
Nella prospettiva europea, un sistema alimentare sostenibile assicura sicurezza alimentare e nutrizionale oggi senza compromettere, nel tempo, le basi economiche, sociali e ambientali che la sostengono. Ciò implica redditività lungo la filiera (sostenibilità economica), benefici diffusi per lavoratori e comunità (sostenibilità sociale) e un impatto nullo o positivo sul capitale naturale (sostenibilità ambientale). In questo quadro, sostenibilità e resilienza sono concetti complementari: la resilienza denota la capacità dei sistemi agricoli di assorbire perturbazioni (robustezza), adattarsi modificando pratiche e organizzazione (adattabilità) e trasformarsi quando cambiano in modo strutturale le condizioni di contesto (trasformabilità) (Meuwissen et al., 2019; van der Lee et al., 2022; Martín-García et al., 2025). Una strategia efficace richiede di valutare congiuntamente queste tre capacità, esplicitando sinergie e trade-off: ad esempio, un'eccessiva enfasi sulla robustezza di breve periodo può irrigidire il sistema, riducendo i margini di adattamento o di trasformazione nel lungo periodo (Darnhofer, 2021).
Le letture unidimensionali, basate esclusivamente su indicatori di produttività o redditività, non colgono questa complessità, né gli esiti pubblici dell'agricoltura, come la produzione di servizi ecosistemici, la tutela delle risorse naturali e la vitalità dei territori rurali (Chopin et al., 2021; FAO, 2024). Da qui l'interesse per strumenti operativi e comparabili che integrino valutazione della performance aziendale e gestione della conformità normativa.
Nell'ambito di percorsi di consulenza aziendale finanziati dal PSR Sardegna 2014-2022 (Misura 2.1), volti a perseguire l'obiettivo trasversale dell'innovazione e a rispondere al fabbisogno di accrescere la competitività dei produttori primari attraverso una migliore integrazione nelle filiere agroalimentari, sono stati sviluppati e validati due strumenti oggi autonomi: GreenFarm Index, che valuta la performance aziendale sui tre pilastri della sostenibilità mediante 18 indicatori e rappresentazioni grafiche utili al miglioramento continuo, e AgriCheck, una checklist basata sui Criteri di Gestione Obbligatori (CGO) e sulle Buone Condizioni Agronomiche e Ambientali (BCAA), concepita per monitorare la conformità aziendale riducendo i costi di transazione e il rischio sanzionatorio.
Congiuntamente, i due strumenti forniscono un linguaggio comune a imprese, consulenti e amministrazioni, in linea con l'orientamento europeo verso la semplificazione e la comparabilità delle valutazioni aziendali. L'approccio metodologico adottato risponde alle raccomandazioni della FAO e dell'OCSE sull'esigenza di costruire strumenti integrati basati su indicatori quantitativi e qualitativi, orientati all'autovalutazione e all'apprendimento organizzativo.
Il GreenFarm Index è stato concepito come uno strumento capace di tradurre il concetto multidimensionale di sostenibilità e resilienza in un sistema di misurazione chiaro, sintetico e comparabile. La sua architettura metodologica si ispira ai principali modelli internazionali (in particolare, FAO SAFA), adattandoli alle specificità dell'agricoltura della Regione Sardegna e ai fabbisogni di semplificazione delle imprese agricole di piccola e media scala.
Come evidenziato nella tabella 1, lo strumento valuta la performance aziendale attraverso diciotto indicatori raggruppati in tre dimensioni:
Ogni indicatore è valutato su una scala da 1 a 10, sulla base di criteri oggettivi e verificabili.
Gli indicatori economici sono stati elaborati sulla base dei dati medi di settore tratti dagli Annuari del RICA - Registro delle imprese agricole, gestito dal CREA - Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l'analisi dell'economia agraria, così da garantire coerenza metodologica con le statistiche ufficiali e con le analisi di redditività adottate a livello nazionale ed europeo. L'attribuzione del punteggio avviene selezionando la condizione aziendale rappresentativa tra tre alternative proposte, con la possibilità di aggiungere punti integrativi in presenza di pratiche migliorative specifiche. Il punteggio complessivo viene rappresentato in un grafico radar che restituisce una fotografia immediata della performance aziendale, evidenziando punti di forza e margini di miglioramento. Tale rappresentazione visuale, oltre a semplificare la comunicazione dei risultati, favorisce un processo di apprendimento partecipativo e decisioni più informate.

