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Agrometeo

L'andamento agrometeorologico di novembre 2025

L'analisi del Progetto AgroMIND della Rete Nazionale della PAC.

Dal 2025, la rubrica di PianetaPSR dedicata al monitoraggio agrometeorologico del mese precedente assume una nuova veste, mantenendo comunque la stessa linea, con un testo più breve di commento ai materiali regolarmente aggiornati nella galleria AgroMIND, che espone le mappe degli indici degli ultimi 10 mesi, e un quadro di sintesi di maggiore dettaglio territoriale sugli indici più rappresentativi delle condizioni agro-meteorologiche. 

L'andamento delle condizioni meteorologiche costituisce un fattore fondamentale per lo svolgimento delle attività agricole, condizionandone fortemente le produzioni, in termini sia qualitativi sia quantitativi. La conoscenza delle caratteristiche climatiche di un territorio guida le scelte colturali e gli investimenti strutturali, così come la programmazione delle diverse pratiche agronomiche non può prescindere dall'andamento meteorologico durante la stagione agraria (lavorazione del terreno, interventi irrigui e di difesa dai patogeni e parassiti, operazioni di raccolta, ecc.).

Il monitoraggio agrometeorologico viene svolto dal CREA-Agricoltura e Ambiente nell'ambito della Rete PAC del Piano Strategico Nazionale, dal 2025 con il progetto esecutivo AgroMIND, in continuità con la precedente scheda "Agrometeore" della RRN. Gli indici presentati nei diversi report mensili possono variare durante la stagione agraria in funzione della loro capacità di rappresentare i fenomeni più significativi per le colture.

La citata galleria AgroMIND è accessibile della sezione Dati e analisi del sito dell'Osservatorio di Agro-Meteo-Climatologia del CREA Agricoltura e Ambiente. Questa sezione contiene anche la pagina Previsioni agrometeo che permette di accedere alla galleria delle previsioni agrometeorologiche a 7 giorni, aggiornate quotidianamente (AgroFIND). La documentazione dei materiali presentati in AgroMIND e AgroFIND, comprensiva dei principali metadati, è disponibile al seguente link

Le analisi mensili si basano su dati giornalieri pubblicati con cadenza annuale al seguente link. Tale dataset, aggiornato quotidianamente per uso interno, deriva da dati di rianalisi preliminari (ERA5T) disponibili in quasi real time sul Climate Data Store di Copernicus, la cui successiva validazione, che avviene nell'arco di tre mesi, potrebbe evidenziare errori o scostamenti solitamente trascurabili. Maggiori dettagli sulle procedure di stima delle variabili usate per il calcolo degli indici sono stati pubblicati nel seguente articolo.

 

Andamento agrometeorologico nel mese di novembre 2025

Tabella 1- Anomalie (rispetto alle medie climatiche 1991-2020) per diverse unità territoriali di Temperature minime e massime (ΔTN e ΔTX), Evapotraspirazione di riferimento Penman Monteith (ΔETo), Precipitazione (ΔRR) e Bilancio idroclimatico (ΔCWB); classi di intensità relative agli indici di siccità SPEI3 e SPEI6. 

Condizioni termiche ed estremi

A livello nazionale, il mese di novembre ha registrato valori termici pressoché in media, con le anomalie delle temperature minime (ΔTN) e massime (ΔTX) rispettivamente a -0.2 °C e +0.2 °C; i valori più significativi hanno interessato il Nord-Est per le minime (-1.0 °C), e il Centro per le massime (+0.7 °C). In nessuna regione è stato superato il grado di anomalia termica (positiva o negativa).

Disponibilità idrica ed estremi

Considerata la situazione termica, l'evapotraspirazione ha mostrato valori generalmente in media (ΔET0), con ristrette e localizzate zone di deboli anomalie negative al Sud e in Sicilia e di contenute ma diffuse anomalie positive al Nord Est e Ovest; gli unici valori regionali superiori al 10% sono stati registrati in Valle d'Aosta e in Friuli-Venezia Giulia (+14%).

Osservando invece l'anomalia mensile percentuale di precipitazioni (ΔRR, fig. 1), le piogge cadute a novembre sono state diffusamente al di sotto della media a Nord-Ovest (-46%,) dove il dato del Piemonte ha raggiunto il -59%, a Nord-Est (-33%), arrivando al -46% nella Provincia di Trento, e nelle Isole (-35%), raggiungendo in Sardegna il -41% e in maniera molto contenuta al Centro (-16%); al contrario, al Sud le piogge hanno di poco superato la media (+11%), sebbene si notano anomalie rilevanti concentrate nel nord della Puglia e, meno intense, nelle provincia di Avellino e sul basso versante tirrenico. Le anomalie del bilancio idro-climatico (ΔCWB, fig. 1) sono state fortemente influenzate dal quadro pluviometrico appena descritto (-30 mm a scala nazionale), con valori negativi spiccati a Nord-Ovest (-73 mm), specialmente in Piemonte (-96 mm), e a Nord-Est (-44 mm) soprattutto nella Provincia di Trento (-68 mm), e più contenuti al Centro e sulle Isole (-26 mm); al Sud, invece, i valori sono stati debolmente positivi nel complesso ma localmente, in Campania, sono stati raggiunti i +44 mm.

