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PAC 2028-2034, la Commissione comunica l'assegnazione delle risorse, Italia Parlamento e Consiglio chiedono un cambio di rotta

Per il nostro Paese oltre 31 miliardi di euro, ma il Parlamento europeo respinge la proposta e chiede più risorse. Dal Consiglio Agrifish, governo italiano in testa, un netto "no" al Fondo unico. 

Lo scorso 17 settembre la Commissione Europea ha presentato il quadro delle allocazioni minime nazionali per il sostegno al reddito nell'ambito della futura Politica Agricola Comune (PAC) post 2027. Per l'Italia sono previsti oltre 31 miliardi di euro, ai quali si aggiungeranno le ulteriori risorse per il settore che saranno inserite nel nuovo Fondo per il partenariato nazionale e regionale. 

Come evidenziato nel precedente numero di Pianeta PSR, il sostegno al reddito non si limita ai tradizionali pagamenti diretti basati sulla superficie, ma include sostanzialmente tutti i fondi erogati direttamente agli agricoltori, anche quelli oggi previsti da altri strumenti di sostegno e dallo sviluppo rurale. 

A determinare il criterio di distribuzione, come evidenzia una nota della Commissione, sono principi di equità e continuità, costruiti basandosi sulle allocazioni 2027 e su una distribuzione proporzionale che riflette le quote storiche di ciascun Paese. Ogni Stato membro potrà contare inoltre su una maggiore flessibilità nell'utilizzo dei fondi potendo: 

  • integrare le allocazioni minime PAC con altri interventi obbligatori;
  • utilizzare i fondi aggiuntivi per potenziare il sostegno al reddito oltre gli importi vincolati;
  • pianificare la PAC insieme ad altre politiche per meglio rispondere alle esigenze locali.

Il Parlamento adotta la sua posizione sul futuro della politica agricola UE

La "rivoluzione" dei Fondi proposta dalla Commissione lo scorso luglio cambia in maniera importante la struttura del sostegno al settore agricolo, cancellando i due tradizionali "pilastri" con un "tesoretto" da destinare a interventi che sostengano il reddito degli agricoltori, una riserva per la gestione di crisi di mercato e una parte delle risorse che confluiranno nel nuovo Fondo di partenariato nazionale e regionale. 

Una proposta che non sembra essere condivisa dal Parlamento Europeo che, lo scorso 10 settembre, ha espresso, con larga maggioranza, la propria posizione in merito al futuro della PAC.  

Il bilancio agricolo, sostiene il documento, deve rimanere autonomo rispetto alle politiche di coesione, mantenendo la struttura a due fondi attuale, e la futura PAC deve essere costruita puntando ad una riduzione della burocrazia e incentivando gli agricoltori a raggiungere obiettivi ambientali e sociali ambiziosi. 

Le principali proposte

Il tema della semplificazione è centrale: ridurre in modo sostanziale gli oneri burocratici per gli agricoltori, secondo i parlamentari, è un principio che deve guidare la futura PAC. Si promuove un sistema basato su incentivi per raggiungere obiettivi ambientali e sociali, mantenendo i regimi ecologici volontari e remunerati e riconoscendo le buone pratiche agricole esistenti quando si applicano i requisiti di buone condizioni agronomiche e ambientali.

La riduzione degli oneri burocratici passa per l'implementazione di un sistema di controlli sempre più "smart", che punti sull'uso delle immagini satellitari, che favorisca l'autocertificazione e che si basi su sistema centralizzato di rendicontazione elettronica, a beneficio sia dell'efficienza sia della tracciabilità.

Una partita in cui un ruolo fondamentale lo svolgono il processo di digitalizzazione e la garanzia di un accesso diffuso a soluzioni innovative e digitali per sostenibilità e redditività, ma anche per una riduzione del carico amministrativo, con strumenti di monitoraggio che aiutino a misurare i risultati senza appesantire gli adempimenti.

Il documento sottolinea l'importanza di sostenere investimenti per modernizzare la ritenzione, distribuzione e stoccaggio dell'acqua, inclusi interventi sul trattamento delle acque reflue; di offrire incentivi al recupero di biomassa, rifiuti agricoli e co prodotti per chiudere i cicli e aumentare il valore aggiunto in azienda.

Prioritario, secondo il Parlamento, anche incentivare in maniera sempre più significativa il ricambio generazionale, aumentando gli strumenti già previsti e incrementando il numero di incentivi fiscali e prestiti, in modo da rimuovere le barriere per diventare agricoltore.

