Home > PAC post 2020 > Trasformazioni del paesaggio rurale: il consumo di suolo agricolo tra sviluppo e sostenibilità
infografica
Consumo di suolo

Trasformazioni del paesaggio rurale: il consumo di suolo agricolo tra sviluppo e sostenibilità

Come il monitoraggio, le normative e le nuove strategie agricole possono dare forma a un futuro più resiliente per il territorio italiano.

Il consumo di suolo continua a trasformare il territorio nazionale, con implicazioni soprattutto per il sistema agricolo e alimentare, per la continuità del paesaggio rurale e per l'ambiente, incidendo anche sulla capacità dei territori di far fronte a fenomeni estremi come alluvioni ed erosione.

Nel 2024 sono stati complessivamente convertiti in aree artificiali poco meno di 8.400 ettari di suolo (non tutto agricolo), con un incremento del 15,6% su base annua[1].
Si tratta di trasformazioni nella maggior parte dei casi di carattere reversibile, ma non per questo meno gravi rispetto ai possibili effetti strutturali e alle condizioni di degrado che si determinano sui territori interessati da questi fenomeni.

Il Rapporto SNPA-ISMEA

A fornire i dati è il Rapporto "Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici", a cura del Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (SNPA), realizzato anche quest'anno con il contributo dell'ISMEA. Uno strumento essenziale per lo studio del territorio e la valutazione delle condizioni fisiche, chimiche e biologiche dei suoli, in linea con quanto previsto dalla recente Direttiva europea sul monitoraggio e la resilienza del suolo[2], che introduce anche principi di mitigazione del consumo di suolo, con particolare attenzione agli aspetti maggiormente visibili, in particolare l'impermeabilizzazione e la rimozione degli strati superficiali per le attività di costruzione.In questo contesto, ISMEA rinnova per il secondo anno consecutivo la propria collaborazione con SNPA, contribuendo alla valorizzazione dei dati relativi alle aree agricole, alle valutazioni sull'impatto economico e alla stima dei fabbisogni di tutela e di rafforzamento dei territori rurali.

Il consumo di suolo agricolo

L'analisi condotta dall'Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare mostra come circa il 72% delle nuove aree artificiali riguardi suoli agricoli, a conferma del ruolo centrale di questi territori nelle dinamiche di utilizzo e trasformazione del suolo.

Nel periodo 2023-2024 il consumo di suolo agricolo è stimato in poco più di 6.000 ettari, corrispondenti a una quota dello 0,05% della Superficie agricola utilizzata (SAU).

Come accennato, l'analisi di dettaglio mostra che buona parte del consumo di suolo agricolo è di carattere reversibile: 5.195 ettari - l'86% del totale - sono stati temporaneamente convertiti ad usi non agricoli, per lo più trasformati in cantieri e in suoli pavimentati con terra battuta e altri materiali. Il consumo permanente riguarda invece una porzione di 826 ettari complessivi, ma in questo caso si tratta di trasformazioni di natura più impattante, relative a nuove superfici edificate.

Trasformazione reversibile di un terreno agricolo nel comune di Dolo (VE). La foto a destra mostra il terreno nel 2023 mentre la foto a sinistra mostra lo stesso appezzamento nel 2024.
Trasformazione reversibile di un terreno agricolo nel comune di Dolo (VE). La foto a destra mostra il terreno nel 2023 mentre la foto a sinistra mostra lo stesso appezzamento nel 2024.


Dal punto di vista territoriale, il Nord-Est e il Sud si confermano le aree più interessate dal fenomeno, con quote rispettivamente del 25% e del 22% sul totale. Seguono le Isole e il Nord-Ovest, entrambe con incidenze del 19%, e infine il Centro con il 14%, che mostra valori più contenuti ma ugualmente significativi.

In tutte le zone del Paese prevale il consumo reversibile, seppure con intensità diverse: è più accentuato nel Nord e più contenuto nelle Isole, dove la pressione insediativa appare complessivamente più limitata.
I dati di dettaglio, rappresentati nel grafico, rivelano nel Nord-Est un consumo di 1.481 ettari, di cui 242 permanenti e 1.239 reversibili; nel Sud sono stati trasformati 1.354 ettari agricoli, di cui 112 permanenti e 1.242 reversibili. Relativamente alle regioni del Centro Italia, le superfici coinvolte ammontano a 868 ettari (102 permanenti e 766 reversibili), mentre nelle Isole il consumo si attesta a 1.167 ettari, di cui solo 78 permanenti e oltre 1.089 reversibili.

