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cavalli al pascolo Monti Reatini
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Biodiversità, il pascolo come strumento di conservazione degli habitat

I risultati del progetto LIFE GRACE, sviluppato nella zona appenninica del Lazio per contrastare, attraverso approcci collettivi, la perdita di habitat seminaturali coinvolgendo razze a rischio di erosione genetica. 

Il progetto LIFE GRACE "Utilizzo dei pascoli per la loro conservazione" (LIFE19 GIE/IT/000977), avviato nel settembre 2020, ha visto il 9 settembre scorso lo svolgimento del convegno conclusivo, nel corso del quale sono stati presentati i principali risultati raggiunti. Il progetto è coordinato da ARSIAL-Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura del Lazio e si avvale del contributo scientifico del Dipartimento di Biologia Ambientale dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", di Comunità Ambiente S.r.l., di FIRAB - Fondazione Italiana di Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica e di Green Factor S.r.l..

Il capitale naturale dei sistemi pastorali dell'Appennino centro-meridionale, negli ultimi decenni, ha subito un progressivo indebolimento, frutto dell'abbandono rurale, della contrazione delle attività zootecniche estensive e della crescente difficoltà di garantire una gestione attiva e razionale dei pascoli. 

Nella Regione Lazio, questo fenomeno assume particolare rilevanza per la presenza di vasti habitat seminaturali di interesse comunitario, la cui conservazione dipende in modo strutturale dal pascolamento.

Si tratta di ecosistemi fragili, sviluppati su superfici a ridotta profondità del suolo e pertanto non lavorabili, nei quali il pascolo rappresenta non solo una pratica agricola sostenibile, ma un presidio ecologico indispensabile contro la chiusura degli spazi aperti, l'avanzata degli arbusteti e la successiva trasformazione in bosco. 

All'interno del contesto del territorio laziale, le razze autoctone bovine ed equine hanno svolto per secoli un ruolo di regolatori ecologici, modellando habitat e biodiversità attraverso un adattamento selettivo millenario. La riduzione di tali attività mette a rischio, allo stesso tempo, gli ecosistemi e le stesse razze, preziose per la resilienza al cambiamento climatico. È su questo nesso biunivoco tra conservazione ambientale e zootecnia estensiva che si fonda il progetto LIFE Grace, finalizzato a invertire le dinamiche di degrado e a valorizzare un modello produttivo coerente con le strategie europee del Green Deal.

 

Obiettivi e attività

Il progetto LIFE Grace nasce con l'obiettivo di affrontare in modo sistemico la perdita di habitat seminaturali di Rete Natura 2000, agendo sulle dinamiche socio-economiche e gestionali che governano l'uso dei pascoli. In particolare, l'obiettivo principale è promuovere la conservazione di 3 habitat seminaturali della Direttiva "Habitat" (6210*, 6220* e 6230*), attraverso il loro utilizzo da parte di 7 razze autoctone locali minacciate di erosione genetica (si veda la seguente Tabella). 

 

Il progetto si è svolto tra il 2020 e il 2024 su tre aree pilota del Lazio (Monti della Tolfa, Montagna Reatina e Ausoni-Aurunci) e ha lavorato su più livelli, combinando analisi scientifiche, coinvolgimento degli allevatori e dialogo con le istituzioni territoriali.

Un primo ambito riguarda la promozione delle misure contrattuali, strumenti di governance ampiamente utilizzati in Europa ma ancora poco diffusi nella Regione Lazio. Il progetto LIFE Grace, attraverso la raccolta di casi studio e la definizione di linee guida replicabili, ha evidenziato la necessità di accordi sito-specifici che garantiscano l'accessibilità dei pascoli e regolino il pascolamento in funzione delle reali criticità ecologiche legate alla gestione dei carichi ottimali, ai periodi di fruizione, al pascolamento misto e alla tutela di specifiche fioriture.

Il progetto, parallelamente, ha realizzato la mappatura degli habitat pascolativi e sviluppato una web-app dedicata agli allevatori, strumento concepito per integrare il loro contributo nei monitoraggi ambientali riducendo i costi a carico della pubblica amministrazione. Attraverso l'analisi delle immagini satellitari, LIFE Grace ha, inoltre, ricostruito l'evoluzione degli habitat negli ultimi 50 anni, mostrando una tendenza accelerata alla riduzione degli spazi aperti, con situazioni critiche quali il 15% di superfici non utilizzate e il 20% sottoutilizzate, al di sotto della soglia minima di 0,3 UBA/ha.

Un ulteriore ambito di lavoro ha riguardato i demani collettivi che rappresentano un elemento fondamentale della matrice pascoliva regionale. Il progetto ha promosso, inoltre, la sensibilizzazione degli enti gestori affinché adottino criteri coerenti con le finalità di conservazione, introducendo impegni pluriennali, priorità per il biologico e per le razze autoctone a rischio e contrastando il non utilizzo dei pascoli.

