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Sviluppo locale

Autoconsumo collettivo, Comunità energetiche e sviluppo locale: il ruolo dei GAL per la transizione ecologica e la coesione territoriale

Come i GAL promuovono autoconsumo collettivo e sviluppo locale.

Gli eventi climatici, ambientali, economici e sociali degli ultimi anni hanno evidenziato in modo sempre più chiaro la necessità di un cambiamento profondo e radicale nel sistema energetico nazionale e comunitario. L'urgenza della crisi climatica, insieme alle sfide energetiche ed economiche generate dalla ripresa post-pandemica e dalle tensioni geopolitiche degli ultimi due anni, impone scelte coraggiose e lungimiranti. Tra i settori prioritari da trasformare si annovera quello dell'energia, responsabile della maggior parte delle emissioni climalteranti, ma anche fonte di grandi opportunità per un rinnovamento sostenibile tramite lo sviluppo delle fonti rinnovabili e la produzione locale di energia pulita.

L'attuale sistema energetico, centralizzato e fortemente dipendente dai combustibili fossili, si è dimostrato insostenibile sia sotto il profilo ambientale, a causa delle elevate emissioni di gas serra, sia sotto quello sociale, in considerazione, ad esempio, degli effetti delle guerre e dell'aumento delle bollette. Per affrontare queste criticità, è necessario avviare impianti di produzione di energia rinnovabile su tutto il territorio nazionale, capaci di garantire una maggiore flessibilità della rete elettrica.

In questo contesto, l'autoconsumo collettivo rappresenta uno strumento molto efficace per favorire lo sfruttamento delle energie rinnovabili, in quanto consentono di condividere l'energia prodotta all'interno di un determinato contesto geografico, generando benefici diretti per i partecipanti (es. riduzione dei costi energetici, incentivi statali) e indiretti per la collettività (es. minore pressione sulla rete, riduzione di emissioni). Affinché queste configurazioni siano effettivamente efficaci e sostenibili nel tempo, però, è fondamentale un corretto dimensionamento tecnico ed economico degli impianti e dei modelli di gestione. A tal fine, si può fare ricorso a strumenti digitali di simulazione e gestione energetica (come, ad esempio, il simulatore RECON, sviluppato da ENEA), che consentono di valutare con precisione il dimensionamento ottimale degli impianti, i flussi energetici interni alla comunità, i ritorni economici e gli impatti ambientali. Questi strumenti costituiscono un supporto concreto per la progettazione di configurazioni sostenibili, contribuendo a ridurre il rischio di sovra/sottodimensionamento e a massimizzare l'efficienza energetica e il ritorno dell'investimento.

L'autoconsumo collettivo rappresenta la base tecnica e operativa su cui si fondano molte comunità energetiche rinnovabili (CER).

Negli ultimi anni le CER si sono affermate come una delle innovazioni più significative per promuovere la transizione energetica, la partecipazione attiva dei cittadini e la valorizzazione delle risorse locali. Si tratta di sistemi organizzativi in cui cittadini, imprese, enti pubblici e altri attori locali collaborano per la produzione, l'autoconsumo e la gestione condivisa di energia da fonti rinnovabili. Questo modello favorisce una maggiore autonomia energetica dei territori, contribuisce a ridurre le emissioni climalteranti e promuove la partecipazione attiva alla decarbonizzazione.

A livello europeo, la Direttiva RED II (2018/2001/UE) ha rappresentato un punto di svolta, riconoscendo il diritto dei consumatori a produrre, consumare, immagazzinare e vendere energia rinnovabile anche in forma collettiva. In Italia, tale direttiva è stata recepita con il D. Lgs. 199/2021, che ha dato nuovo impulso alla nascita di queste configurazioni soprattutto in contesti rurali, periferici e nei piccoli Comuni, favorendo la nascita di comunità energetiche anche in territori a bassa densità abitativa e creando nuove opportunità per valorizzare risorse locali spesso sottoutilizzate.

Il rafforzamento della cultura dell'autoconsumo condiviso, unito a un supporto tecnico professionale e alla presenza di attori territoriali, come i Gruppi di Azione Locale (GAL)[1], contribuisce a trasformare le CER da semplici opportunità normative a veri e propri laboratori di innovazione energetica locale, capaci di generare benefici ambientali, economici e sociali duraturi.