In sintesi, pur prevalendo il carattere transitorio, la diffusione e l'intensità del fenomeno su tutto il territorio nazionale confermano una pressione costante sul suolo agricolo, che varia nelle forme ma non nella sostanza: la fertilità del terreno è compromessa, anche quando la trasformazione è solo "temporanea".

In relazione alle tipologie produttive, i dati elaborati da ISMEA rivelano che il consumo di suolo agricolo ha riguardato soprattutto le classi colturali dei seminativi e dei prati-pascoli, tendenza che può essere spiegata dalle caratteristiche morfologiche e agronomiche di tali superfici. Si tratta per lo più di aree pianeggianti, facilmente accessibili e prive di investimenti agrari significativi, elementi che ne facilitano la conversione in nuovi insediamenti, infrastrutture temporanee o impianti produttivi non agricoli.

Trasformazione permanente di un terreno agricolo nel comune di Castelnuovo di Porto (RM). La foto a destra mostra il terreno nel 2023 mentre la foto a sinistra mostra lo stesso appezzamento nel 2024.
Trasformazione permanente di un terreno agricolo nel comune di Castelnuovo di Porto (RM). La foto a destra mostra il terreno nel 2023 mentre la foto a sinistra mostra lo stesso appezzamento nel 2024.


Interessante anche la stima sull'impatto economico del fenomeno, che determina una perdita di valore fondiario valutata in circa 21 milioni di euro nel solo 2024, evidenziando le implicazioni del consumo di suolo non solo sull'ambiente e sui territori, ma anche sul patrimonio agricolo nazionale.

L'analisi, in continuità con lo studio sulla SAU, evidenzia come le aree agricole più produttive e accessibili rappresentino una risorsa strategica per la pianificazione territoriale. Si pone pertanto l'esigenza di coniugare - con adeguate politiche di gestione del territorio - la tutela e la valorizzazione dei suoli agricoli, integrando infrastrutture e impianti energetici con la valorizzazione del potenziale produttivo, riducendo al minimo le perdite permanenti e favorendo il recupero, non sempre scontato, delle aree soggette a trasformazioni reversibili.

L'Osservatorio fondiario

In questo scenario, il progetto di un Osservatorio fondiario ISMEA assume un ruolo centrale il cui scopo è monitorare la disponibilità di suoli agricoli, soprattutto a beneficio dei giovani agricoltori e delle comunità rurali. Uno strumento essenziale per la gestione integrata del territorio, fondato su un sistema di conoscenze e su una base informativa solida e continuativa al servizio delle politiche di prevenzione dei fenomeni di abbandono e di contrasto al degrado dei suoli. Un'esigenza, questa, espressa anche nel Dialogo strategico sul futuro dell'agricoltura dell'UE, promosso dalla Commissione europea, che propone la costituzione di un Osservatorio fondiario europeo.

In quest'ottica, il disegno di legge "Misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo", approvato dal Consiglio dei ministri il 24 luglio scorso, meglio noto come "collegato agricolo alla legge di bilancio per il 2026", include tra gli interventi programmati il recupero di oltre 8.000 ettari di terreni abbandonati e silenti, al fine di incrementare la produzione agricola nazionale, rafforzare le filiere agroalimentari locali, preservare le aree interne da fenomeni di spopolamento e contrastare il dissesto idrogeologico.

Il recupero del suolo inutilizzato diventa così una leva strategica per ridurre la pressione sul territorio, sostenere l'economia rurale e rafforzare la resilienza ambientale e paesaggistica. Significativo anche il ruolo delle soluzioni innovative, come l'agricoltura verticale, le pratiche rigenerative e le tecnologie di monitoraggio satellitare, che offrono, insieme ad altre soluzioni, nuove opportunità per una gestione più efficiente e sostenibile.

Costruire un equilibrio tra produzione, ambiente e territorio non è una sfida semplice. Ma il contrasto al consumo di suolo, oltre a una misura di salvaguardia ambientale, è un investimento sul futuro dell'agricoltura, del paesaggio e delle comunità rurali. L'obiettivo è garantire un reddito adeguato e una sostenibilità finanziaria alle imprese agricole, favorendo l'adattamento al cambiamento climatico, la qualità delle produzioni e lo sviluppo di competenze più mirate alla gestione dei suoli agricoli - anche nell'ottica di una maggiore coesione sociale - a supporto della competitività dell'agroalimentare italiano e della crescita economica del Paese.

 
 

Note

 

Maria Raffaella Ortolani, Marta Carriero, Lorenzo Righi
Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare - ISMEA

 
 

PianetaPSR numero 145 novembre 2025