Budget

L'aspetto più delicato rimane comunque quello dell'entità di fondi destinati al settore nel prossimo Quadro finanziario pluriennale della UE. Secondo la proposta presentata dalla Commissione lo scorso luglio, il QFP ammonterà a quasi 2.000 miliardi, con circa 300 miliardi destinati a sostegno agli agricoltori e gestione crisi; si tratterebbe di una flessione di circa 86 miliardi rispetto agli attuali 386 miliardi riservati alla PAC, con l'ipotesi di compensazioni attraverso il nuovo Fondo di partenariato nazionale e regionale e cofinanziamenti nazionali. Una proposta rispetto alla quale il Parlamento ha espresso, come spiegato, forti perplessità. 

Sulla stessa linea sembra muoversi il Consiglio. Già, dopo ila riunione dell'Agrifish di maggio, su proposta italiana, 17 Paesi avevano essplciitato il loro no al fondo unico. Dalla riunione di settembre è arrivata la richiesta di mantenere una PAC separata e indipendente, con due pilastri, risorse mirate e adeguate, centralità dei pagamenti diretti per la stabilità del reddito, un ruolo forte dello sviluppo rurale e misure per equità nella filiera e incentivi alla transizione verde.

La posizione italiana: con questa proposta si torna indietro, no a fondo unico e a riduzione risorse

 il Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida

"Dobbiamo prendere atto che la proposta che viene dalla Commissione rappresenta un salto all'indietro di sessant'anni di Politica Agricola Comune" ha dichiarato il Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida intervenendo al Consiglio Agrifish. "C'è il rischio - ha aggiunto - di minare e rendere impossibile una sovranità alimentare che non può che basarsi, a livello europeo, su una strategia condivisa per il rafforzamento del settore primario.
Il governo italiano, che proprio nei giorni scorsi ha annunciato di aver aumentato di due miliardi di euro i fondi del PNRR destinati al comparto, sta lavorando da mesi per costruire attorno ad alcuni concetti fondamentali una posizione comune in Consiglio e, ad oggi, ha raccolto il consenso di oltre la metà degli Stati membri".

"Non possiamo accettare che la PAC - ha evidenziato - confluisca in un fondo unico, perché significherebbe rendere indeterminato l'investimento sulle produzioni e, inoltre, con un bilancio europeo che aumenta significativamente non possiamo accettare che ci sia una riduzione di investimenti sulla Politica Agricola Comune". Rivolgendosi al Commissario europeo Hansen ha poi spiegato: "Ho apprezzato le tue precisazioni, ma io credo che non siano sufficienti a giustificare questo tipo di modello".

Lollobrigida ha criticato la proposta della Commissione anche sul fronte della semplificazione: "Non c'è una diminuzione delle complicazioni sulla gestione degli interventi, anzi, probabilmente in alcuni ambiti accadrebbe addirittura il contrario. C'è per esempio un disorientamento delle politiche regionali che sono state per alcune nazioni, come la nostra, ma mi è parso di capire anche altre, un elemento di programmazione della spesa, che deve essere garantita da una strategia di indirizzo e da risorse sufficienti".

"Non condividiamo - ha proseguito il Ministro - che si scelga di distribuire le norme che governano la PAC su diversi regolamenti. Prendiamo a titolo d'esempio la Farm stewardship che sarà discussa su due tavoli diversi e rispetto alla quale il Consiglio Agrifish potrà esprimersi soltanto su una parte della normativa, nonostante si tratti di una disposizione specifica per il settore agricolo che non impatta su altri settori. Su questa come su altre norme specifiche per l'agricoltura riteniamo necessario che sia questo Consiglio, e il suo organo preparatorio, ad esprimersi. Entrando ancora più nel merito, ritengo che l'attenzione ai giovani, alla ricerca e alle misure di crisi siano di fondamentale importanza, così come il mantenimento di un robusto sostegno accoppiato".

Lollobrigida ha poi ricordato che il percorso di costruzione della nuova PAC è lungo, ma che richiede un impegno immediato: "è una maratona che corriamo con l'aiuto del lavoro del vicepresidente Fitto, senza il quale non avremmo ottenuto gli investimenti nelle infrastrutture idriche e avremmo avuto anche meno risorse. Ma a mio avviso bisogna partire dalla consapevolezza che siamo lontani dal traguardo, molto lontani dal traguardo e bisogna provare a cambiare da subito l'approccio, perché credo che le nostre realtà produttive, i nostri agricoltori, debbano sentirsi rassicurati almeno da questo consesso, dal fatto che ci sia un giudizio unanime sulla necessità di modificare radicalmente l'impianto finora presentato".

 
 

Matteo Tagliapietra

 
 

PianetaPSR numero 143 settembre 2025