Il progetto LIFE Grace ha, inoltre, approfondito le distorsioni di filiera che penalizzano le produzioni "grassfed" da razze autoctone, evidenziando la distanza tra la qualità effettiva del prodotto e il riconoscimento di mercato. Da qui è maturata la necessità di rafforzare i marchi territoriali, introdurre sistemi di tracciabilità economicamente sostenibili e consolidare i rapporti con il sistema HORECA. Infine, il progetto si è impegnato nella sensibilizzazione dell'opinione pubblica e degli allevatori e ha sperimentato il territorio alle pratiche di "citizen science" per il monitoraggio degli habitat.

 

Risultati

LIFE Grace ha prodotto una serie di risultati concreti che offrono strumenti operativi e conoscitivi per la gestione sostenibile dei pascoli in aree Natura 2000. Sul piano ecologico, le analisi satellitari e vegetazionali hanno fornito un quadro aggiornato e allarmante dello stato degli habitat, mettendo in evidenza l'urgenza di interventi mirati: dall'avanzamento del bosco nelle superfici abbandonate alla perdita di complessità floristico-strutturale nei pascoli sottoutilizzati o sovrapascolati. Il progetto ha contribuito a definire, per le tre aree target, modelli gestionali adattivi basati su carichi ottimali, rotazioni, accesso regolato e pascolamento misto, offrendo un riferimento replicabile in altri territori.

Un risultato strategico è rappresentato dalla mappatura integrata degli habitat e dalla web-app dedicata agli allevatori, che ha consentito di avviare un percorso di monitoraggio partecipato che ha rafforzato il coinvolgimento delle autorità ambientali e degli operatori del territorio, favorendo la definizione di misure contrattuali più mirate ed efficaci.

Sul fronte istituzionale, LIFE Grace ha favorito un avanzamento significativo nella governance dei demani collettivi con diversi enti gestori che hanno avviato processi di revisione dei regolamenti di concessione, orientandosi verso criteri coerenti con la conservazione, l'agricoltura biologica, la tutela delle razze autoctone e la Promozione della gestione attiva di queste aree.

In ambito economico, le analisi di mercato hanno reso evidente la scarsa valorizzazione delle produzioni grassfed, contribuendo alla costruzione di una strategia di rilancio centrata su tracciabilità, marchiatura e filiera corta. L'attivazione di collaborazioni con oltre 70 operatori HORECA ha permesso di colmare il divario tra qualità territoriale e domanda urbana, portando all'emersione di un interesse crescente verso carni prodotte in maniera etica e sostenibile.

Un ulteriore risultato importante riguarda la dimensione culturale. Il progetto ha sensibilizzato allevatori e cittadini sull'importanza del pascolo come servizio ecosistemico, riducendo la distanza tra percezione pubblica e realtà delle produzioni estensive.

Gli accordi collettivi di conservazione degli habitat

Gli accordi collettivi promossi dal progetto LIFE GRACE nascono dall'esigenza di coordinare la gestione dei pascoli all'interno dei demani collettivi e delle aree Natura 2000. La loro finalità è quella di garantire un impegno pluriennale nella cura degli habitat stabilendo regole condivise tra allevatori e enti gestori. 
Questo approccio ha permesso di affrontare alcune criticità ricorrenti delle politiche di conservazione in particolare la carenza di strumenti a supporto della gestione attiva dei pascoli e la frammentazione delle responsabilità tra i diversi attori coinvolti. Gli accordi hanno previsto, infatti, azioni di gestione legate alla regolazione dei carichi di pascolo e al controllo della vegetazione, e hanno individuato procedure che hanno facilitano l'autorizzazione degli interventi, riducendo la complessità amministrativa connessa alle valutazioni di incidenza.

I risultati Conseguiti dal progetto confermano la validità del modello degli accordi collettivi con 13 enti gestori che hanno espresso la disponibilità ad adottare gli accordi coprendo superfici estese e coinvolgendo numerosi allevatori. Inoltre, il progetto ha avviato percorsi di formazione e sensibilizzazione che hanno contribuito a rafforzare la consapevolezza del ruolo dei pascoli come infrastruttura ecologica fondamentale. 

Gli accordi collettivi di conservazione degli habitat sono coerenti con gli strumenti della PAC 2023-2027 e possono costituire un importante riferimento per la progettazione delle future misure agro-climatico-ambientali. Inoltre, possono essere replicati in altri contesti territoriali anche al di fuori del territorio regionale.