Nel periodo di programmazione 2014-2022, alcuni GAL sono riusciti ad utilizzare l'energia come leva per lo sviluppo locale, favorendo la nascita di CER e promuovendo modelli sostenibili di autoconsumo collettivo. In Sicilia, il GAL Nebrodi Plus, ad esempio, ha riformulato la propria Strategia di Sviluppo Locale (SSL) per accompagnare, in linea con le politiche regionali (Regione Siciliana - Programma CER Solidali 2022, il proprio territorio verso la sostenibilità energetica. Nello specifico, il GAL ha promosso la costituzione della "Rete delle CER Solidali dei Nebrodi" ed emanato due bandi: con il primo, emanato nel 2023, ha sostenuto - tramite la sottomisura 7.2 - la realizzazione di 16 pensiline fotovoltaiche intelligenti (una per Comune), con e-bike, stazioni di ricarica e sistema di bike sharing connesso a itinerari turistici, oltre che di una piattaforma digitale "NEBROD'E-move" e un'App per la gestione integrata; con il secondo bando, emanato nel 2024, ha sostenuto - tramite l'operazione 6.4.b - la realizzazione di 11 impianti fotovoltaici (max 20 kW) destinati a CER e al mercato energetico, prevedendo una premialità per i progetti cantierabili, con legami a CER e per il riutilizzo di beni confiscati. 

In Molise, il GAL Molise verso il 2000, invece, ha promosso la prima CER pubblica riconosciuta dal GSE, grazie al progetto europeo Adria Alliance (INTERREG Italia-Albania-Montenegro). Le azioni principali realizzate hanno previsto: lo sviluppo di un PAESC (Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile e il Clima) per la riduzione del 40% delle emissioni in Puglia, Molise, Albania e Montenegro; la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 20,25 kW sulla scuola comunale di Fossalto, senza oneri per il Comune; la condivisione dell'energia prodotta con la comunità locale, con priorità per imprese locali che offrono servizi di base e cittadini con basso reddito; un risparmio di oltre 4 tonnellate equivalenti di petrolio e 10 tonnellate di CO₂, oltre che significative riduzioni in bolletta per il Comune e per i membri della comunità; dal punto di vista tecnologico, l'installazione di dispositivi chain2, cloud platform e App per il monitoraggio dell'autoconsumo[2].

In Lombardia, invece, tramite il sostegno della sottomisura 19.3 del PSR regionale, dedicata alla cooperazione interterritoriale e transnazionale, è stato possibile sperimentare modelli innovativi.

"C.E.R.Chiamo Energia" - GAL Terre del Po, GAL Risorsa Lomellina e GAL Oltrepò Pavese


Il progetto di cooperazione C.E.R.Chiamo Energia[3], finanziato con la sottomisura 19.3 del PSR Lombardia 2014-2022, è nato dalla necessità di ridurre le emissioni di CO2 e altri gas climalteranti. L'obiettivo è stato verificare potenzialità e ricadute derivanti dall'applicazione del nuovo quadro normativo in materia per favorire la creazione di comunità di CER o di configurazioni di autoconsumo nei territori dei GAL Terre del Po, Risorsa Lomellina e Oltrepò Pavese. A tal fine, i GAL partner hanno fornito ai propri territori e stakeholder strumenti pratici e conoscenze necessarie per ridurre il proprio impatto energetico e valutare la possibilità di entrare a far parte di una CER, ispirandosi alle migliori pratiche nazionali e internazionali. Con un Dimostratore di Eccellenza Territoriale vengono sperimentati nuovi modelli di business per valorizzare le opportunità della transizione energetica.

La fase iniziale del progetto ha previsto una ricognizione dei progetti di CER presenti sul territorio dei GAL partner, esteso su un totale di 110 Comuni, di cui 94 con meno di 5.000 abitanti, potenziali beneficiari delle misure di sostegno del PNRR.

Sono risultati 13 progetti di CER approvati per il GAL Terre del Po (potenza FER prevista: 1.172 kW, produzione: 1,3 GWh/anno), 1 approvato e 2 CER già costituite per il GAL Risorsa Lomellina (potenza FER prevista: 188 kW, di cui 56 già in esercizio, produzione: 0,2 GWh/anno), 1 approvato per il GAL Oltrepò Pavese (potenza FER prevista: 489 kW, di cui 23 già in esercizio, produzione: 0,6 GWh/anno). In seguito, sono stati analizzati i migliori modelli CER costituibili, predisposte linee guida per la costituzione di CER, studiati modelli di business e governance energetica sul territorio e analizzati altri aspetti utili (es. requisiti per piattaforma digitale gestionale).

