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L'utilizzo del Business Plan On Line (BPOL) nei Programmi di Sviluppo Rurale 2014-2022

Un'analisi dei dati raccolti dallo strumento di ISMEA per il supporto alla pianificazione aziendale. 

Il servizio BPOL, predisposto da ISMEA nell'ambito delle attività della Rete Rurale Nazionale 2014-2022, mette a disposizione un applicativo web per la redazione guidata dei piani aziendali secondo una metodologia condivisa con il sistema bancario e coerente con gli schemi di valutazione economico-finanziaria adottati nell'ambito della PAC.

Nel corso della programmazione 2014-2022 il BPOL è stato adottato da nove Regioni come strumento obbligatorio per la presentazione dei piani aziendali a valere su diverse sottomisure dei Programmi di sviluppo rurale (PSR), interessando investimenti in aziende agricole, agroindustriali e forestali, interventi di insediamento di giovani agricoltori e di diversificazione in attività extra-agricola.

In chiusura di programmazione, i dati raccolti tramite i BPOL compilati nell'ambito dei PSR, sono stati analizzati e illustrati nel Report statistico dei dati raccolti tramite l'applicativo Business Plan On Line - Periodo di programmazione 2014-2022, realizzato e divulgato dalla Rete PAC al termine del 2025. Nel presente articolo viene data evidenza delle principali risultanze del Report, al quale tuttavia si rimanda per ogni opportuno approfondimento. 

L'analisi è stata condotta sui 30.598 business plan compilati tramite la piattaforma, per i bandi a valere della suddetta programmazione, indipendentemente dall'esito istruttorio delle domande presentate. 

I risultati evidenziano che l'età media dei giovani che hanno presentato domanda di insediamento è di circa 30 anni, contro i 45 anni delle aziende già consolidate (sottomisura 4.1), con una maggiore presenza del genere maschile. Gli investimenti delle imprese agricole e forestali risultano generalmente di dimensione inferiore a quelli del settore dell'agroindustria, e le aziende giovani destinano più risorse a investimenti a breve-media durata. Le aziende agricole mostrano una elevata capitalizzazione delle fonti e un limitato ricorso a prestiti a breve termine. L'indice di produttività della superficie (PLV/SAU) è simile tra le aziende nuove e quelle consolidate, mentre il reddito operativo stimato a regime risulta inferiore per le prime, presumibilmente a causa delle dimensioni ridotte. 

Caratteristiche del database e ambito di osservazione

Il database analizzato risulta composto prevalentemente da piani aziendali riferiti alla sottomisura 4.1, Investimenti nelle aziende agricole, che rappresenta il 48,3% del totale, e da interventi di insediamento dei giovani agricoltori (sottomisura 6.1 e Pacchetto giovani), che complessivamente incidono per oltre il 40%. Le restanti tipologie di intervento riguardano investimenti nell'agroindustria (sottomisura 4.2), nella diversificazione extra-agricola (sottomisura 6.4) e nel settore forestale (sottomisura 8.6). Dal punto di vista territoriale emerge una certa disomogeneità nella distribuzione dei business plan tra le Regioni aderenti, imputabile sia al diverso numero di bandi pubblicati nel periodo di programmazione sia al differente numero di sottomisure nelle quali è stato adottato il BPOL (Figura 1).

Profilo anagrafico e tipologia di attività economica

L'analisi delle caratteristiche anagrafiche dei beneficiari evidenzia differenze significative tra le tipologie di sottomisure. Nei progetti di insediamento di giovani agricoltori l'età media del titolare o del rappresentante legale si attesta intorno ai 30 anni, mentre nei progetti di sviluppo di imprese agricole già esistenti l'età media risulta compresa tra i 44 e i 46 anni. Le imprese dell'agroindustria presentano, invece, un'età media sensibilmente più elevata (Figura 2).

Per quanto riguarda il genere, i dati mostrano una prevalenza del genere maschile in tutte le sottomisure analizzate; tuttavia, nei piani aziendali interessati da insediamento giovani e nei progetti di diversificazione in attività extra-agricole, la quota delle donne è più elevata. 

Tale evidenza è confermata anche dall'analisi disaggregata per Regione, rispetto al confronto tra sottomisure di investimento (4.1) e di insediamento (6.1 e Pacchetto giovani) (Figura 3).

Dal punto di vista dell'attività economica prevalente[1], i piani aziendali delle imprese agricole si distribuiscono tra i diversi gruppi ATECO nel seguente ordine: coltivazioni permanenti (34,9%); coltivazioni non permanenti (27,8%); coltivazioni associate all'allevamento di animali (19,3%) e allevamento di animali (13,4%).

