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PAC, il Piano strategico italiano all'esame della Commissione

Dopo la consultazione del partenariato l'attuazione della PAC ottiene la luce verde da Bruxelles.

Il 25 novembre 2025 si è riunito il Comitato nazionale di monitoraggio del Piano Strategico della PAC 2023-2027, un momento chiave per valutare come sta procedendo l'attuazione della Politica agricola comune in Italia dopo ormai tre anni di attività.

Va sottolineato che sia gli Stati membri sia la Commissione europea operano in un contesto del tutto inedito e complesso, caratterizzato dalla chiusura della programmazione 2014-2022, dall'attuazione di quella 2023-2027 e dal negoziato per la PAC 2028-2034. Questa sovrapposizione rende le procedure amministrative particolarmente complesse, ma l'Italia è comunque riuscita a ottenere risultati concreti e positivi, dimostrando efficienza sia nella gestione sia nell'attuazione delle misure. Per la prima volta, tutte le Autorità di Gestione hanno potuto attivare i nuovi interventi fin dal primo giorno utile. Il sistema di monitoraggio ha garantito l'invio puntuale delle relazioni annuali senza necessità di deroghe, e i primi audit hanno confermato la correttezza del funzionamento del sistema. Anche il rischio di disimpegno per il 2025 è stato superato senza difficoltà, mentre per il 2026 si mantiene alta l'attenzione, con fiducia nel raggiungimento degli obiettivi. Inoltre, i primi due esercizi di Performance Clearance[1] sono stati completati senza riduzioni dei pagamenti, a differenza di quanto accaduto in altri Stati membri. La Performance Review 2024 è risultata positiva: gli indicatori sotto la media di performance sono meno numerosi rispetto alla media europea, e i dati preliminari per il 2025 mostrano ulteriori progressi verso il raggiungimento degli obiettivi finali.

Per quanto riguarda l'attuazione finanziaria, nel 2025 si è registrata una spinta significativa della spesa, con eccellenti risultati soprattutto nei pagamenti diretti, compresi gli eco-schemi, che al 15 ottobre 2025 hanno raggiunto quasi il 100% delle risorse programmate per la domanda 2024, pari a 3.470.535.029 euro. Valori più contenuti si osservano invece per gli interventi settoriali e per lo sviluppo rurale: rispettivamente 526.089.578 euro (88,2% della dotazione programmata) e 1.270.036.714 euro (63,9%). La conclusione della programmazione 2014-2022 potrebbe favorire un'accelerazione delle misure ad investimento del Piano Strategico della PAC (PSP) a partire dal 2026.


Al 15 ottobre 2025, l'avanzamento finanziario dei pagamenti diretti e degli Eco-schemi (spesa 2025/dotazione programmata 2025) ha raggiunto livelli molto elevati, confermando l'efficacia del sistema di erogazione. Resta però una criticità sul sostegno ai giovani agricoltori (CIS-YF), fermo al 71,8% e in calo rispetto all'anno precedente, un segnale preoccupante che evidenzia come il ricambio generazionale nel settore agricolo rappresenti una sfida da affrontare attraverso l'attivazione di nuovi strumenti, da sostenere anche con fondi non agricoli. Inoltre, dal confronto tra i primi due anni di attuazione emerge che nell'anno finanziario (AF) 2025 la spesa risulta superiore rispetto all'AF 2024 per tutte le tipologie di pagamento, ad eccezione del CIS-YF e dell'eco-schema 4.


I dati sugli interventi settoriali evidenziano un'attuazione pari all'87,1% della dotazione 2025, con una spesa complessiva di 526 milioni di euro. Il settore vitivinicolo, che dispone della maggiore dotazione programmata rispetto a tutti gli altri interventi, ha registrato un aumento dei pagamenti rispetto all'esercizio finanziario 2024, andamento positivo riscontrato anche nei settori dell'apicoltura e dell'ortofrutta.

L'attuazione finanziaria dello sviluppo rurale mostra un avanzamento del 63,9% sulla dotazione 2025, ma presenta al contempo alcune peculiarità significative: emergono infatti marcate differenze tra le varie tipologie di intervento. Si registrano percentuali particolarmente elevate per le indennità compensative - ANC, che raggiungono il 98,1%, e per le misure agro-climatico-ambientali - ENVCLIM, con un avanzamento del 92,5%. Al contrario, livelli più contenuti riguardano l'insediamento dei giovani agricoltori - INSTAL (52,8%) e la gestione del rischio - RISK, a regia nazionale (43,0%), che mostrano una dinamica più lenta rispetto alle altre misure. Ancora più ridotte risultano infine le percentuali relative agli interventi sugli investimenti - INVEST e sull'AKIS - KNOW, ferme rispettivamente al 18,8% e al 17,9%.

Le modifiche al PSP

Il Comitato di monitoraggio ha rappresentato anche un'importante occasione per illustrare lo stato di avanzamento delle modifiche al PSP, con l'approvazione della Modifica V e l'informativa sulla Modifica VI. La Modifica V, approvata lo scorso 27 novembre con decisione di esecuzione della Commissione n. (2025) 8022, introduce novità rilevanti per il I pilastro (FEAGA), tra cui:


La Modifica V ha inoltre apportato cambiamenti significativi anche al II pilastro (FEASR): sono state riviste le dotazioni finanziarie di 67 interventi, sono stati richiesti 197 nuovi Planned Unit Amount (PUA) e, a livello regionale, sono stati complessivamente disattivati quattro interventi in Abruzzo (1), Emilia-Romagna (1) e Toscana (2).

La Modifica VI, attualmente in fase di consultazione, riguarda principalmente la gestione dei trascinamenti dalla programmazione 2014-2022 alla programmazione 2023-2027. Essa comprenderà anche aspetti legati all'eco-schema 2, tra cui l'anticipazione al 1° settembre dell'inizio del periodo di inerbimento, con conclusione al 30 aprile, e alla rimodulazione degli importi previsti per i pagamenti accoppiati del frumento duro e della barbabietola da zucchero, così da evitare sottoutilizzi dovuti alla riduzione delle superfici coltivate.

Note

 

Rita Iacono (rita.iacono@crea.gov.it)
Pietro Manzoni (pietro.manzoni@masaf.gov.it)
Beatrice Camaioni (beatrice.camaioni@crea.gov.it

 
 

PianetaPSR numero 146 dicembre 2025