I GAL partner sono stati dotati di un tool di simulazione per il dimensionamento delle CER. Sono stati disseminati i risultati ottenuti e organizzati diversi incontri di formazione e informazione pubblici sulle potenzialità di CER e altre forme di autoconsumo e su buone norme di comportamento per contenere i consumi e usare consapevolmente le risorse naturali.

Infine, è stato messo in evidenza il potenziale ruolo primario del GAL nelle fasi di costituzione di CER: promozione culturale, attivazione del processo di costituzione, supporto a progettazione e creazione, reperimento di fondi, regia per allocazione delle risorse, supporto alla gestione.

 

Il ruolo strategico del GAL come "attivatore sistemico" delle CER

Gli esempi sopra citati mostrano come i GAL siano capaci di svolgere un ruolo strategico nel settore delle energie rinnovabili. Grazie alla loro conoscenza capillare del territorio, alla capacità di attivare reti e risorse e alla funzione di mediazione tra pubblico e privato, possono agire come veri e propri "attivatori sistemici" nei contesti locali: la loro azione, infatti, non si limita a promuovere o a finanziare progetti di energia rinnovabile, ma si spinge fino a creare le condizioni per fare nascere un ecosistema locale innovativo e sostenibile, e per farlo funzionare in modo coordinato. Ciò dipende, innanzitutto, dal fatto che il GAL ha la capacità di sensibilizzare la popolazione, le istituzioni e le imprese sui vantaggi delle CER, colmando quel divario informativo che spesso ne ostacola la partecipazione; inoltre, coinvolgendo e stimolando la collaborazione tra Comuni, aziende agricole, PMI e cittadini, è in grado di attivare e guidare processi di costituzione di comunità energetiche.

Dal punto di vista tecnico, invece, grazie alle competenze progettuali e all'utilizzo di strumenti digitali (es. tool di simulazioni energetiche realistiche, suddivise per profili di consumo e tipologia di impianti, tool per valutazioni economico-finanziarie dettagliate o per analisi ambientali su riduzione di CO2 e risparmi energetici[4]), il GAL può supportare concretamente la fase di progettazione e il corretto dimensionamento degli impianti FER, fornendo simulazioni energetiche affidabili. Parallelamente, può facilitare l'accesso a fondi pubblici, come quelli del PNRR, e agire da coordinatore per una gestione finanziaria efficiente dei progetti.

Dal punto di vista strategico, infine, il GAL potrebbe rivestire un ruolo centrale nella fase di gestione e governance delle CER, accompagnando gli enti nella gestione amministrativa e tecnica e arrivando eventualmente anche ad assumere - direttamente o indirettamente - il ruolo di referente previsto dalla normativa. Infine, può farsi promotore di strutture comuni di gestione tra più comunità, creando economie di scala e una "Comunità Energetica di Territorio" capace di attrarre ulteriori risorse e competenze.

 

Note

  • [1] partenariati pubblico-privati finanziati nell'ambito della politica di sviluppo rurale attraverso l'Approccio Leader al fine di favorire processi di sviluppo locale.
  • [2] Cfr. G. Ricciardi (2024), L'energia che trasforma i territori rurali: Gruppi DI Azione Locale, Green Communities e Comunità Energetiche Rinnovabili per un futuro sostenibile, in RRN Magazine Numero 22 del 30 dicembre 2024.
  • [3] Si ringrazia il dott. Fabio Araldi, Direttore del GAL Terre del Po, per i dati forniti.
  • [4] Cfr. ENEA, Manuale utente RECON, versione 2.2.1 del 19/03/2025 (https://recon.smartenergycommunity.enea.it/file_download/Manuale_RECON.pdf?utm_source=chatgpt.com), Ad esempio, un applicativo web gratuito realizzato da ENEA per la valutazione economica delle Comunità di Energia Rinnovabile è RECON (Renewable Energy Community ecONomic simulator). Secondo il manuale ufficiale, lo strumento consente di elaborare analisi energetiche e finanziarie delle configurazioni CER o GAC (Gruppi di Autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono Collettivamente), considerando diverse tecnologie rinnovabili, profili di consumo, sistemi di accumulo e incentivi, al fine di stimare il rendimento energetico, l'impatto ambientale e i flussi economici (VAN, TIR, payback) secondo la normativa vigente (D.lgs. 199/2021, che ha recepito la Direttiva RED II e ARERA TIAD - Testo Integrato sull'Autoconsumo Diffuso). 
 

Gabriella Ricciardi, CREA PB - Rete LEADER

 
 

PianetaPSR numero 142 luglio/agosto 2025