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Bilancio

ColtivaItalia, un miliardo in arrivo per l'agricoltura italiana

Il piano triennale del governo per consolidare il futuro del comparto.

Un vero e proprio piano strategico che, grazie a uno stanziamento complessivo di circa un miliardo di euro, contribuisca a rafforzare la competitività e la resilienza del sistema agroalimentare italiano attraverso un approccio integrato e di lungo periodo. È questo l'obiettivo del disegno di legge "Coltivaitalia" approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 24 luglio su proposta del ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. 


Nei 20 articoli del Ddl ci sono risorse per le produzioni considerate particolarmente strategiche, per l'innovazione e la ricerca, per favorire il processo di ricambio generazionale. Inoltre sono presenti elementi di novità rispetto alla semplificazione dei rapporti tra Stato e imprese, alla trasparenza in etichetta e alla creazione di una banca dati dei terreni silenti.

"Con ColtivaItalia, seminiamo oggi per raccogliere benessere domani. In questo triennio rafforzeremo l'agricoltura italiana investendo oltre un miliardo di euro su tre pilastri chiave: 300 milioni per la sovranità alimentare, 300 per la zootecnia e le carni bovine, 300 per il piano olivicolo nazionale, a cui si aggiungono altre misure strategiche per ricerca, giovani e stabilizzazione dei mercati.

Vogliamo sostenere filiere essenziali, liberare gli imprenditori agricoli di domani dallo spettro della dipendenza dall'estero e promuovere un'agricoltura moderna, innovativa e competitiva.

Con questo provvedimento, il Governo Meloni rafforza l'impegno con il settore: abbiamo già stanziato oltre 11 miliardi di euro per l'agricoltura e oggi aggiungiamo un nuovo impulso per crescere ancora".

 

Le risorse

L'impianto economico del DDL "ColtivaItalia", collegato alla legge di Bilancio, si articola su un orizzonte temporale triennale (2026-2028) con uno stanziamento complessivo di circa un miliardo di euro, distribuito su diverse linee di azione. 

A concentrare la maggior parte delle risorse è la "Strategia per la Sovranità alimentare", alla quale nel ddl sono assegnati circa 900 milioni di euro, che si sviluppa attraverso tre strumenti: 

  • -Fondo Sovranità alimentare: 300 milioni di euro per rafforzare la coltivazione di frumento, soia e altri settori strategici, ma deficitari;
  • -Allevamento Italia: 300 milioni di euro per l'allevamento italiano, con l'obiettivo di ridurre la dipendenza dalle importazioni e rafforzare la produzione di carne bovina nazionale e la linea vacca-vitello;
  • -Piano Olivicolo Nazionale: 300 milioni di euro per il reimpianto di oliveti con varietà resistenti e al ripristino della capacità produttiva delle aziende.


Centrale anche l'obiettivo del ricambio generazionale: le misure dedicate ai giovani agricoltori non si limitano a incentivi economici diretti, ma prevedono un sistema integrato di supporto che comprende formazione, accesso al credito agevolato e sostegno all'innovazione tecnologica. Con l'obiettivo promuovere l'imprenditoria giovanile e femminile in agricoltura, il piano mette a disposizione 150 milioni di euro per facilitare l'accesso al credito per le imprenditrici e dei giovani imprenditori agricoli tra i 18 e i 41 anni.

Per ridurre la difficoltà di acquisizione di terreni agricoli ISMEA metterà a bando 8.417 ettari che potranno essere assegnati in comodato d'uso gratuito per 10 anni a persone tra i 18 e i 41 anni, con la possibilità di riscatto al 50% del valore iniziale al termine del contratto. 

I Comuni, inoltre, mapperanno le terre abbandonate o silenti e potranno metterli a disposizione, in concessione o affitto, per ridurre la parcellizzazione fondiaria e restituire i terreni alla coltivazione. In questo modo si potrà aumentare la produzione agricola, garantire il contrasto allo spopolamento delle aree interne e contrastare il dissesto idrogeologico.



Un tema ritenuto di particolare importanza è quello di garantire una maggiore stabilità ai mercati. Un obiettivo per il quale sono previsti 10 milioni di euro destinati ai contratti di filiera per il frumento, che prevedono un credito d'imposta dal 20% al 40% a seconda della durata degli accordi (da 3 a 5 anni), con il prezzo stabilito per l'intera durata del contratto per mitigare le oscillazioni del mercato e assicurare al contempo un reddito stabile agli agricoltori.


Per rafforzare la ricerca e l'innovazione sono previsti fondi per oltre 13 mln di euro, l'ente di ricerca in agricoltura, CREA, assumerà 45 nuove unità di personale dedicate alla ricerca e verranno supportate le aziende agricole sperimentali dell'ente e degli istituti agrari con investimenti in agromeccanica di precisione, intelligenza artificiale, sensoristica all'avanguardia e meccatronica. 

Per favorire il processo di digitalizzazione del settore, inoltre, l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) si trasformerà in AGEAIT - Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura, Innovazione e Tecnologia - per valorizzare il patrimonio informativo del SIAN e guidare l'innovazione nel settore agricolo e della pesca.


Il disegno di legge prevede, poi, un pacchetto di interventi che mirano alla semplificazione amministrativa e alla riduzione dei tempi burocratici per agevolare l'accesso ai fondi pubblici. In quest'ottica, le istruttorie dei Centri autorizzati di assistenza agricola (CAA) diventeranno immediatamente esecutive per le pratiche prive di valutazioni discrezionali, garantendo una attuazione più rapida ed efficiente degli interventi.

Infine, per sostenere le imprese colpite da epizoozie, il disegno di legge introduce una misura concreta a favore della sostenibilità economica delle aziende agricole che potranno beneficiare di una moratoria di 12 mesi sulla quota capitale delle rate di mutui e altri finanziamenti a rimborso rateale in scadenza nel 2026, stipulati con banche, intermediari finanziari o altri soggetti autorizzati alla concessione del credito.

Per accedere alla sospensione, sarà sufficiente presentare un'autocertificazione che attesti una delle seguenti condizioni riferite al confronto con l'anno precedente:

  • -una riduzione del volume d'affari di almeno il 20%;
  • -una diminuzione della produzione di almeno il 30%.

Nel caso di cooperative agricole, vale anche - come condizione - la riduzione di almeno il 20% delle quantità conferite, o della produzione primaria, sull'anno precedente.

 

Matteo Tagliapietra

 
 

PianetaPSR numero 142 luglio/agosto 2025