Il progetto LIFE GRACE e il Regolamento UE 2024/1991 sul ripristino della natura

Il progetto LIFE GRACE si sviluppa in un contesto caratterizzato dalla progressiva perdita degli habitat di prateria seminaturali 6210, 6220 e 6230 dovuta principalmente all'assenza di pratiche gestionali adeguate. Il Regolamento (UE) 2024/1991 sul ripristino della natura attribuisce a queste tipologie di habitat un ruolo strategico, includendole tra quelle che gli Stati membri sono tenuti a riportare in buono stato di conservazione entro il 2030 e il 2040, attraverso l'elaborazione dei Piani nazionali di ripristino della natura, nei quali sono definiti obiettivi specifici, obblighi di gestione e adeguati sistemi di monitoraggio.
In questo contesto, il progetto LIFE GRACE offre un contributo importante intervenendo sui principali fattori di degrado individuati dal regolamento quali l'abbandono delle pratiche di pascolamento, l'espansione delle superfici forestali a scapito delle praterie e la riduzione della biodiversità. 

L'approccio del progetto si fonda sull'adozione del pascolamento estensivo come pratica di gestione e di ripristino, capace di contrastare l'avanzata delle superfici forestali e di contribuire al riequilibrio dei processi ecologici caratteristici delle praterie mediterranee.

In particolare, il progetto ha sviluppato una metodologia replicabile per la gestione degli habitat di prateria legata al pascolo estensivo con razze autoctone che prevede la definizione di impegni pluriennali e l'attivazione di accordi collettivi di conservazione degli habitat con gli allevatori. Tali attività contribuiscono in maniera concreta al perseguimento degli obiettivi del regolamento sul ripristino della natura.

Inoltre, le attività di monitoraggio condotte nell'ambito delle aree Natura 2000  oggetto del progetto hanno consentito l'aggiornamento delle conoscenze sulla distribuzione e sullo stato di conservazione degli habitat attraverso l'elaborazione di cartografie, di modelli previsionali e di proposte di revisione dei formulari standard Natura 2000.

I risultati del progetto costituiscono, pertanto, una base conoscitiva essenziale per le autorità nazionali e regionali, a supporto della definizione di target misurabili e della progettazione delle misure di ripristino previste dal regolamento europeo.

 

Lo sviluppo di sinergie con il Piano Strategico della PAC e le prospettive della PAC 2028-2034

Il progetto LIFE GRACE si inserisce in un contesto in cui la PAC 2023-2027 attribuisce particolare importanza alla gestione sostenibile dei pascoli, alla tutela della biodiversità e alla valorizzazione delle produzioni estensive. 
Nel Piano Strategico Nazionale della PAC 2023-2027, così come nel CSR Lazio, gli ecoschemi, gli interventi agro-climatico-ambientali e le misure di gestione dei siti Natura 2000 riconoscono un ruolo centrale ai sistemi pastorali tradizionali nella conservazione della biodiversità e degli habitat seminaturali. Il progetto LIFE GRACE dimostra come il pascolo razionale possa essere considerato una pratica agricola e al tempo stesso un importante strumento di ripristino ecologico. 

Le analisi condotte dal progetto sugli allevamenti, sui carichi di pascolo e sulle superfici agricole utilizzate forniscono indicazioni direttamente applicabili all'attuazione degli interventi previsti dal CSR Lazio.
Il progetto, inoltre, introduce elementi utili in vista della nuova PAC 2028-2034 attualmente in fase di discussione.

La proposta della Commissione europea pone al centro la tutela ambientale e la resilienza climatica, integrandole con la valorizzazione economica delle produzioni e con il rafforzamento dello sviluppo delle aree rurali fondato sull'innovazione e sulla diffusione delle conoscenze.
In questo quadro, il progetto LIFE GRACE può mettere a disposizione soluzioni sperimentate e applicabili a livello territoriale. La valorizzazione delle razze autoctone e del pascolo estensivo è coerente con i futuri orientamenti della PAC verso sistemi produttivi più resilienti in grado di valorizzare le risorse genetiche locali e la gestione sostenibile del territorio.

Un ulteriore ambito di integrazione riguarda la valorizzazione economica delle produzioni sostenibili. Il progetto LIFE GRACE ha definito le condizioni per l'utilizzo del marchio "Natura in Campo" promuovendo il riconoscimento dei prodotti derivanti da allevamento al pascolo e collegando la certificazione agli accordi collettivi di conservazione degli habitat.

Il progetto contribuisce, inoltre, attraverso strumenti e approcci operativi, quali protocolli di Citizen Science, strumenti digitali per il monitoraggio ambientale, modelli di cooperazione territoriale e linee guida, all'integrazione dei criteri ambientali nelle filiere agroalimentari.
Il progetto è, pertanto, pienamente coerente con l'obiettivo della futura PAC di riconoscere e valorizzare in modo i servizi ecosistemici forniti dagli allevatori.

Il progetto LIFE Grace ha dimostrato che la conservazione degli habitat Natura 2000 non può prescindere dal ruolo degli allevatori e delle loro razze autoctone, riaffermando la centralità di un'agricoltura estensiva capace di coniugare tutela ambientale, qualità alimentare e resilienza climatica.

 

Luigi Servadei - Rete Nazionale PAC
Annalisa Angeloni - Rete Nazionale PAC

 
 

PianetaPSR numero 146 dicembre 2025