
La seta è una delle fibre naturali animali, insieme alla lana. Benché la produzione mondiale di fibre sia in continuo aumento (circa 132 milioni di tonnellate nel 2024 secondo il Material Market Report - Textile Exchange, 2025), le fibre naturali ne rappresentano circa il 25% e quelle animali solo l'1,3%. Fra queste la seta si attesta sullo 0,1%, una quota minuscola.


Una delle altre caratteristiche della seta, che la rendono una fibra inusuale, è la distribuzione della sua produzione (https://inserco.org/en/statistics ). Circa il 53% della produzione mondiale avviene in Cina, mentre l'India ne rappresenta un altro 41,4%. Queste due nazioni asiatiche, nel loro assieme, perciò, producono circa il 94,5% della fibra serica globale. La Cina è la nazione che ha più peso nel determinare il prezzo della seta, perché esporta gran parte della propria produzione, a differenza dell'India che ha una più alta percentuale di autoconsumo, per la confezione degli abiti tradizionali.

L'esportazione della seta alimenta in gran parte l'industria serica europea, che dagli anni '70 in poi, ha delocalizzato il segmento tecnologico della trattura della seta (dipanatura del bozzolo). Da quegli anni anche il declino della produzione agricola di bozzolo è stata inesorabile, e la cosiddetta fase di "nobilitazione" (finissaggio, tintura, tessitura e stampa) è rimasta l'unica attiva in Europa. In Italia che, tra fine '800 e inizio '900, produceva 60.000.000 di kg di bozzoli, il distretto serico di Como rappresenta ancora un'economia interessante per l'export nazionale, occupando circa 13.000 addetti e dando origine a circa un miliardo di export (Sistema Moda Italia, 2023). Tuttavia, la filiera industriale della seta è sprofondata tra le difficoltà di approvvigionamento di materia prima, sempre più costosa e rara nella sua qualità più pregiata, e i brand della moda che non redistribuiscono il valore finale del prodotto serico lungo la catena del valore, pur mantenendo prezzi elevatissimi per il consumatore finale.
La seta, produzione di nicchia e di lusso, però, dopo la crisi del Covid ha cominciato a soffrire una crisi di identità che attraversa ora tutto il settore tessile. La clientela finale desidera acquistare un capo di abbigliamento creato vicino a dove abita, in maniera ambientalmente e socialmente sostenibile, in cui il prezzo corrisposto trovi riscontro nell'alta qualità e che questa venga dimostrata e narrata in maniera convincente.
In tale panorama si innesta il progetto europeo Horizon Europe "ARACNE" (Advocating the role of Silk Art and Cultural Heritage at National and European scale) che si propone di rilanciare il patrimonio culturale della seta, materiale e immateriale, a beneficio delle industrie culturali e creative. Uno degli scopi del progetto è quello di porre le basi per la realizzazione di un itinerario culturale europeo della seta, certificato dal Consiglio d'Europa. Per concretizzare questa realizzazione è necessario fondare un'Associazione di portatori di interesse che presenti un dossier di attività, culturali ed economiche, che diano vita al cammino. I Gruppi di Azione Locale, sul cui territorio insistono numerose testimonianze naturali, paesaggistiche e architettoniche, associazioni, agricoltori e piccole imprese artigianali, possono essere considerati fra questi portatori d'interesse, che attraverso un itinerario culturale sulla seta possono meglio sviluppare economie e benefici per le proprie comunità.
Per valorizzare l'eredità produttiva, commerciale e culturale della seta in Europa, il CREA - Centro di Agricoltura e Ambiente - Laboratorio di gelsibachicoltura di Padova (capofila del progetto "ARACNE") e il GAL Delta 2000, con il supporto della Rete della PAC 2023-2027 - Rete LEADER, hanno promosso la creazione di un ecosistema di innovazione che connetta attori pubblici, privati e accademici per il rilancio del settore.

Il percorso è stato avviato nella primavera del 2024 con il Living lab "Costruzione dell'itinerario della seta europea", aperto ai GAL interessati nei cui territori siano riscontrabili tracce significative del patrimonio materiale o immateriale della seta. Grazie all'Itinerario europeo il piccolo produttore o il museo etnografico locale potranno entrare in connessione diretta con realtà simili in altri Paesi dell'Unione Europea, rafforzando la propria posizione a livello transnazionale.
Il ruolo dei GAL è considerato essenziale per garantire un approccio territoriale inclusivo e partecipativo.
Attraverso un'intensa attività di animazione e confronto, il living lab persegue tre obiettivi strategici:
La prima riunione online di aprile 2024 è stata dedicata alla condivisione degli obiettivi del laboratorio, delle informazioni di base sulla filiera serica in Europa e in Italia, degli aspetti culturali e tecnologici connessi e del ruolo del progetto Aracne per la tutela dell'eredità materiale e immateriale legata alla seta. L'incontro si è concluso focalizzando l'attenzione sull'importanza di costituire un gruppo di lavoro, mappare le competenze e le risorse disponibili nei diversi territori interessati, realizzare una study visit per facilitare il confronto su esperienze concrete e creare occasioni di confronto diretto.
Tappa fondamentale di questo cammino è stata la study visit organizzata a luglio 2024 in Calabria, nel "nuovo triangolo della seta": Cortale, San Floro e Girifalco. Qui, una delegazione composta da GAL, ricercatori, esperti e altri portatori di interesse, ha potuto osservare come la tradizione serica sia stata trasformata in elemento identitario e attrattivo e leva di sviluppo occupazionale: dal recupero dei gelseti da parte di cooperative giovanili all'artigianato tessile d'eccellenza, fino alla creazione di percorsi turistici esperienziali.


Questi momenti di scambio sono proseguiti in autunno con due focus specifici che hanno avuto l'effetto di cementare la rete e favorire la condivisione di buone pratiche
Il risultato di questo percorso di co-progettazione va oltre la semplice creazione di una mappa turistica o di un'applicazione digitale. Il Living Lab si è rivelato come un incubatore di innovazione diffusa, capace di rileggere le potenzialità territoriali: la seta non è più una semplice memoria industriale del passato, ma filo conduttore di un futuro basato su cultura, bellezza e accoglienza.


In questo contesto, la metodologia adottata rappresenta un caso studio d'eccellenza, avendo ribaltato le logiche tradizionali: grazie ad un approccio user-centered, GAL, artigiani, musei, associazioni locali, cooperative giovanili e gli altri portatori di interesse si sono trasformati da semplici beneficiari passivi a co-creatori dell'offerta, impegnati in un processo di capacity building che restituisce identità, valore e centralità alle aree rurali.
Per i prossimi mesi la sfida sarà quella di avviare il progetto di cooperazione transnazionale, ottenere la prestigiosa certificazione del Consiglio d'Europa e, soprattutto, garantire che l'Itinerario della seta europea diventi una filiera culturale integrata, economicamente sostenibile e capace di attrarre un turismo lento e qualificato, in piena sintonia con gli obiettivi di vitalità rurale della PAC.
Silvia Cappellozza, CREA - Centro di ricerca Agricoltura e Ambiente, Laboratorio di Gelsibachicoltura di Padova
Gabriella Ricciardi, CREA - Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia, Rete Nazionale PAC - Rete LEADER
Angela Nazzaruolo, GAL Delta 2000
PianetaPSR numero 146 dicembre 2025