L'indice di siccità riferito agli ultimi tre mesi (SPEI3) ha mostrato condizioni nella norma a livello nazionale ma, in tutti quei territori dove le precipitazioni sono risultate sotto media, come il Nord-Ovest, il Centro e le Isole, le condizioni sono risultate di siccità lieve; una eccezione è rappresentata dal Nord-Est che proveniva da una situazione mediamente più umida che gli ha consentito di restare su valori normali nonostante le precipitazioni considerevolmente al di sotto della media (escluse le provincie di Trento e Bolzano passate in siccità lieve). Osservando il fenomeno su di una scala temporale più lunga (sei mesi), lo SPEI6 ha evidenziato ancora condizioni di siccità lieve in gran parte del Centro e più localizzate al Nord-Ovest mentre le Isole sono passate da una siccità lieve ad una moderata.


Figura 1- Anomalie (rispetto alle medie climatiche 1991-2020) di precipitazione (ΔRR, sx) e del bilancio idroclimatico (ΔCWB, dx) 

Figura 1- Anomalie (rispetto alle medie climatiche 1991-2020) di precipitazione (ΔRR, sx) e del bilancio idroclimatico (ΔCWB, dx)
Figura 1- Anomalie (rispetto alle medie climatiche 1991-2020) di precipitazione (ΔRR, sx) e del bilancio idroclimatico (ΔCWB, dx)
 

Andamento fenologico

Le sommatorie termiche con soglia 0 °C (GDD0), calcolate dal 1° gennaio, hanno superato i 6000 gradi giorno in Puglia e Sicilia, dove si è raggiunto il massimo locale di 6744 gradi; il valore medio più elevato delle anomalie (GDD0_a) è stato stimato per il Lazio (+488 gradi giorno). Anche per quanto riguarda le sommatorie a soglia 10 °C (GDD10), la Puglia e la Sicilia hanno mostrato i valori più elevati superando i 2730 gradi giorno, mentre la Calabria ha confermato il valore di anomalia (GDD10_a) più alto (+365 gradi giorno).

Al termine della raccolta, le previsioni riguardanti la scarsa produzione olivicola pubblicate da alcuni Servizi Regionali nei mesi scorsi sono state purtroppo confermate. In Liguria, infatti, la bassa carica di olive, legata all'alternanza produttiva e alle condizioni meteorologiche sfavorevoli all'impollinazione in fioritura, unite alla forte pressione della mosca delle olive durante l'estate, hanno portato ad un calo della produzione, a cui si devono aggiungere oli di qualità inferiore alla norma, tanto che in alcuni casi non è stato possibile classificarli come extravergini [1].

Ugualmente in Veneto, dove era stata segnalata a fine ottobre una produzione ridotta del 30-50% rispetto alla media storica, la qualità degli oli è risultata molto limitata [2].

Contesto europeo/nazionale ed eventi estremi nel mese di novembre 2025

In Europa, in base alle analisi prodotte dal servizio C3S di Copernicus [3], la temperatura media del mese di novembre è risultata di 5.7°C, pari a +1.4°C rispetto al clima 1991-2020. Le anomalie positive più pronunciate si sono avute in Europa orientale, nei Balcani, in Russia, e in Turchia. Temperature inferiori alla media climatica del mese si sono, invece, registrate in Svezia settentrionale, Finlandia, Islanda, e in alcune aree del Nord Italia e della Germania meridionale. In relazione alle precipitazioni e all'umidità del suolo [4], il mese è risultato più umido della media in Gran Bretagna, Irlanda, Portogallo, Spagna, Russia nord-occidentale e nei Balcani. Piogge molto intense hanno colpito la Grecia e l'Albania e la tempesta Claudia ha colpito l'Europa occidentale. Condizioni più secche della media hanno invece interessato l'Islanda, la Spagna meridionale, il Nord Italia, la Germania centrale e la Svezia. L'allerta siccità è persistita in Europa sud-orientale, in particolare in Russia, Ucraina e Turchia.

Rispetto all'andamento delle principali colture in campo a livello europeo, in base alle elaborazioni del JRC relative al periodo tra il 1° ottobre e il 15 novembre [5], sono terminate le raccolte delle colture, ad eccezione della barbabietola da zucchero, e si è avviata la stagione agraria delle colture invernali 2025-2026, in condizioni generalmente favorevoli alle semine. Condizioni secche hanno rallentato le semine in Centro Italia, Ungheria orientale e Romania occidentale, mentre ritardi per eccesso di piogge si sono registrati in Bulgaria settentrionale e Romania meridionale. Permangono siccitose le condizioni in Turchia e nell'area del Maghreb. Le miti temperature autunnali hanno prodotto uno scarso avanzamento della fase di hardening (adattamento delle colture al freddo) e ciò desta preoccupazione per una aumentata vulnerabilità a danni da gelo con l'arrivo delle temperature invernali.

Infine, per quanto riguarda le disponibilità idriche in Italia e l'occorrenza di fenomeni estremi, monitorati da ANBI [6], le piogge di fine novembre hanno migliorato le condizioni critiche degli invasi lucani e pugliesi, così come di quelli sardi, anche se in misura più limitata. Le disponibilità idriche nei bacini idrografici nel resto del Paese sono risultate in costante crescita a seguito delle precipitazioni, ad eccezione del bacino del Po. 

 

Fonti

 
 
 
 

Barbara Parisse (Ed.)
Roberta Alilla, Giulia Maria Bellucci, Flora De Natale, Antonella Pontrandolfi, Antonio Gerardo Pepe
CREA - Agricoltura e Ambiente

 
 

PianetaPSR numero 146 dicembre 2025