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piatto tipico cucina italiana
Unesco

La cucina italiana è patrimonio mondiale Unesco

Un riconoscimento al modello culturale del nostro Paese.

Il Comitato intergovernativo dell'UNESCO, riunito a Nuova Delhi il 10 dicembre scorso, ha ratificato una decisione storica: la Cucina Italiana è stata ufficialmente iscritta nel Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità. Il riconoscimento non celebra una singola ricetta o un piatto, ma l'intero modello culturale e sociale italiano, fatto di convivialità, cura nella selezione delle materie prime, rispetto per i territori e le stagioni, e la trasmissione dei saperi tra le generazioni.

La candidatura, lanciata ufficialmente il 23 marzo 2023 dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) e dal Ministero della Cultura (MiC), ha portato alla vittoria il dossier intitolato "La Cucina Italiana, tra sostenibilità e diversità bioculturale".

A seguito della decisione, il Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha sottolineato il valore universale del risultato: "La Cucina Italiana è Patrimonio dell'Umanità. Oggi l'Italia ha vinto ed è una festa che appartiene a tutti perché parla delle nostre radici, della nostra creatività e della nostra capacità di trasformare la tradizione in valore universale".

Il Ministro ha poi aggiunto: "Questo riconoscimento celebra la forza della nostra cultura che è identità nazionale, orgoglio e visione. La Cucina Italiana è il racconto di tutti noi, di un popolo che ha custodito i propri saperi e li ha trasformati in eccellenza, generazione dopo generazione". Inoltre, ha ricordato, "è anche motivo di consapevolezza dell'ulteriore valorizzazione di cui godranno i nostri prodotti, i nostri territori, le nostre filiere. Sarà anche uno strumento in più per contrastare chi cerca di approfittare del valore che tutto il mondo riconosce al Made in Italy e rappresenterà nuove opportunità per creare posti di lavoro, ricchezza sui territori e proseguire nel solco di questa tradizione che l'Unesco ha riconosciuto come patrimonio dell'Umanità."

Un ringraziamento speciale è stato rivolto a tutti coloro che ogni giorno preservano e portano avanti questa tradizione: "È la festa delle famiglie che tramandano sapori antichi - ha concluso Lollobrigida -, degli agricoltori che custodiscono la terra, dei produttori che lavorano con passione, dei ristoratori che portano nel mondo il valore autentico dell'Italia. A loro e a chi ha lavorato con dedizione a questa candidatura va il mio più profondo ringraziamento."

Cosa ha premiato l'UNESCO? Il "modello degli affetti"

Il dossier vincente, "La Cucina Italiana, tra sostenibilità e diversità bioculturale", ha convinto i giudici definendo la nostra gastronomia come la "cucina degli affetti". L'UNESCO ha riconosciuto un insieme di pratiche sociali che includono:

  • convivialità: il pasto come momento di condivisione e cura delle relazioni;
  • sostenibilità: il rispetto per la stagionalità e il legame inscindibile con i paesaggi naturali;
  • trasmissione: il passaggio di saperi vivi, non scritti, da una generazione all'altra;

Le tappe della candidatura

Il percorso che ha portato a Nuova Delhi è stato ricco di eventi simbolici che hanno portato la cucina italiana in ogni angolo del globo (e oltre):

  • il lancio sul Vespucci: Il tour mondiale del veliero Amerigo Vespucci (2023-2025) ha svolto la funzione da ambasciata itinerante della cucina italiana.
  • da Pompei allo spazio: dalla presentazione del logo ufficiale tra le rovine di Pompei fino alla missione "Axiom 3" che ha portato la pasta italiana sulla Stazione Spaziale Internazionale;
  • il pranzo della domenica: il percorso si è concluso idealmente con l'evento "Il pranzo della domenica - Italiani a tavola" nel settembre 2025, che ha unito piazze e ambasciate in un unico grande momento conviviale.

Oggi, quel "pranzo della domenica" diventa patrimonio di tutto il mondo.

Il valore aggiunto UNESCO: crescita economica e lavoro

Il riconoscimento non è solo morale e culturale, ma si traduce in un potente strumento di valorizzazione economica per l'intero sistema agroalimentare italiano. Analisi recenti, condotte dalla Cattedra UNESCO dell'Università Unitelma Sapienza, hanno quantificato l'impatto di questi riconoscimenti.

I riconoscimenti UNESCO si sono dimostrati un fattore di crescita significativo, in particolare nel settore agroalimentare, con effetti che si manifestano nel medio periodo:

Effetto sul turismo post-COVID: l'UNESCO ha agito da fattore stabilizzante e propulsore. Nel periodo 2023-2024, a fronte di una riduzione del -3,26% negli arrivi in siti culturali non riconosciuti, i siti UNESCO hanno registrato un aumento del +7,39% degli arrivi. Le presenze sono cresciute del +14,87% nei siti UNESCO, contro una media nazionale del +2,5% in quelli privi di riconoscimento.

Formazione professionale (caso Pizzaiuoli Napoletani): a otto anni dal riconoscimento dell'Arte dei pizzaiuoli napoletani (2017), il numero dei corsi professionali è aumentato del +284%, le scuole accreditate dalle associazioni promotrici sono cresciute del +420%, passando da 5 a 26 all'estero, dimostrando un boom nel trasferimento dei saperi a livello globale.

Strutture turistiche (caso Prosecco Superiore): nelle Colline del Prosecco Superiore di Conegliano e Valdobbiadene (World Heritage 2019), le strutture turistiche sono aumentate del +45,4% a sei anni dal riconoscimento (contro il 3% in siti vitivinicoli simili non UNESCO), con un incremento complessivo della forza lavoro nei servizi turistici e terziari del +12,4%.

Il riconoscimento della Cucina Italiana, quindi, si posiziona come un volano di sviluppo per le filiere agroalimentari e turistiche, fornendo opportunità concrete per creare ricchezza sui territori e consolidando il ruolo dell'Italia come custode di un patrimonio culturale materiale e immateriale unico al mondo.

 

Matteo Tagliapietra

 
 

PianetaPSR numero 146 dicembre 2025