlantiche. Condizioni meno piovose della norma si sono verificate in Irlanda, Scozia, Islanda e Penisola Iberica, senza che vi fosse, però, un segnale concorde per l'umidità del suolo che è risultata più variabile. Le anomalie negative di precipitazione più rilevanti si sono, invece, registrate nelle zone orientali, dalla Russia occidentale lungo tutto l'Est europeo fino ai Balcani, e in queste zone il segnale dell'umidità del suolo è risultato concorde.

Lo stato delle colture in Europa

Secondo il bollettino del JRC "MARS Bulletin - Crop monitoring in Europe - August 2024" [10], durante il mese, tre sono stati i fenomeni avversi che hanno investito in Europa le colture invernali (nelle loro fasi finali) e quelle estive: lo stress termico, dovuto alle ondate di calore con temperature molto elevate, raggiunte soprattutto in Europa meridionale e orientale, con punte fino a 40 °C (in Romania, Bulgaria e Grecia),  lo stress idrico, dovuto a condizioni calde e secche, che ha colpito le zone occidentali di Francia e Slovacchia, e l'Est-Europa, soprattutto nelle aree non irrigate e l'eccesso di umidità, verificatosi nel Nord Europa. I maggiori problemi sono stati causati sulle colture estive dalla combinazione di stress da caldo nel periodo riproduttivo e mancanza di acqua nella fase di crescita delle piante. Nelle aree con i picchi più alti di temperatura in fase di fioritura, le rese sono state intaccate, anche nei campi irrigati. Lo stress da caldo ha colpito le colture anche in Italia, Cipro, Spagna occidentale, Slovenia, Croazia, Austria e Polonia, ma con minore intensità e minori impatti, grazie anche alla presenza di irrigazione. Condizioni di eccesso di umidità sono state osservate invece nel Nord Europa, dove è stata ostacolata la raccolta delle colture invernali, in particolare nei paesi baltici a seguito dell'alluvione causata dalle piogge estremamente intense del 28 luglio (compromettendo qualità e rese del grano). Nella Russia europea orientale, il perdurare di un eccesso di precipitazioni potrebbe ridurre la raccolta dei cereali primaverili.

Lo stato delle risorse idriche in Italia

A fine luglio l'Italia appariva ancora frammentata dal punto di vista della disponibilità delle risorse idriche, come affermato dall'Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue ANBI [11]. L'emergenza idrica ha cominciato rapidamente ad estendersi al Centro. In Abruzzo un deficit idrico senza precedenti ha causato turnazioni e interruzioni nelle erogazioni d'acqua e le portate in alveo sono ovunque risultate in forte decrescita, soprattutto nel chietino. Ma la situazione più critica si è registrata nel Lazio, dove tutti gli acquiferi appenninici che riforniscono la capitale hanno presentato portate fortemente sotto media, con possibili ripercussioni sulla distribuzione dell'acqua ad uso potabile, sulla disponibilità idrica a scopo irriguo, di vitale importanza per l'economia della città (Roma è il comune agricolo più esteso d'Europa) e su quella necessaria per le operazioni di spegnimento dei numerosi incendi che a luglio hanno interessato questa zona. Il livello del lago di Nemi e le portate di Fiora e Velino sono diminuite, mentre il Tevere si è mantenuto sotto gli 80 metri cubi al secondo, stante il valore medio di 130, favorendo l'intrusione salina con il pericolo di condizionare i prelievi irrigui dalle campagne adiacenti alla foce. Situazione analoga in Umbria, da mesi in deficit pluviometrico, con ripercussioni sullo stato delle acque sotterranee e su quello delle sorgenti, tutte ampiamente inferiori ai valori medi, ma anche sui corpi idrici superficiali. Il Lago Trasimeno, infatti, ha raggiunto un livello idrometrico tra i più bassi degli ultimi 55 anni. Nelle Marche gli invasi sono riusciti ancora a trattenere 46,74 milioni di metri cubi d'acqua, ma il deficit pluviometrico è di circa il 22%, con vaste zone in severità idrica; il livello del fiume Potenza , è cresciuto, ma è rimasto nettamente al di sotto della media del periodo, mentre Esino e Tronto hanno proseguito il loro calo. In Toscana i flussi di tutti i principali fiumi sono tutti fortemente diminuiti. Al Sud la situazione è rimasta drammatica, con la Sicilia sull'orlo dell'esaurimento delle risorse idriche, nonostante le interruzioni nelle erogazioni per l'agricoltura e i razionamenti di acqua potabile che hanno interessato circa il 40% della popolazione regionale. In Sardegna l'emergenza idrica ha reso necessario il riconoscimento dello stato di calamità naturale. In Puglia, in una sola settimana, sono stati utilizzati 14 milioni di metri cubi d'acqua, lasciandone invasati circa 80 milioni, mentre la diga di Occhito si è avviata verso il totale esaurimento delle scorte idriche. Anche in Basilicata si è osservato un notevole calo dei volumi idrici invasati. In Campania l'invaso irpino di Conza ha trattenuto ancora il 58% dell'acqua invasabile ma è risultata dimezzata, rispetto allo scorso anno, la disponibilità idrica nelle dighe cilentane. Continua a perdurare una situazione diametralmente opposta al Nord, seppur siano man mano calate le altezze idrometriche di tutti i fiumi, specialmente in Liguria e nelle zone appenniniche sud-occidentali dell'Emilia-Romagna, e il Reno ha raggiunto il minimo storico. I grandi laghi hanno beneficiato ancora dello scioglimento delle ultime nevi e, in diversi casi, anche di nuove piogge, arrivando a un riempimento del 98,3% per il Lago Maggiore, del 70,6% per quello di Como, dell' 86,4% e del 93,6% per quelli di Garda e d'Iseo. In Valle d'Aosta, Piemonte e Veneto la diminuzione delle portate è stata nel complesso molto contenuta e non ha fatto scendere i valori al di sotto delle medie di luglio. In Lombardia le riserve idriche sono rimaste superiori del 34,5% rispetto alla norma. Infine, è stata segnalata la netta riduzione dei flussi del fiume Po lungo tutta l'asta, con il deficit di portata peggiore nel mantovano, del 18% rispetto alla media di luglio.

Le grandinate di luglio in Italia

Anche nel corso del mese di luglio nella penisola diversi episodi precipitativi intensi e grandinate hanno colpito le colture arboree e le colture in campo e causato allagamenti, frane e smottamenti in diverse aree. Si sono verificati diversi violenti episodi grandinigeni a Nord, i più intensi all'inizio del mese nel Bolognese, nell'Alto Garda e nel Pordenonese, poi nel Milanese (12 luglio e 24 luglio), nel Veronese, in Piemonte nel Torinese (7 luglio e 12 luglio), nell'Astigiano e nel Novarese (qui, in particolare, sono risultate distrutte serre e risaie). Al Sud, l'evento del 2 luglio in Basilicata nell'area agricola del Metapontino ha causato danni a orticole e frutta locali.

 
 

Note

 
 
 
 

Barbara Parisse (Ed.)
Roberta Alilla, Giulia Maria Bellucci, Flora De Natale, Antonio Gerardo Pepe e Antonella Pontrandolfi
CREA - Agricoltura e Ambiente

 
 

PianetaPSR numero 137 settembre 2024