Investimenti e tipologia di spesa

La redazione dei business plan prevede la compilazione analitica delle spese previste nel piano di investimenti mediante informazioni di tipo quantitativo e qualitativo, ma in questa indagine si sono presi in considerazione soli valori economici. 

Si precisa che i valori riportati in Tabella 1 si riferiscono a tutti i piani aziendali presentati durante il periodo programmatorio 2014-2022, a prescindere dagli esiti del procedimento istruttorio, dunque includendo anche i piani aziendali che potrebbero essere risultati non ammissibili a seguito di istruttoria, oppure non finanziabili per mancanza di fondi.

Dai dati analizzati, illustrati nelle figure seguenti, si evince come la dimensione economica degli investimenti vari in funzione della tipologia di intervento: nelle sottomisure i cui beneficiari sono imprese agricole la maggior parte degli investimenti si colloca tra la prima e la seconda classe di importo (da 1 a 100 mila e da 100 a 200 mila euro) (Figura 4), nelle altre sottomisure (4.2, 8.6) la distribuzione degli investimenti non evidenzia particolari rilievi. 

Dal punto di vista della tipologia di spesa, i dati dei BPOL consentono di distinguere gli investimenti in base alle categorie patrimoniali di appartenenza (Figura 5). Le imprese agricole interessate da insediamento giovani sembrano investire una quota inferiore in impianti e fabbricati rispetto alle aziende agricole preesistenti che attuano progetti di sviluppo aziendale. 

La ridotta quota di investimenti in terreni e bestiame deriva dai limiti di ammissibilità del PSR[2], vincoli che non si applicano alla sottomisura 6.1, basata sul sostegno sottoforma di premio utilizzabile per qualsiasi categoria di spesa. 

Analisi Patrimoniale

Lo stato patrimoniale del business plan permette di quantificare il valore complessivo del patrimonio impiegato e la sua composizione da lato dell'attivo (capitale fisso e circolante) e dal lato del passivo (fonti interne ed esterne, a breve e lungo termine) sia nella situazione a consuntivo sia in quella previsionale fino all'anno a regime del progetto. 

Per quanto riguarda il valore complessivo del patrimonio nell'anno a regime, il confronto tra le diverse sottomisure mostra una maggiore frequenza sulle classi più basse per le imprese agricole oggetto di insediamento giovani mentre nelle aziende agricole preesistenti (4.1 e 6.4) il valore del patrimonio risulta più linearmente distribuito tra le diverse classi (Figura 6).

Passando alla composizione degli impieghi, il capitale fisso incide per circa il 40% sul totale attivo senza differenze di rilievo tra anno a consuntivo ed anno a regime e tra le diverse tipologie di sottomisure.

Analizzando, invece, la composizione delle fonti, emerge che le aziende agricole presentano un'elevata incidenza dei mezzi propri (72-78%) e di conseguenza un ricorso limitato al capitale di terzi sia nel consuntivo che nell'anno a regime. Le aziende dell'agroindustria mostrano, invece, una più bassa incidenza dei mezzi propri (37-52%) a fronte di una maggiore esposizione verso il capitale di terzi, soprattutto a breve termine.

Risultati economici

Prendendo in esame il reddito operativo del conto economico dei BPOL analizzati, i dati raccolti consentono di analizzare l'evoluzione nel tempo di tale voce di reddito.

Guardando l'ultimo anno consuntivo, si osserva un livello di reddito più basso per le imprese agricole (4.1, 6.4 e 8.6) rispetto alle imprese agroindustriali (sottomisura 4.2).

La previsione di reddito per l'anno a regime evidenzia una maggiore disomogeneità tra le imprese agricole, con un posizionamento verso redditi più alti per le imprese che diversificano e quelle forestali (6.4 e 8.6) e un posizionamento verso redditi più bassi per le imprese interessate da progetti di insediamento giovani (6.1 e Pacchetto giovani) (Figura 7).

Il dato di maggiore redditività per le aziende agricole che diversificano è, inoltre, confermato dall'indice di produttività espresso come rapporto PLV/SAU (Figura 8).

 

Note

  • [1] Sono stati esclusi dall'analisi i piani aziendali della sottomisura 4.2 perché relativa ad agroindustria
  • [2] Bestiame non ammissibile, terreni limite del 10% sul totale degli investimenti
 

Letizia Atorino, Francesco Trezza e Irene Visaggi
ISMEA

 
 

PianetaPSR numero 147 gennaio 2026