La metodologia adotta un approccio per comparti produttivi, fondato su un principio tanto intuitivo quanto cruciale: anche all'interno di una stessa impresa, i diversi settori produttivi possono esprimere livelli di sostenibilità e resilienza differenti, a seconda delle pratiche adottate, delle risorse utilizzate e delle specificità economiche e ambientali di ciascun ordinamento tecnico. Valutare la sostenibilità aziendale in modo realistico significa dunque riconoscere questa eterogeneità interna, analizzando ogni comparto secondo criteri omogenei ma calibrati sul contesto produttivo di riferimento. Per questo motivo, lo strumento viene compilato separatamente per ciascun comparto aziendale, selezionando la scheda più adeguata. Lo strumento attualmente contempla sei aree produttive di riferimento: seminativi generici, cerealicolo, orto-floricolo, vitivinicolo, olivicolo, frutticolo e misto (colture e allevamento). Nelle imprese caratterizzate da ordinamenti colturali multipli, ciascun settore viene analizzato in modo autonomo, così da restituire un quadro complessivo articolato e accurato della performance aziendale.
Parallelamente al GreenFarm Index, è stato sviluppato AgriCheck, uno strumento digitale progettato per facilitare la gestione della conformità normativa delle imprese agricole. AgriCheck ha l'obiettivo di semplificare la verifica del rispetto delle regole fondamentali previste dalla PAC e dalla normativa nazionale, riducendo al contempo i costi di transazione e il rischio di errore amministrativo.
La sua struttura si basa su una checklist di 34 indicatori che coprono l'insieme dei Criteri di Gestione Obbligatori (CGO) e delle Buone Condizioni Agronomiche e Ambientali (BCAA), in coerenza con il quadro della condizionalità rafforzata introdotto dalla PAC 2023-2027. Per ciascun indicatore sono fornite informazioni sintetiche ma operative: il riferimento normativo, l'ambito di applicazione, le eventuali deroghe e gli impegni specifici richiesti all'impresa. Le risposte possibili ("sì", "no", "in parte") consentono di generare automaticamente un grafico a torta che visualizza la quota di conformità raggiunta, individuando con immediatezza le aree di criticità.
Oltre a essere uno strumento di autovalutazione, AgriCheck si configura come una piattaforma di apprendimento operativo, che aiuta l'impresa agricola a comprendere la logica della condizionalità e a pianificare interventi correttivi mirati. Nel corso della sperimentazione condotta, AgriCheck si è dimostrato uno strumento efficace nel migliorare la consapevolezza rispetto agli obblighi della condizionalità e nel favorire una gestione proattiva della conformità, in linea con il principio europeo della semplificazione amministrativa.
L'integrazione tra GreenFarm Index e AgriCheck mira a costruire un quadro di valutazione e gestione della performance aziendale, fondato sulla convergenza tra sostenibilità, resilienza e conformità normativa. I due strumenti condividono la stessa impostazione metodologica: semplicità d'uso, trasparenza dei criteri e orientamento al miglioramento continuo. Gli strumenti permettono insieme di tradurre la complessità delle politiche europee in pratiche operative accessibili, restituendo alle imprese agricole un ruolo attivo nella valutazione della propria performance. Al tempo stesso, la validità di strumenti di questo tipo dipende dalla loro capacità di essere contestualizzati rispetto alle specificità territoriali e produttive, mantenendo tuttavia un ancoraggio a fonti comuni di riferimento. In questa direzione, l'utilizzo dei dati del RICA/CREA per la definizione degli indicatori economici consente di coniugare rappresentatività territoriale e comparabilità interregionale, ponendo le basi per una futura armonizzazione e trasferibilità in altri contesti territoriali.
Dal punto di vista concettuale, GreenFarm Index misura la capacità e la resilienza dell'impresa di generare valore economico, sociale e ambientale (sostenibilità di processo e di risultato), mentre AgriCheck assicura la conformità alle regole che condizionano l'accesso ai sostegni pubblici e la legittimità dell'attività produttiva (sostenibilità di base). Insieme offrono una prospettiva integrata che coniuga la valutazione dei risultati (outcome-based assessment) con la verifica delle condizioni di partenza (compliance-based assessment), in linea con l'evoluzione della PAC verso un modello di gestione orientata alla performance.
Questa complementarità risponde a un'esigenza oggi centrale nel dibattito europeo: superare la frammentazione dei metodi di misurazione della sostenibilità e ridurre gli oneri amministrativi per le imprese, favorendo strumenti armonizzati, comparabili e proporzionati. La loro applicazione diffusa offre inoltre alle amministrazioni regionali una base informativa solida per la programmazione delle politiche e per il monitoraggio degli impatti, contribuendo alla costruzione di un linguaggio comune tra imprese, consulenza e pubbliche istituzioni.
Andrea Sanna*; Federica Mura*; Andrea Saba*,**
* Rurinnova Srl Società Benefit
** Scuola Universitaria Superiore Sant'Anna, Pisa
PianetaPSR numero 146 dicembre 2025